Recensione: “Filosofia come arte di vivere” di Michel de Montaigne

Recensione: “Filosofia come arte di vivere” di Michel de Montaigne

“Filosofia come arte di vivere”
Autore: Michel de Montaigne
Traduzione di: Federico Ferragusto
Casa editrice: Fazi
genere: saggio
data di pubblicazione: 21 Ottobre 2021
pagine: 300
prezzo: 14,25

<<Come vivere?». L’esigenza di capire chi siamo e chi possiamo essere, tanto rispetto a noi stessi quanto in rapporto al contesto pubblico e privato in cui viviamo, è al centro dei saggi pubblicati in Filosofia come arte di vivere. Montaigne ci fa capire che la costruzione di sé non può essere teorica. Non sono gli insegnamenti o i ragionamenti a motivare le nostre azioni, ma è l’esperienza che forma il nostro spirito allo stile di vita che abbiamo scelto. Filosofare, perciò, non significa solo pensare in termini astratti, ma disporsi all’esperienza, o disporre l’esperienza, secondo un ordine che riteniamo efficace. In un certo senso si potrebbe però dire anche che la filosofia generi l’esperienza. Non nel senso idealistico, ma in quello trascendentale, secondo cui siamo noi a creare gli schemi o le strutture attraverso cui elaboriamo ciò che incontriamo nella concretezza del nostro vivere. Il filosofare come arte di vivere non ha nulla a che vedere con una sublimazione della vita nella filosofia, o con una qualche forma di estetismo. La filosofia appare piuttosto come il risultato di uno sforzo riflessivo che ci spinge a formare razionalmente la nostra esistenza a partire da ciò che definisce l’essere umano in quanto tale, che tanto nella filosofia quanto nell’arte emerge in maniera peculiare: l’apertura a possibilità sempre nuove e la capacità di appropriarsene. La filosofia ci prepara e ci esorta a questo sforzo stimolandoci ad aprire, attraverso la riflessione, uno spazio libero, e magari anche ozioso, in cui è possibile porre domande che non avrebbero senso in una «società della stanchezza», caratterizzata dal multitasking, dall’eccesso di stimoli e di informazioni, in cui il tempo è sempre poco e la questione sul senso della nostra vita può essere trascurata e forse nemmeno formulata. Filosofia come arte di vivere rappresenta il sesto volume della nuova traduzione, divisa su base tematica, dei Saggi di Montaigne, dopo Coltiva l’imperfezione, La fame di Venere, Sopravvivi all’amore, Scopri il mondo e Costruisci te stesso. Attraverso il suo brillante stile saggistico e vicino al lettore, così come grazie agli esempi forniti dai ricchi e preziosi riferimenti alla storia e alla cultura classiche e moderne, Montaigne ci spinge nuovamente a mettere in discussione noi stessi e i diversi aspetti del nostro esistere, in un’esplorazione continua delle possibilità che lo caratterizzano.

‘Il potere del sonno, che ci priva dell’azione e ci anestetizza, potrebbe addirittura sembrare inutile e innaturale. Ma è grazie al sonno che la natura ci insegna che siamo stati fatti per morire e per vivere. In questa vita ci presenta già la condizione eterna che ha riservato per il nostro futuro. In questo modo spera che ci assuefacciamo a essa e smettiamo di avere paura.’

“Filosofia come arte di vivere” è il sesto libro della nuova traduzione pubblicata da Fazi Editore dei Saggi di Michel De Montaigne. Questo e gli altri volumi (che sono “Coltiva l’imperfezione”, “La fame di Venere”, “Sopravvivi all’amore”, “Scopri il mondo” e “Costruisci te stesso”), sono divisi per tema.

L’autore esprime e mette per iscritto tutto ciò che pensa su diverse questioni sulle quali ha riflettuto ed è giunto alle sue conclusioni, che vuole rendere note ai lettori.

Lo stile di scrittura non è semplice e di facile comprensione ma per chi è appassionato di saggistica, non si troverà in difficoltà e saprà apprezzarlo a dovere.

Personalmente l’ho trovato un saggio dai temi interessanti ma l’attenzione è stata a ritmi altalenanti; spesso lo stesso concetto è ripetuto più volte, in modi differenti e questo potrebbe annoiare i lettori. Ma penso che invece sia una caratteristica distintiva dell’autore che permette di riflettere a fondo sull’argomento trattato.

‘Sono la paura della morte e del dolore, l’intolleranza del male, una furibonda e smodata sete di guarigione che ci accecano in questo modo. È la pura vigliaccheria che rende la nostra fiducia così debole e vulnerabile.’

Ringrazio la Casa Editrice per la copia del romanzo

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