Recensione “ZONA FRANCA” di Alessandro Rosato

Recensione “ZONA FRANCA” di Alessandro Rosato

“ZONA FRANCA”
Autore: Alessandro Rosato
Casa Editrice: Maddali e Bruni
data di pubblicazione: 20 Aprile 2022
pagine: 186
prezzo: 14,25 euro

Un ragazzo che lascia l’Italia e riflette sul suo sentimento di appartenenza, sul trovare se stesso in una nuova terra; risiede all’estero e confonde il trovare un posto dove vivere con il trovare se stesso; come in tanti altri ambiti della vita in cui si vivono momenti di destabilizzazione, in cui si realizza di dover fare affidamento solo su se stessi, in cui si ha bisogno di trovarsi nei cambiamenti ma si tende a perdersi nella complessità del reale, della società e delle sue pressioni, confondendo la realtà contingente con l’amore più importante, quello per se stessi. Perché casa forse è proprio dove ci si sente “selvaggiamente” se stessi. Lasciata da poco Barcellona dove ha lavorato per alcuni anni, il romanzo inizia con Gabriele su un aereo di linea, Milano-Lisbona, città in cui vorrebbe ricominciare da zero. Ma a quella destinazione Gabriele non arriverà mai. Alternati agli eventi vissuti in aereo, all’incontro con un passeggero, Giacomo, e agli sguardi con una ragazza misteriosa dalle-mani-delicate, Lara, Gabriele ricorda episodi chiave della sua crescita, di Barcellona e delle persone che hanno segnato le fasi della sua vita in questa città.

‘Molti potrebbero essere scettici, lo so, lo ero anche io. Però, come ogni cosa, se proviamo a ruotare la prospettiva, la possiamo chiamare semplicemente “una app di dating (appuntamenti)” oppure una possibilità di incrociare la vita di qualcuno, che mai avremmo incontrato a causa della nostra sorda quotidianità fatta di soliti tragitti e luoghi, che non ci permette di frequentare altre strade.’

Il primo romanzo di Alessandro Rosato, edito da Maddali e Bruni, è un bellissimo libro pieno di riflessioni che mi ha colpita fin da subito. Gabriele, un ragazzo di 28 anni, è alla ricerca della sua “casa” e trascina il lettore in un viaggio tra ricordi, riflessioni e pensieri. Si alternano il racconto in cui lui vive nel presente ed è su un volo diretto a Lisbona, città in cui vorrebbe ricominciare e capire se può considerarla il suo luogo, ed in contemporanea Gabriele racconta diverse esperienze vissute a Barcellona.

‘Eravamo così bravi nel gioco di fingerci turisti perché era quello che dentro ci sentivamo, forse, passeggeri. Ma in fondo non è ciò che avviene in generale nella vita? Però ci comportiamo e facciamo piani come se vivessimo per sempre.’

Ma perché decide di cambiare città? La solitudine e l’allontanamento di quelle persone che sono state per lui una salvezza a Barcellona sono stati principalmente i due fattori scatenanti che lo spingono a cercare altrove la sua “casa” e a porsi tante domande. Ma, alla fine, si renderà conto che non esiste un luogo da poter considerare o chiamare “casa” se non dopo aver trovato un benessere interiore e dopo aver scoperto se stessi, perché la nostra casa siamo noi a prescindere dal luogo in cui ci si trova. Trovare la propria “casa”, il proprio “luogo” è quindi scoprire e ascoltare se stessi.

‘Penso che si possa ascoltare se stessi senza doversi sempre dare delle risposte, che sia possibile essere un luogo anche senza essere fermi in un posto, essere stabili anche nell’instabilità, perché non esiste nessun posto a cui appartenere quando l’unica casa siamo noi stessi.’

Ringrazio la Casa Editrice per la collaborazione

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