Tag: due chiacchiere con lo scrittore

Intervista a Francesca Maccani

Agata è frutto di un’idea che si concentra sul fatto che molte donne non si sentono libere di essere se stesse, di vivere i propri talenti, il proprio sentire e i propri doni. Volevo che questa fatica venisse fuori, ma volevo anche trasmettere l’idea che si può scegliere di non soccombere, ma di portare avanti se stesse fino in fondo.

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intervista a Elisa Mariotti

L’idea del romanzo nasce dalla volontà di rendere omaggio a colei che ritengo “La Scrittrice”, e non una scrittrice qualsiasi: Virginia Woolf. Mi sono però dovuta confrontare con il fatto che la Woolf rappresenta forse il personaggio letterario del Novecento più studiato al mondo

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Intervista all’autrice Simona Lo Iacono

Nell’intervista l’autrice Simona Lo Iacono, ci immerge nel mondo epico e affascinante del suo ultimo romanzo “Virdimura” pubblicato da Guanda Editore, accompagna i lettori in un viaggio attraverso la vita straordinaria e avventurosa di una protagonista indimenticabile.

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Intervista a Cinzia Giorgio

Ciao Jenny, è un vero piacere per me, grazie per l’invito. L’ispirazione per scrivere di Matilde di Canossa mi è venuta in Vaticano, ero nella Basilica di San Pietro e alzando gli occhi mi sono ritrovata davanti al monumento funebre che Gian Lorenzo Bernini ha scolpito in suo onore. È stata come un’illuminazione. Dovevo scrivere di lei.

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Intervista a Donata Carelli

Attraverso la mia storia, volevo raccontare perché una ragazza che ha avuto un’infanzia tutto sommato serena, nessun trauma in famiglia, un bellissimo esempio di coppia tra i genitori, arrivi alla conclusione di non volersi sposare e non volere figli. Qual è l’origine di una simile convinzione? C’è una ragione sociale, generazionale? Ecco, provo nel racconto a spiegare tutto questo.

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Intervista all’autrice Lise Syven

Cosa ci puoi raccontare del tuo romanzo?
È una storia divertente su ciò che rende una famiglia e su come le piccole bugie possano portare a situazioni assurde. Tuttavia, alla fine, conta solo l’amore. E anche una povera aragosta può fare il suo miracolo di Natale, se qualcuno decide di farsi avanti. 😉

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“Due chiacchiere con lo scrittore” in compagnia dell’autore Enrico Losso

I personaggi che hai descritto prendono spunto da persone reali o li hai inventati?
Qualcosa di autobiografico si pesca sempre nello scrivere un romanzo: impressioni, caratteristiche di un vecchio compagno, scorci di un paesaggio. In Lamberto qualcosa di me tredicenne c’è, ma una piccola parte. Irene è più “inventata”. Per il nonno di Lamberto mi sono ispirato al mio di nonno, per cui avevo un’adorazione. Un maestro elementare in pensione che era stato prigioniero durante la seconda guerra mondiale e che amava disegnare e lavorare il legno. Per i genitori di Lamberto ho pescato nei ricordi di genitori dei miei coetanei.

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“Due chiacchiere con lo scrittore” con Daniela Musini

Ciascuna donna mi ha catturata, avvinta, affascinata, poiché ciascuna di loro, anche quelle a me più lontane per personalità e modus vivendi, mi ha insegnato qualcosa e mi ha stupito. Per quanto riguarda Le Indomabili coloro che mi hanno rapito il cuore un po’ più delle altre sono state Ipazia, Caterina la Grande, George Sand (anche per via della grande storia d’amore con Chopin, che amo suonare), Edith Piaf, Anna Magnani, ma, ripeto, ognuna di queste meravigliose creature ha un posto speciale nel mio cuore.

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A “Due chiacchiere con lo scrittore” Camillo Bignotti

Cosa ci puoi raccontare del tuo libro? Esperienze, aneddoti….
La stesura di questo romanzo è stata per me una esperienza unica perché, diversamente dai precedenti, questa volta ho potuto ascoltare dal vivo, e non solo scartabellare libri e documenti custoditi in polverosi archivi, le parole e i pensieri di chi c’era. Con tutto il trasporto emotivo che ne consegue. E ho così avuto l’onore ed il privilegio di poter essere testimone della potenza delle parole raccontate con la semplicità negli occhi. Di quell’atteggiamento fatto di sorrisi accennati e di leggerezza nello sguardo mentre mi venivano svelati eventi di una sofferenza estrema ed ai limiti della sopportazione. Comportamento che, se di primo acchito poteva sembrare di rassegnazione, invece serviva a non ridare a quegli accadimenti la forza di ferire ancora una volta. Questo è quello che più mi ha colpito e che mi resterà per sempre nel cuore. E questo è quello che ho poi tentato di mettere su carta.

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Due chiacchiere con lo scrittore…

Ad un certo punto i post non bastavano più per esprimermi. Poi hanno iniziato a mettere un limite ai caratteri e ciao. Ho iniziato a scrivere storie, o favole, ma questo ha peggiorato le cose: ora volevo sapere di più. Cosi, ad un certo punto ho sentito il forte desiderio di andare a spiare una di queste avventure fantastiche e una delle favole che avevo scritto è diventata un libro, Il Corvo Blu.
Il libro però non centra nulla con quello che volevo. A me, della favola che avevo scritto, interessava principalmente sapere, un pò morbosamente, cosa fosse successo in quelle due settimane di convivenza tra il giovane e la maga rossa. Purtroppo non lo so ancora, ma per lo meno ora so cosa è successo prima e cosa è successo dopo.

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