Recensione “Per sempre altrove” di Barbara Cagni

Recensione “Per sempre altrove” di Barbara Cagni

“Per sempre altrove”
Autrice: Barbara Cagni
Casa Editrice: Fazi Editore
data di pubblicazione: 21 Aprile 2022
pagine: 182
prezzo: 16,15

A volte, l’unica scelta possibile è quella di partire.

Un libro sull’emigrazione intesa in senso lato, da un paese, da se stessi, dagli altri, e sui danni provocati dal senso di sradicamento e dalla solitudine che la scelta di partire spesso comporta.

È una domenica d’autunno del 1955 quando una telefonata raggiunge la famiglia della piccola narratrice della storia per avvisare che Berta, la sorella maggiore a cui è più legata e che è da poco emigrata in Svizzera, ha iniziato a dare segni di squilibrio. Il padre parte immediatamente per riportare la figlia a casa, nel piccolo paese di montagna dove il tempo trascorre lento come il Piave giù a valle e dove la comunità affronta la vita con la stessa naturalezza degli alberi del bosco, anche se con radici assai più fragili: sono sempre di più, infatti, i giovani costretti a emigrare per trovare lavoro, così come aveva fatto anche Berta, spinta da una sofferenza profonda e tutta personale.
La protagonista del libro, così, ripercorre la dolorosa vicenda della sorella ma anche tutto il prezioso mosaico di vite del paese in cui ha trascorso l’infanzia, tra gli abbracci della migliore amica Clarissa, le chiacchiere delle comari, i discorsi impegnati del padre, i balli in piazza d’estate e gli addii, purtroppo sempre più numerosi, di coloro che provano a cercare fortuna altrove.
Un’autrice nuova che affronta temi importanti con una scrittura estremamente delicata e un’amorevole cura dei dettagli: in Per sempre, altrove si intrecciano i desideri e le fragili speranze di chi parte e di chi resta, ma anche di chi non sarà più in grado di tornare indietro. Un romanzo suggestivo che parla di distacchi e lontananza, ma anche e soprattutto una potente riflessione sull’amore, il coraggio e la solidarietà tra donne che, spesso dimenticate, sono da sempre il cuore pulsante di ogni comunità.

‘Mia madre diceva che ci si aiutava per quello che si poteva, e anche poco era sufficiente. Dopo la guerra, la gente era abituata a darsi una mano, era una cosa normale. Quando tutti hanno poco è normale volerlo condividere, aiutare chi ha di meno. Non sapeva spiegare per filo e per segno cosa succedeva nella testa, ma diceva che tutti erano più umani con la dispensa mezza vuota.’

Il libro di Barbara Cagni, edito da Fazi Editore, mette in luce temi come l’emigrazione, la nostalgia, le discriminazioni, le malattie mentali e non solo. Ma andiamo per gradi: la narrazione e il punto di vista dal quale il lettore ha una visuale della storia è quella della figlia più piccola di una famiglia del nord Italia vissuta negli anni ’50. La protagonista principale è Berta, una delle sorelle della narratrice, che è andata a lavorare in Svizzera e che purtroppo, col passare del tempo, si è ammalata (gravi problemi mentali) e dovette far ritorno al paese natale. Come Berta, molti giovani del paese emigranoro alla ricerca di un lavoro che permettesse loro di avere un guadagno più sicuro, anche se spesso erano lavori faticosi, molto rischiosi e lontano da casa, dalle loro famiglie.

‘Erano rimaste sole, Berta e la Bettina. L’una partita per chissà dove, e l’altra che aveva lasciato il cuore in Belgio in fondo a quella miniera, bruciato tra i cumuli di carbone. Ma come diceva la mamma, la vita va avanti prendendo strade nuove, perché non sappiamo mai cosa c’è dietro l’angolo. Così, spesso pensiamo al nostro futuro senza tenere conto che non siamo solo noi a decidere di esso.’

Una storia che parla di sogni, speranze, progetti da realizzare al ritorno in patria come per esempio sposarsi e metter su famiglia dopo aver fatto “fortuna” lavorando all’estero. Ma purtroppo non sempre va tutto per il verso giusto: vivendo e lavorando in un altro paese si fanno nuove esperienze, si comprendono nuove cose e tutto ciò può cambiare i piani con i quali si era partiti inizialmente.

Tutto può cambiare, gli imprevisti non mancano mai e, come diceva la mamma di Berta e della narratrice, “la vita va avanti prendendo strade nuove, perché non sappiamo mai cosa c’è dietro l’angolo.”

L’autrice permette al lettore di approfondire come si viveva in quegli anni del dopo guerra, focalizzandosi sulla quotidianità di allora. Ma il messaggio più importante è quello di valorizzare il senso di comunità e unione che ha caratterizzato tutti i personaggi del libro ed è la vera ricchezza di cui abbiamo bisogno; nonostante ognuno abbia i propri problemi, la collaborazione da parte di tutti è un elemento fondamentale per andare avanti. Con l’aiuto degli altri, la vita e le difficoltà si affrontano in modo “più leggero”.

Vi è mai capitato di chiedervi come sarebbe la vostra vita o quali sarebbero i vostri pensieri prima di fare un’esperienza all’estero?

Che sia per lavoro o per vacanza, il viaggio permette di acquisire nuove conoscenze e di sicuro non tornerete mai allo stesso modo in cui siete partiti. Ma avete mai riflettuto sui temi come il sentire la mancanza della famiglia o delle abitudini che avevate nel paese da cui siete partiti? E i progetti che avevate pensato di realizzare dopo quel famoso viaggio (intendo pensati prima di partire) si sono realizzati tali e quali a come li avevate pensati inizialmente oppure avete cambiato idea in corso d’opera?

‘Passai in rassegna le mie sorelle e anche nei loro occhi riconobbi il grande dolore che sentivo dentro. Era un sentimento di tristezza, ma anche di paura, di nostalgia, di rabbia, di desolazione. Era la vita che avevano vissuto, intessuta di tante piccole gioie, sorprese, novità. Delle sicurezze che la montagna ci aveva sempre dato per tirare avanti. Delle insidie che la vita ci aveva teso. Pensai che per Berta era stato come staccarsi. Era rimasta in balia di quegli enormi sentimenti che l’avevano travolta come il vento fa con le piccole margherite, su nei prati per andare alla malga. Le loro sottili radici sono avvinghiate al luogo in cui nascono, ai sassi, ai prati verdi come lo smeraldo, ma una folata di vento le trascina via, in alto, fino all’azzurro dei cieli tersi.’

Ringrazio la Casa Editrice per la copia del romanzo

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