Otto consigli di lettura per celebrare la Giornata Mondiale della Memoria

Otto consigli di lettura per celebrare la Giornata Mondiale della Memoria

“La memoria è determinante. È determinante perché io sono ricco di memorie e l’uomo che non ha memoria è un pover’uomo, perché essa dovrebbe arricchire la vita, dar diritto, far fare dei confronti, dar la possibilità di pensare ad errori o cose giuste fatte. Non si tratta di un esame di coscienza, ma di qualche cosa che va al di là, perché con la memoria si possono fare dei bilanci, delle considerazioni, delle scelte, perché credo che uno scrittore, un poeta, uno scienziato, un lettore, un agricoltore, un uomo, uno che non ha memoria è un pover’uomo. Non si tratta di ricordare la scadenza di una data, ma qualche cosa di più, che dà molto valore alla vita.”
(Mario Rigoni Stern)

Disponibile dal 18 Gennaio 2022

TRAMA

Estate 1942. Alla stazione di Nonantola, in provincia di Modena, scendono quaranta ragazzi e bambini ebrei. Sono scappati dalla Germania nazista grazie all’organizzazione di Recha Freier e, con i loro accompagnatori, stanno cercando di arrivare in Palestina, ma la guerra li ha costretti a continui cambi di direzione: prima la Croazia, poi la Slovenia, ora l’Italia. A Nonantola vengono sistemati appena fuori dal paese, a Villa Emma. Sembra che il peggio sia passato. Ci sono lezioni, assemblee e i più grandi imparano mestieri che un giorno potrebbero essere utili. Tra i ragazzi e le ragazze di Villa Emma c’è anche Natan, che inizialmente vede tutta questa attenzione con sospetto. Bruciano ancora il ricordo del padre trascinato via nella notte, l’addio della madre e del fratello più piccolo. Eppure, a Villa Emma non ci sono stelle gialle da appuntare al cappotto, né ghetti, né retate nella notte. Sembra di essere in un mondo completamente nuovo, dove i contadini portano cibo, il falegname i letti, dove ognuno può fare la propria parte. Con l’otto settembre del 1943, però, a Nonantola iniziano ad accamparsi le truppe naziste e per i ragazzi di Villa Emma c’è una nuova fuga da organizzare. Questa volta non sono soli, però, questa volta hanno un intero paese a lottare per loro. Una storia luminosa, inedita e sorprendente. Una storia vera. Uno squarcio di ottimismo nell’orrore della Shoah, 40 ragazzi messi in salvo da un’intera cittadinanza. Questo libro è per loro, per i salvati e i salvatori, perché non siano mai dimenticati. Ma anche perché ancora oggi la normalità del loro eroismo ci commuove e ci sfida a non abbandonarci a facili paure e all’indifferenza.

Disponibile dal 20 Gennaio 2022

TRAMA

Una storia vera
Nel marzo 1942 Magda, una maestra d’asilo di venticinque anni, viene deportata ad Auschwitz insieme a un altro migliaio di donne: sono tra le prime ebree a essere rinchiuse nel campo.

Qui, i nazisti hanno l’abitudine di designare una prigioniera come responsabile di tutte le altre, e Magda viene spesso scelta per questo ruolo. La sua vita nel campo prosegue quindi sul costante filo del pericolo: sfrutta in tutti i modi la sua posizione per aiutare le altre prigioniere, rischiando ogni volta di essere scoperta e giustiziata dai soldati. Basato sulla testimonianza della stessa Magda e su estese ricerche, questo libro ricostruisce un incredibile racconto di resilienza, bontà e misericordia: la prova che la parte migliore dell’animo umano può resistere anche in mezzo alle condizioni più atroci.
L’incredibile testimonianza della sopravvissuta che salvò centinaia di ebree dagli esperimenti medici nel famigerato Blocco 10 di Auschwitz
«Un libro che fa riflettere, una lettura imperdibile per chiunque sia interessato alla storia dell’Olocausto.»
«Le storie delle persone come Magda, che sono state costrette a prendere decisioni impensabili, sono state taciute troppo a lungo.»
«Un libro che fornisce rare e importanti informazioni sulla vita quotidiana e sull’infernale organizzazione all’interno dei campi di concentramento.»
Magda Hellinger

È stata deportata ad Auschwitz dalla Slovacchia nel marzo 1942, all’età di venticinque anni. È una delle poche persone che riuscirono a sopravvivere per oltre tre anni alle terribili condizioni del campo. Durante la sua permanenza ad Auschwitz-Birkenau si ritrovò a ricoprire diversi ruoli di responsabilità, agli ordini diretti delle SS, riuscendo ad approfittarne per salvare centinaia di vite.
Maya Lee

È la figlia di Magda Hellinger. È una stimata imprenditrice e gestisce numerose organizzazioni no profit. Dopo aver curato la biografia del marito di Magda, un sopravvissuto all’Olocausto, ha spinto anche sua madre a raccontare la propria storia, integrandola con approfondite ricerche storiche. Auschwitz Blocco 10 è il risultato di questi sforzi.
David Brewster

Vive a Melbourne, è uno scrittore freelance. Ha collaborato con diversi autori per portare alla pubblicazione le loro memorie e testimonianze.

Disponibile dall’ 11 Novembre 2022

TRAMA

Terrore e speranza, amore e sacrificio: un romanzo ispirato a una storia vera.

1943. Per gli ebrei italiani la situazione si fa di giorno in giorno più difficile e pericolosa. I nazisti hanno occupato gran parte del paese, e il rischio di essere imprigionati e deportati è sempre più concreto. Per Antonia Mazin, ormai, l’unica speranza di sopravvivere è lasciare la città e i genitori, cambiare nome e rifugiarsi in campagna insieme a un uomo che conosce appena, Niccolò Gerardi.
Nico studiava per diventare prete prima che le circostanze lo costringessero a lasciare il seminario, ma un idealista dall’animo puro come lui non può assistere passivamente ciò che fascisti e nazisti stanno facendo, e per portare Nina al sicuro nella fattoria della sua famiglia accetta di fingere che lei sia la sua sposa.

Ma la vita in campagna non è semplice per una ragazza di città come lei, che sognava di diventare medico come suo padre: i vicini faticano ad accettare quella sconosciuta dolce e istruita, e quel che è peggio la loro diffidenza è condivisa da un ufficiale nazista che nutre sentimenti di vendetta nei confronti di Nico.

Per i due giovani, il passo dalla finzione alla realtà è breve, i loro sentimenti diventano a poco a poco più profondi e in breve i due ragazzi si scoprono innamorati. E iniziano a temere che prima o poi qualcosa, o qualcuno, finirà per separarli…

disponibile dal 20 gennaio 2022

TRAMA

Le prossime parole che scriverà potrebbero essere le ultime. Vienna, 1938. Dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista, Mathias e Johannes, due cugini di origine ebraica e affermati scrittori, sono costretti a lasciare la loro casa e i loro libri. Grazie all’aiuto di un agente letterario e di un poliziotto, riescono a scappare dalle implacabili SS e a cambiare identità, ma non è sufficiente. Johannes viene catturato e imprigionato nel campo di sterminio di Sobibór, dove la sua unica possibilità di sopravvivere è legata a un’inaudita richiesta del comandante nazista. Ogni giorno, però, il rischio di essere giustiziato incombe su di lui, mentre Mathias è ancora a piede libero, pur dilaniato dalla preoccupazione per le sorti del cugino. In tutto questo, il pericolo di essere scoperto a sua volta si fa sempre più concreto… Eppure non ha intenzione di arrendersi senza combattere, e senza provare a salvare la vita di Johannes. Quando tutto sembra perduto, c’è ancora spazio per la speranza? Uno vive per scrivere. L’altro scrive per sopravvivere. «Ho sentito il dovere, per questo libro, di usare il cognome originale di mio padre, Maetis, poi trasformato in inglese in Matthews. La mia famiglia paterna lasciò la Lituania per raggiungere Londra nel 1919 all’inizio delle persecuzioni ebraiche, ma molti dei loro parenti morirono durante l’Olocausto. È il motivo per cui questo libro mi sta molto a cuore» (J.C. Maetis).

disponibile dal 20 Gennaio 2022

TRAMA

Un grande romanzo
La guerra infuria in tutta Europa quando Ania e Danuta, due sorelle, vengono tragicamente separate.

Ania è imprigionata e condotta in un campo di concentramento nazista, dove la attendono atrocità oltre ogni immaginazione. I soldati rapiscono le ragazze polacche più belle della zona per destinarle al bordello annesso al campo di lavoro di Wysznica. Ania viene rinchiusa in una stanza lussuosa e a farle visita sono il comandante del campo, Fischer, e il suo secondo, Schole… Danuta si rifugia nei meandri delle città polacche, dove si nasconde un barlume di resistenza all’occupazione, e inizia una ricerca infaticabile per ritrovare Ania. Le due sorelle sono determinate a resistere e sopravvivere, nella speranza di incontrarsi ancora. Ma anche la volontà più ferrea, durante la guerra, può essere messa a dura prova. Decenni dopo, a chilometri di distanza, la storia di Ania e Danuta tornerà alla luce, insieme a segreti rimasti sepolti a lungo e capaci di esplodere e distruggere ancora vite umane.
Ispirato a una storia vera
Un racconto di resistenza e di forza di volontà: la tragedia del campo di concentramento e un odio che resisterà agli anni

«Una storia narrata con grande sensibilità, in grado di farti affezionare ai personaggi. Una grande lettura.»
«Un libro da non perdere. Una storia epica che fa luce su eventi realmente accaduti durante la seconda guerra mondiale.»
«Un romanzo molto onesto e fedele alla reale sofferenza di tante donne. Speriamo che queste tragedie non si ripetano mai più.»
«Caldamente raccomandato. Una storia che spezza il cuore, che fa pensare e che ci ricorda la crudeltà della guerra.»

disponibile dal 20 Gennaio 2022

TRAMA

Una commovente storia vera
Lily Ebert fu deportata a 14 anni, ed è sopravvissuta ad Auschwitz. Non ha mai dimenticato il giorno in cui, appena dopo la liberazione degli Alleati, un soldato ebreo americano le ha regalato una banconota con su scritto: “Buona fortuna e felicità”. Quel singolo gesto, dopo aver assistito all’orrore dei campi di concentramento, ha segnato in modo decisivo la vita di Lily, che si è impegnata a raccontare la verità sulla Shoah affinché non si ripetano mai più le atrocità del passato. Anni dopo, il suo pronipote Dov ha deciso di usare i social media per rintracciare il soldato, che è stato così determinante nella storia della loro famiglia. Ed è così che la popolarità di Lily è esplosa: il suo modo schietto e autentico di comunicare ha conquistato milioni di follower in rete, amplificando il suo messaggio di speranza. La storia di Lily, dall’infanzia felice in Ungheria all’arrivo ad Auschwitz, dalla morte della madre alla liberazione, è raccontata in prima persona con parole indimenticabili di speranza, coraggio, amore per la vita.
La sopravvissuta di 97 anni che racconta la Shoah ai ragazzi
«Lily Ebert ha raggiunto un milione e mezzo di follower su Tik Tok dopo che il pronipote Dov Forman, 17 anni, le ha creato un profilo sulla piattaforma social.»
La Repubblica
«Lily Ebert, una donna inglese di origine ungherese sopravvissuta ad Auschwitz, dopo 75 lunghissimi anni ha ritrovato l’uomo che le salvò la vita. E la sua è una storia che parte da una banconota.»
Fanpage

disponibile dal 20 Gennaio 2022

TRAMA

Nascosto sul tetto di un treno, il ventenne Wim Aloserij riesce a fuggire dai campi di lavoro obbligatori nella germania nazista. Il giovane si nasconde poi in una fattoria, dormendo per mesi in una cassa di legno nascosta sottoterra. Ma neppure lì è al sicuro.
Infatti, nel 1943, Wim viene catturato nel cuore della notte durante un raid, e trasportato nella famigerata prigione della Gestapo ad Amsterdam. Lì, la sua vita cambia per sempre quando viene catapultato nell’incubo dell’Olocausto e trasportato ad Amersfoort, il primo dei tre campi di concentramento di cui conoscerà gli orrori. Wim è costretto ad adattarsi rapidamente a quell’ambiente infernale, ma alle spalle ha un’infanzia di abusi e privazioni subite da un padre alcolizzato e violento, e la corazza dentro cui è cresciuto lo aiuta a sopravvivere anche nelle altre due occasioni di internamento. Tuttavia, è con l’approssimarsi della fine della guerra che Wim deve attingere alle sue ultime forze quando si ritrova nel bel mezzo del fuoco incrociato alleati-nazisti.
All’età di 94 anni, finalmente Wim si è sentito pronto a raccontare, con dovizia di dettagli, la sua incredibile storia, tenuta segreta per così tanti anni. Un racconto vivido di coraggio e resilienza. L’ultimo testimone è una lettura avvincente che lascia senza fiato.
La sconvolgente testimonianza di chi è riuscito a sopravvivere agli orrori di tre campi di concentramento
Il racconto inedito e di inestimabile valore del periodo più oscuro della storia umana
Bestseller internazionale
Pubblicato in 10 Paesi

«Sembra di leggere uno straordinario libro d’avventura, anche se gli eventi descritti sono reali e terribili.»
«Dalla sola lettura del prologo, sono stato immediatamente catturato dalla scrittura di Frank e dalla storia di Wim. L’ultimo testimone si legge come un romanzo, impossibile staccarsene.»

disponibile dal 10 Gennaio 2022

TRAMA

Una storia vera
Le due sorelle deportate a soli dieci anni nel più terribile campo di sterminio e miracolosamente sopravvissute

Nell’estate del 1944, Eva Mozes Kor giunse ad Auschwitz con la sua famiglia. I genitori e le due sorelle maggiori furono subito mandati alle camere a gas, mentre Eva e la sua gemella, Miriam, vennero affidate alle cure dell’uomo che è passato alla storia come l’Angelo della morte: il dottor Josef Mengele. Eva e Miriam avevano solo dieci anni. Nonostante ai gemelli fosse concesso, all’interno del campo, il “privilegio” di conservare i propri vestiti e i capelli, non venivano loro risparmiati i più atroci esperimenti. Sottoposti ogni giorno a procedure mediche mostruose, moltissimi di loro non sopravvissero. In un racconto crudo, che tratteggia in modo semplice quali erano le condizioni di vita nel più brutale campo di sterminio della storia, l’autrice offre la testimonianza di una bambina che si trova a fronteggiare il vero volto del male. Eva Mozes Kor ha dedicato tutta la vita a tener vivo il ricordo dell’Olocausto, lavorando al tempo stesso per trasmettere un messaggio di pace e perdono che, anche di fronte all’orrore, rappresenta il tesoro più prezioso da conservare.
In corso di pubblicazione in 16 Paesi
Bestseller del Sunday Times
Oltre 100.000 copie vendute nel Regno Unito

«Quando aveva dieci anni Eva Mozes Kor venne deportata dai nazisti ad Auschwitz dalla Romania, assieme alla sorella gemella. Arrivate nel campo di sterminio, finirono nelle mani di Joseph Mengele, il medico che eseguiva esperimenti sui detenuti e in particolare sui gemelli.»
La Stampa
«Con la sorella Miriam era stata vittima delle torture del medico Josef Mengele. Dopo l’odio per i carnefici una nuova missione: tutelare la memoria e diffondere il perdono.»
Il Fatto Quotidiano
«Per trent’anni ha viaggiato in tutto il mondo, insegnando l’importanza del perdono per superare i traumi personali e storici.»
Il Giornale

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