Recensione: “La libraia del Cairo” di Nadia Wassef

Recensione: “La libraia del Cairo” di Nadia Wassef

Articolo a cura di Martina P.

“La libraia del Cairo”
Autrice: Nadia Wassef
Traduzione di: Bianca Bernardi
Casa Editrice: Garzanti
data di pubblicazione: 9 Settembre 2021
pagine: 246
prezzo: 16,15 euro

L’8 marzo 2002, con la sorella Hind e l’amica Nihal, Nadia Wassef inaugurava Diwan, la prima libreria moderna e fieramente indipendente d’Egitto. Nata su un’isola nel mezzo del fiume Nilo, alle porte del deserto del Sahara, secondo tanti – soprattutto uomini – era un’impresa destinata al fallimento: nell’intero paese non esisteva a di paragonabile, la cultura faticava a emergere sotto il peso del malgoverno, e i libri erano considerati un lusso e non una necessità. Ma negli anni Nadia e i suoi collaboratori, con la forza di chi non ha a da perdere, hanno trasformato Diwan in un enorme successo con numerose sedi, centocinquanta dipendenti e tantissimi appassionati clienti. Nel raccontare questo viaggio incredibile tra pregiudizi e atti di grande generosità, tenacia e riscatto, “La libraia del Cairo” ritrae tre donne che non si arrendono mai in un paese che corre verso la rivoluzione, e ricostruisce una storia che è una toccante lettera d’amore dedicata alle librerie, ai librai di tutto il mondo, e al potere infinito che hanno i libri.

‘Se segui il tuo cuore, non perderai mai la strada’ (Adagio egiziano)

Un bellissimo libro che racconta la nascita di diverse librerie in Egitto e in particolar modo una chiamata Diwan.  Non si tratta di librerie che hanno il solo scopo di essere commerciali, ma con un’ideologia differente: Diwan è un luogo di incontro, dove poter approfondire dettagli sulla propria cultura e apprenderne nuovi di altre culture, un posto dove poter trascorrere il proprio tempo e svagarsi dalla routine quotidiana, dove poter confrontarsi e dialogare con altre persone.

‘Diwan è stata concepita come reazione a un mondo che ha smesso di interessarsi alla parola scritta. […] Accoglie e rispetta gli altri, con tutte le loro differenze. […] Fa incontrare le persone e le idee’

Con questo libro l’autrice riporta non solo come è riuscita a realizzare questo sogno, ma permette al lettore di scoprire tratti di una cultura che, rispetto a quella occidentale, pone tanti limiti e non dá la giusta considerazione alle donne che, per fortuna, sanno farsi valere. Non è stato facile realizzare questo sogno, ma con costanza e impegno le ‘ribelli’ fondatrici ce l’hanno fatta. Nonostante tante difficoltà e fallimenti, hanno portato alla luce un bel progetto controcorrente, volto alla diffusione della cultura. Segnatevi questa data: 8 marzo 2022, data in cui si festeggiano i 20 anni della libreria Diwan.

Siamo una libreria dove le persone non si limiteranno a spendere i loro soldi, ma verranno a trascorrere il loro tempo.'(…)
‘Le librerie sono spazi privati e pubblici, nei quali evadiamo dal mondo e al tempo stesso vi partecipiamo più pienamente.’

Penso che dovrebbero esistere molti progetti come questo in giro per il mondo, volti al bene comune e ad un’apertura verso qualsiasi tipo di conoscenza.
Lo pensate anche voi?
Conoscete altri “luoghi della cultura” come questo?

‘Forse leggere è un po’ come viaggiare. Ci rechiamo in terre lontane per comprendere la diversità e, così facendo, troviamo noi stessi, il filtro attraverso il quale passa l’esperienza, come l’obiettivo di una macchina fotografica.’

Ringrazio la casa editrice per la copia del romanzo

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