Recensione: “La ragazza giusta” di Elizabeth Jane Howard

Recensione: “La ragazza giusta” di Elizabeth Jane Howard

“La ragazza giusta”
Autrice: Elizabeth Jane Howard
Traduzione di: Manuela Francescon
Casa Editrice: Fazi
data di pubblicazione: 11 Novembre 2021
pagine: 350
prezzo: 19,00 euro

Trama

In una Londra di fine anni Settanta trascina i suoi giorni il giovane Gavin, un timido e sensibile parrucchiere di modesta estrazione. Il suo mestiere lo porta a essere il confidente di molte donne: con loro Gavin è brillante e prodigo di consigli, mentre è assai goffo con le ragazze che gli piacciono. Ha anche un caro amico, un ragazzo omosessuale di nome Harry. È proprio lui a rimescolare le carte della vita del giovane aprendogli le porte della mondanità e portandolo a una festa presso una casa aristocratica. La padrona di casa, Joan, è una donna adulta molto carismatica, colta, capace di sfidarlo intellettualmente, e Gavin ne è subito irretito. Quella sera, però, conosce anche la giovanissima Minerva: ricca e infelice, cresciuta in un ambiente indifferente e anaffettivo, ha un disperato bisogno di attenzioni. Dopo aver sperimentato, non senza scottarsi, i due opposti modelli femminili, Gavin sembra finalmente accorgersi dell’esistenza di una ragazza che gli è sempre stata molto vicina…

Recensione

‘Poco dopo, mentre avvolgeva le ciocche sfibrate nella stagnola imbevuta di soluzione per la permanente e le fissava con gli appositi bigodini, si ritrovò a fantasticare di come sarebbe stato se ognuno si fosse comportato con gli altri così come gli veniva spontaneo, invece di filtrare le proprie reazioni finendo per produrre solo qualche debole risposta di circostanza. Se applicava l’idea alla sua attuale doppia vita, gli sembrava una cosa terrificante, ma poiché non c’era nessuna possibilità che succedesse davvero, si concesse il brivido di indugiare su quella fantasia divertente.’

Gavin ha 31 anni, fa il parrucchiere e vive ancora con i suoi. È una persona abbastanza riflessiva, riservata, preferisce stare sulle sue, coltivare le proprie passioni appena possibile, principalmente per evitare situazioni che potrebbero agitarlo o metterlo a disagio (stila una vera e propria scala della paura in cui in cima si trovano situazioni che lo coinvolgono insieme ad altre persone, specialmente sconosciuti). Sembra un po’ “smarrito, bloccato” nelle sue abitudini, non ha ambizioni, non vuole apportare dei cambiamenti alla sua routine perché a lui le cose stanno bene così.

‘Nella vita reale l’infelicitá doveva avere a che fare con la sensazione di essere intrappolati in una situazione in cui non si riesce a vivere e da cui non si riesce a scappare. E, così credeva Gavin, l’infelicitá protratta, sempre nelle stesse condizioni, alla lunga generava noia. E la noia aveva a che fare con la mancanza di movimento. Poi però c’erano tante persone che vivevano vite all’apparenza noiose e che invece non si annoiavano affatto. Lui, per esempio. Era solo un parrucchiere che abitava ancora coi suoi genitori e disponeva di due – ora tre – settimane di vacanze l’anno: nessuno l’avrebbe considerata una vita molto eccitante. Eppure non si annoiava affatto.’

Arriva però un momento in cui il suo migliore amico, Harry, lo “aiuta” invitandolo ad una festa. Da quella sera e a seguito di una successione di eventi, Gavin inizia ad aprire gli occhi sulla sua vita e comincia ad uscire dalla sua zona di comfort. Tutto ciò gli permette di capire ciò che vuole e soprattutto chi vuole. Una serie di circostanze gli solcano il sentiero verso una maturità personale e di cambiamento: tutte le persone conosciute col tempo da quella famosa festa gli permettono di comprendere piccoli pezzettini di sé e dei rapporti con gli altri che, senza dubbio, sono utili per la sua persona.

Un romanzo edito da Fazi Editore, dai capitoli lunghi e pieni di dettagli ma al contempo molto scorrevole. Un libro molto interessante che fa riflettere sul percorso e i cambiamenti radicali che può compiere una persona nel corso della sua vita.

‘Gavin ammirava molto sua sorella: si era sempre sentito inferiore a lei. Era piena di energia e ce la metteva tutta per aiutare gli altri. Viveva, pensava Gavin, in base al principio che ogni cosa è semplice se la si affronta con la dovuta determinazione; lui invece viveva in base al principio che ogni cosa era difficile e quindi non osava muoversi in nessuna direzione.’

Ringrazio la Casa Editrice per la copia del romanzo

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