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Recensione del libro “Vivere per scrivere. 40 romanzieri si raccontano di Enrico Franceschini edito da Laterza Editore

“Vivere per scrivere” 40 romanzieri si raccontano
Autore: Enrico Franceschini
Casa editrice: Laterza
data di pubblicazione: 15 Maggio 2019
pagine:233
prezzo: 11,40

TRAMA

«C’è chi scrive ancora a mano e chi è stregato dal computer, chi programma ogni pagina dall’inizio alla fine e chi avanza di getto senza sapere dove lo porterà la trama, chi frequenta i corsi di scrittura creativa e chi esce dalla scuola della vita, chi si fa ispirare dalla realtà e chi la deforma, chi lavora esclusivamente di fantasia e chi studia, imita o perlomeno usa come modello i grandi autori del passato. Per scoprire che cos’è e come si scrive un romanzo, non c’è niente di meglio che interrogare uno scrittore. E di scrittori, grazie al mio lavoro di giornalista da oltre trent’anni in giro per il mondo, ho avuto la fortuna di incontrarne tanti. In queste pagine, quaranta di loro parlano dei libri che scrivono e di quelli che amano, di come nasce una storia e del proprio metodo narrativo, dei propri maestri, delle proprie vite.»

RECENSIONE

Mia moglie, la blogger ideatrice di questo sito web, ha scovato tra gli scaffali di una rifornita libreria di Carrara questo libro. Di primo acchito non lo acquistai, poi, dopo aver letto qualche commento decisi di comprarlo in formato e-book per leggerlo tutto d’un fiato.

Il libro del giornalista- scrittore Enrico Francheschini è corroborante, soprattutto per un amante della lettura o della scrittura.

Attualmente, l’autore è corrispondente da Londra per il noto quotidiano la Repubblica, anche se, nella sua lunga carriera, ha lavorato in molte importanti città, come Mosca, Gerusalemme, New York e Washington.

Per questo motivo ha avuto la possibilità e la grande fortuna di incontrare e intervistare la maggior parte dei piu’ importanti scrittori contemporanei.

Ho apprezzato molto lo stile con cui ha impostato il libro:  un ottimo stampo giornalistico: preciso ma  non borioso, colmo di curiosità e aneddoti interessanti.

La maggior parte degli scrittori  hanno discusso con piacere non solo delle loro opere ma anche della loro carriera, fatta, a volte di insuccessi, vane speranze, fatica, miseria e in alcuni casi,  di grande fortuna.

La maggior parte ha evitato di consigliare i corsi di scrittura creativa, asserendo che soltanto un bravo lettore è in grado di diventare un abile scrittore. In effetti, scorrendo le pagine di questo libro, è ben evidente come la quasi totalità degli scrittori abbiano amato la lettura sin da bambini e non siano necessariamente laureati in Lettere.

Il preambolo è molto curioso: Francheschini narra del suo viaggio negli Stati Uniti d’America insieme a due amici. Tre giovani studenti squattrinati desiderosi di  conoscere il loro mito: lo scrittore Charles Bukowshi. Il buon “BUK”  si presenta loro, proprio come se lo aspettavano; in accappatoio, in un appartamento anonimo, senza alcun atteggiamento da letterato ma con una mente fervente, colma di citazione, di avventure amorose e inebriata da fiumi di birra.

Ogni scrittore citato in questo libro mi ha stupito, non perché io conoscessi tutti i saggi o i romanzi che hanno scritto ma perché spesso ci si illude che la vita dello scrittore sia comoda, felice e stabile. Molti di loro hanno dovuto lottare per arrivare al successo, tanti hanno visto il loro primo romanzo scartato da decine di editori, mentre qualcuno ha addirittura scritto le proprie memorie in carcere.

Gli scrittori intervistati sono innumerevoli, da Nick Hornby a Martin Amis, da Zaide Smith a P.D James dalla mitica J.K Rowling a William Boyd, per arrivare ad Al Alvarez a Esther Freud (si, la nipote del padre della psicoanalisi)

L’epilogo di questo libro non poteva avere un intento migliore: “una visita alla casa di Tolstoj”.

Il libro “Vivere per scrivere: 40 romanzieri si raccontano”  è colmo di molti suggerimenti per gli amanti della scrittura  e della lettura. Ne cito qualcuno, salutandovi.

“ Io preferisco dire alla gente che leggere è divertente,….mentre di solito i critici dei giornali raccomandano di leggere ciò che dovrebbe farci bene, come se la letteratura fosse cibo dietetico e il resto della cultura cioccolata. Se le cose stanno così non c’è da sorprenderci che sia difficile persuadere la gente a comprare libri.”- Nick Hornby

“Un poeta ha detto che la poesia non faccia succedere proprio niente. Io credo, invece che la poesia faccia succedere qualcosa…ma occorre piu’ di un romanzo per riscattarci.” – Jan Mcewan

“Amare davvero significa essere altruisti senza chiedere nulla in cambio” – P.D.James

“MI piace cambiare, rinnovarmi, mutare genere o pelle, o almeno provarci. Il bello di fare lo scrittore è questo” William Boyd

“Da dove pensa venisse il suo talento?

“Forse dal fatto che mio padre, pur essendo macellaio e mia madre, pur essendo casalinga, portavano sempre me e mio fratello alla biblioteca pubblica e tornavamo a casa carichi di libri. Ho letto parecchio da ragazzo, ed è merito dei miei, che non desideravamo certamente vedermi diventare macellaio “– Alan Bennet

“Chi legge libri è dotato di una certa intelligenza e non bisogna offenderla…” Peter James

“Un giorno ho preso la metro e vicino a me una ragazza leggeva TOM JONES un romanzo scritto da Fielding nel 1746, a luce di candela. E a un certo punto la ragazza si è messa a ridere, una risata che le è arrivata da 250 anni prima. Questa è la magia di raccontare una storia, il modo con cui non finisce mai di esistere.” – Jonathan Coe

“Anche il giornalismo insegna a usare le parole , e questa in fondo è la prima lezione che uno scrittore deve apprendere”  – John Banville

“Oggi ci sono i corsi di scrittura creativa che ti aiutano a diventarlo, ma io tendo a pensare che scrittori si nasca”- Eugen O.Chirovici

“Quando uno scrittore si dà arie di grande profeta, non è piu’ uno scrittore, uno scrittore pensa in modo diverso da un politico. Ha un altro tipo di coscienza” – Anatolij Rybakoc

L’ Autore

foto presa dal web

Enrico Franceschini. Giornalista e scrittore, è da 34 anni corrispondente dall’estero per La Repubblica, quotidiano per il quale ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e Londra, dove risiede dal 2003. … E’ autore di numerosi romanzi e saggi.

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