“L ‘affare Modigliani”
Autori: Dania Mondini e Claudio Loiodice
Casa editrice: Chiarelettere
data di pubblicazione: 10 Ottobre 2019
pagine: 302
prezzo: 18,05

Truffe, esposizioni con quadri falsi, prolifici falsari, fondazioni nate dal nulla. Guerre intestine che ruotano attorno a critici d’arte o presunti tali e malfattori che negli ultimi decenni hanno fatto la loro fortuna legando il proprio nome a quello di Amedeo Modigliani. Mercanti disposti a tutto, il cui unico interesse è il profitto. Opere che in poco tempo acquisiscono un valore immenso, decuplicando le stime. Un business pari ad almeno 11 miliardi di euro, che probabilmente non sarà sfuggito alla criminalità organizzata e ai riciclatori internazionali. A fronte di 337 opere censite nel catalogo più accreditato, sul mercato oggi ne circolano oltre 1200 a firma dell’artista. Nemmeno un’opera su quattro è originale. Intorno alla figura e ai dipinti di Modigliani continuano da esattamente un secolo a intrecciarsi segreti, crimini e misteri. In questo libro incontreremo personaggi che hanno lasciato un segno perpetuo nella storia dell’arte, come Pablo Picasso. Solcheremo le strade e i vicoli della Parigi dei primi del Novecento e ci rimarremo per settant’anni, poi arriveremo in Italia, seguendo il destino funesto e criminale di tutti i grandi protagonisti di una storia che ci ha affascinato e che siamo certi conquisterà anche molti lettori. Otto capitoli che ci hanno portato a visitare molte città italiane (Livorno, Roma, Genova, Palermo…), ma anche Londra, Ginevra, per raccogliere testimonianze preziose e documenti, molti dei quali inediti e rivelatori, qui per la prima volta resi pubblici. Questo e molto altro, in un’inchiesta che svela trame e interessi illeciti all’ombra del grande Modì, a cento anni dalla morte.

“ Modigliani ha prodotto più da morto che da vivo”


Gli autori, una giornalista e un magistrato, realizzano un libro inchiesta che assume non solo le forme del
saggio, ma anche quelle del romanzo psicologico e del noir.
Un’indagine documentata che coinvolge decine di personaggi e tanti luoghi diversi, città, tra cui Livorno,
Roma, Genova , Palermo, Londra, Ginevra, musei prestigiosi, archivi, collezioni private.
Il racconto è articolato in otto scene che sviluppano tre focus principali, il primo dei quali è l’inchiesta sul
mondo dei falsari e dei falsi che vengono attribuiti a Modigliani. Un ambiente di artisti falliti, di copisti, di
ambigui mercanti e di esperti, più o meno superficiali o corrotti.
Circolano così, attualmente, oltre 1200 opere attribuite all’artista, tra le quali perfino delle incredibili
sculture in legno, quando le opere censite, nel catalogo più attendibile, sono solo 337.
Il secondo focus narrativo è rappresentato dall’uso che la criminalità organizzata, in Europa e nel Mondo, fa
dei falsi : l’acquisto di queste croste serve a ripulire il denaro guadagnato con le attività illegali. I quadri,
acquistati fittiziamente a prezzi di mercato, grazie a perizie compiacenti, vengono poi riconosciuti come
falsi e messi tra le perdite: in questo modo ingenti somme possono essere impiegate nelle attività legali
delle organizzazioni criminali.
Il terzo focus è invece la storia delle donne che legate a Modigliani, in particolare la sua compagna Jeanne
Hébuterne, la loro figlia Jeanne e la nipote Laure. Qui la narrazione si fa tragica e commovente. Tutte
queste donne sembrano quasi schiacciate dalla personalità dell’artista, pur essendo dotate di grandi
capacità e creatività. In particolare Jean Hébuterne, artista di grandi capacità, mette da parte la propria
vocazione per seguire Amedeo nella sua vita povera e sregolata , fino al suicidio, tre giorni dopo la morte
dell’artista.
La figli Jeanne Modigliani, partigiana e custode della memoria del padre, cade invece vittima di ambigui
personaggi, primi fra tutti Christian Parisot, desiderosi solo di impadronirsi dei suoi archivi e della possibilità
di autenticare le opere. Una lunga e complessa manipolazione che si conclude con la morte misteriosa della
donna, per la quale gli autori ipotizzano un omicidio.
La nipote Laure, infine, perde tutte le cause promosse per ottenere il diritto di riconoscere le opere del
nonno e rinuncia infine a lottare.

Il libro utilizza registro narrativo chiaro, documentato, asciutto, senza svolazzi stilistici, per esporre i fatti in
modo rigoroso , senza lasciare spazi a dubbi o possibili interpretazioni.
Ne viene fuori una denuncia che vuole ridare dignità ad un artista tanto disprezzato in vita e abusato dopo
la morte.

Un libro che si legge tutto d’un fiato, consigliato a chi ama l’arte, ma anche a coloro che amano le indagini,
gli intrighi, il mistero.

Da leggere ascoltando Modì di Vinicio Capossela “…e ora si scioglie la sera/nei pernod, nei caffè/nei ricordi
che abbiamo di noi/per amore tradivi/per esister morivi/per trovarti fuggivi fin qua/perché Livorno dà
gloria/soltanto all’esilio/ e ai morti la celebrità”

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Alfredo Petitto

Di Alfredo Petitto

Alfredo Petitto, classe 1953, dirigente scolastico in pensione. Appassionato di libri di letteratura e saggistica, ha una biblioteca personale con circa 9000 titoli. Ama anche viaggiare, andare al cinema e a teatro.

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