Recensione “Il cibo dell’impero. L’arte della cucina nell’antica Roma” di Mauro Poma

Com’erano i pasti degli antichi Romani? Cosa c’è di vero nelle scene di banchetti dei film? “Il cibo dell’Impero” ci porta alla scoperta dell’antica cucina romana e dell’universo che circondava il mondo culinario di tanti secoli fa, il tutto “condito” da moltissime curiosità sorprendenti e informazioni sugli aspetti meno noti. Grazie a una narrazione avvincente scopriamo non solo quello che si mangiava (o no) ma anche tutte le tradizioni, i falsi miti, le superstizioni, gli alimenti più stravaganti, il trasporto del cibo e dell’acqua – dalle strade agli straordinari acquedotti –, fino alle erbe e alle sostanze usate come veleni e al ruolo del pane e del vino nel Cristianesimo. Ricostruiamo così il forte legame tra l’antichità e la tradizione gastronomica romana, italiana e in parte anche europea, alla ricerca di quello che abbiamo ereditato a tavola dal passato.

“Il cibo dell’Impero. L’arte della cucina nell’Antica Roma” di Mauro Poma è un affascinante viaggio attraverso le delizie culinarie di un impero che ha plasmato non solo l’architettura ma anche il palato del mondo. L’autore ci conduce attraverso le intricate strade della gastronomia romana, esplorando non solo ricette e usanze, ma anche il ruolo cruciale che il cibo ha giocato nella politica e nella vita quotidiana dell’epoca.

Uno degli aspetti più affascinanti del libro è la descrizione di come i Romani concepivano il pasto come un momento sociale. Come afferma l’autore, “Per ogni Romano che si rispettasse la cena doveva essere consumata in compagnia.” Questa prospettiva ci offre uno sguardo intimo sulle abitudini alimentari dei Romani, sottolineando l’importanza dei banchetti come momenti di convivialità e discussione.

Tra le pagine del libro emergono personaggi storici noti per il loro rapporto speciale con il cibo. Lucullo, celebre generale e politico romano, viene menzionato per il suo lusso e la sua raffinatezza culinaria. Le sontuose cene di Lucullo sono diventate leggendarie, e il libro offre uno sguardo più approfondito su come questo personaggio abbia contribuito a definire la gastronomia dell’epoca.

L’autore getta luce anche su personaggi come Mitridate e Agrippina, entrambi noti per la loro paura di essere avvelenati. Questo tema del cibo come veleno evidenzia non solo il ruolo centrale del cibo nella vita quotidiana, ma anche la sua potenziale pericolosità in un contesto politico intriso di intrighi e complotti.

Il libro esplora anche il significato latino della parola “venenum,” che originariamente indicava un liquido o una bevanda, spesso di natura magica o tossica. Nel contesto romano, la parola “venenum” acquisisce connotazioni più oscure, indicando anche il veleno utilizzato per fini nefasti.

Il libro esplora le tre fondamentali risorse alimentari dell’antica Roma: il grano, l’ulivo e la vite. Il grano costituiva la base dell’alimentazione romana, essendo utilizzato per preparare il celebre pane romano. L’autore approfondisce come la coltivazione del grano e la sua distribuzione fossero aspetti cruciali della politica e dell’economia dell’epoca.

L’ulivo, simbolo di pace e prosperità, era ampiamente coltivato per produrre olio d’oliva, un ingrediente essenziale nella cucina romana. La vite, oltre a fornire l’amaro nettare del vino, era anch’essa di fondamentale importanza nella vita quotidiana e nelle celebrazioni romane.

Tra le pagine del libro emergono anche riflessioni sulla simbologia del cibo nell’antica Roma. L’ulivo e la vite, ad esempio, oltre a essere risorse alimentari, erano simboli di pace e prosperità, concetti preziosi in un’epoca segnata da conflitti e conquiste.

Molto interessante anche il capitolo dedicato al garum. Questa salsa a base di pesce, fermentata con maestria dai Romani, infatti, emerge come un protagonista culinario nelle pagine di Poma.

Il garum, con la sua produzione artigianale e il suo sapore molto deciso , occupa un posto di rilievo nella cucina dell’Antica Roma. Attraverso il libro, Poma ci guida attraverso il processo di creazione di questa salsa, descrivendone gli ingredienti, la fermentazione e il suo utilizzo nei piatti dell’epoca. Il garum, con la sua versatilità e il suo ruolo centrale in molte ricette, diventa un elemento chiave nel ritratto affascinante della cucina romana che emerge dalle pagine di questo libro.

Intricato nelle dinamiche della vita quotidiana dell’Impero, il garum offre un esempio tangibile della raffinatezza culinaria dei Romani. La sua presenza nella tavola di allora, descritta con maestria da Poma, ci fa viaggiare indietro nel tempo, immergendoci nei sapori e nei profumi di un’epoca ormai lontana, ma che continua a esercitare il suo fascino sulla nostra comprensione della gastronomia storica.”

“Il cibo dell’Impero” non è solo un trattato sulla cucina, ma un affresco completo della vita quotidiana e della cultura romana. L’autore svela dettagli su come il cibo condizionasse la vita dei Romani, dalle abitudini di spesa alla percezione del cibo come simbolo di pace e prosperità. La scrittura avvincente di Poma, unita alla sua profonda conoscenza e passione, rende questo libro una lettura imprescindibile per chi desidera immergersi nell’arte della cucina nell’Antica Roma, esplorando anche le connessioni tra il cibo, i simboli religiosi e i cambiamenti culturali di quel periodo.

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Appassionato di lettura sin da bambino, lavora nel settore divulgativo astronomico, naturalistico e fotografico, attraverso il suo magazine on-line https://www.binomania.it e collaborando con varie riviste di settore.