Recensione del romanzo “L’albero dello zenzero”

“L’ albero dello zenzero”
Oswald Wynd
Casa editrice: Garzanti
data di pubblicazione: 10 Giugno 2021
pagine: 368
prezzo: 17,10

TRAMA

1903. Quando Mary, dopo un lungo viaggio dalla Scozia alla Cina, si trova davanti al suo promesso sposo, che conosce appena, capisce che non sarà un matrimonio felice. Persino quando rimane incinta Mary si sente sola. Fino a quando, in una delle sue passeggiate, incontra il samurai Kurihama, discendente di una nobile famiglia giapponese. L’uomo è schivo e taciturno, ma riesce lo stesso a trasmetterle il fascino del suo paese, raccontandole di una cultura millenaria e di leggende meravigliose. L’amore nasce senza che Mary possa riuscire a fermarlo. Sa che è proibito, ma sa anche che non si è mai sentita così prima. Quando la loro storia viene scoperta, il marito la ripudia e le impedisce di vedere la figlia, lasciandole una ferita profonda. Eppure, lei non è solo una madre, è anche una donna. Ha dei sogni, delle speranze, dei progetti, a cui si aggrappa per non soccombere. Mary si lascia travolgere dalle luci di Tokyo, dove ha deciso di vivere con Kurihama e il loro bambino. Ma scopre presto anche lì l’impossibilità di affermarsi ed essere indipendente perché donna. Decide allora che farà di tutto per dimostrare ai suoi figli che un mondo migliore è possibile, mettendosi a capo di un impero di empori di abiti e stoffe orientali. Perché come l’albero di zenzero può crescere anche nei terreni più ostili, così la forza di una donna non può essere sconfitta. Una storia di rinunce e coraggio. Di amore e di lotta per i propri sogni. Una storia in cui il Giappone affiora come lo sfondo in un dipinto per rendere tutto più vivido e con un fascino senza tempo.

‘Il mondo è uno strano miscuglio di gente di ogni qualità, e tanti non sono ciò che sembrano.’

‘Ginger Tree’, il libro di maggior successo scritto da Oswald Wynd nel 1977, viene tradotto e pubblicato per la prima volta in italiano a giugno 2021 da Garzanti.
Il libro è scritto sotto forma di diario e contornato da corrispondenze tra la protagonista Mary Mackenzie e altri personaggi. Il lettore si immerge in una visuale unicamente focalizzata dal punto di vista di Mary, che nel tempo e con diverse esperienze cresce e cambia.

‘A volte, di notte, su questa nave scricchiolante avverto la sensazione di essere lontanissima da tutto e di non potere contare sull’aiuto di nessuno, al punto da chiedermi se sarà così anche dopo il matrimonio. Forse sono pensieri comuni di chi viaggia, perché si rimane scombussolati e poi non si ha altro con sé che un baule e due scatole. Forse, quando mi ritroverò di nuovo in mezzo a facce che poi vedrò ogni giorno e per molto tempo, mi sentirò meglio.’

Il racconto inizia con il viaggio in nave che una giovane Mary compie dalla Scozia per arrivare in Oriente, volto a sposare il suo futuro promesso sposo, Richard. Tramite il diario si entra nei pensieri di Mary, che lo scrive per elaborare meglio ciò che sta vivendo e sarà un importante compagno con cui confidarsi durante il viaggio della sua vita. Le speranze e le aspettative che si era creata si sono man mano affievolite ed è incredibile come abbia trovato la forza di ribellarsi ad una vita che la opprimeva; nonostante i suoi errori che l’hanno segnata e limitata in un paese straniero, è riuscita a farsi strada da sola con molta forza di volontà.

‘Devo ammetterlo, un po’ mi affascina l’idea che gli errori commessi nella vita, oppure il fatto di averla apparentemente sprecata, non costituiscano nulla di definitivo ma che si possa approfittarne quando si torna sulla Terra nella vita successiva e, grazie all’istinto affinato in quella precedente, porvi rimedio (reincarnazione)’.

Un bell’esempio di resilienza: Mary è riuscita a germogliare dopo le avversità che si sono manifestate contro di lei, così come sono riusciti a prender vita quei piccoli semi dell’albero dello zenzero a seguito della catastrofe naturale che ha colpito parte della sua casa e adiacente giardino.
Una storia che mostra la realtà dei primi 50 anni dal 1903, vissuti e raccontati in prima persona dalla protagonista. Un libro che mette in luce sofferenze dovute alla guerra o a catastrofi naturali, di come siano cambiate le tendenze nel corso dei secoli ed infine i contrasti e le diversità dello stile di vita delle persone in paesi diversi dominati e influenzati dalle rispettive culture.

‘La valigia più pesante l’ho portata giù io dalle scale, meno ripide del solito in una casa giapponese, mentre Toba ha preso l’altra; allora mi è tornato in mente quello che aveva detto Peter sul fatto che non servissero bauli ingombranti nel viaggio della vita. Stavolta ero obbligata a seguire il suo consiglio perché, qualsiasi cosa mi riservasse il futuro, non avrei avuto il conforto del grosso bagaglio di esperienze accumulate negli anni perduti, non fosse altro perché tante di esse non mi sarebbero servite a nulla vivendo in Occidente.’

Ringrazio La casa editrice per la copia del libro

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Author: Martina P.
Martina P., una ragazza con diverse passioni tra le quali spicca anche la lettura. Da aprile 2020 decide di creare una pagina facebook/instagram con lo scopo di invitare molti al "quasi perso e accantonato" piacere di leggere. Tramite le sue recensioni, stimola la curiosità delle persone, cercando di diffondere la cultura e di far apprezzare la lettura. Leggere per aprire la mente, arricchire il proprio bagaglio culturale e dar vita a nuovi pensieri e ragionamenti: da qui nasce il nome della sua pagina "Pensamientos Libres by MP