“La donna che insegnava la libertà”
Autrice: Laura Baldini
traduzione di: Maria Pia Smiths-Jacob
Casa Editrice: Piemme
Genere: romanzo biografico e storico
data di pubblicazione: 3 Maggio 2022
pagine: 308
prezzo: 17,95 euro

Con la sua passione ha creduto nel cambiamento. Con la sua forza lo ha reso possibile. È l’autunno del 1894 e la ventiquattrenne Maria è una brillante studentessa di medicina. Eppure sono tempi difficili per una donna all’università: Maria non può neanche raggiungere il dipartimento di Anatomia senza essere accompagnata da un uomo. Nonostante questo, tra pregiudizi e umiliazioni, Maria riesce a studiare e ben presto inizia a lavorare come assistente in due ospedali romani. È allora che si trova costretta ad aprire gli occhi sulla realtà: intorno a lei esiste un mondo di povertà e miseria, e sono i più fragili, i bambini, a subirne le conseguenze peggiori. Sarà qualche anno più tardi, quando comincerà a lavorare in una clinica psichiatrica, che Maria scoprirà davvero la sua vocazione. Qui, infatti, conosce il dottor Giuseppe Montesano, che sta conducendo una ricerca sui bambini affetti da disturbi mentali. Bambini definiti “anormali”, chiusi in un muro impenetrabile di silenzio. Ma quando Maria dà loro dei semplici giochi, quel muro crolla. Sono i primi passi di quello che diventerà il “metodo Montessori”, che si basa su un principio fondamentale: la libertà del bambino di esprimersi, senza costrizioni o barriere. Maria, però, non è solo una brillante scienziata: è una donna, fragile, appassionata, combattiva. E l’amore per il collega Montesano la porterà a prendere la decisione più difficile della sua vita.

Laura Baldini è lo pseudonimo di Beate Maly, ha scritto diversi romanzi storici e “La donna che insegnava la libertà” è il primo libro tradotto in Italia.

“La donna che insegnava la libertà” è un romanzo biografico e storico  che ci narra la vita di Maria Montessori.
Molti di noi avranno di sicuro sentito parlare di lei, ma chi conosce realmente la vita di questa donna che ha rivoluzionato il mondo della pedagogia?
Come si è avvicinata all’insegnamento  se lei è stata la prima donna a laurearsi in medicina?

In” La donna che insegnava la libertà” l’autrice  ci coinvolge nelle varie  tappe della vita della Montessori, dagli studi,  al rapporto con la sua famiglia, alle difficoltà che ha incontrato ,alla carriera ,alla sua vita sentimentale e alle scelte dolorose che ha dovuto intraprendere per coltivare il suo sogno.

“Ogni giorno devo impormi agli occhi di compagni invidiosi e professori ignoranti che preferirebbero non vedere neanche l’ombra di una donna nelle loro preziose aule.”

Maria dopo una dura lotta con il padre riesce ad avere il consenso di frequentare la facoltà di Medicina , l’unica ad appoggiarla nella sua scelta e mamma Renilde che  nei sogni della figlia intravede le sue ambizioni di ragazza.
La vita accademica per lei non è facile, infatti, viene denigrata molto spesso dai colleghi uomini, tuttavia nonostante le avversità con la sua forza di volontà riesce a laurearsi a pieni voti e a lavorare in alcuni ospedali ancor prima d conseguire la laurea.
Per Maria non è facile trovare il suo posto in una società patriarcale, anche nel mondo del lavoro fa molta fatica a farsi rispettare, e a far sì che le sue diagnosi vengano accolte, ma nonostante tutto lei non demorde e combatte per realizzare i suoi sogni e per dare il suo contributo alla ricerca.

“Lottare contro le ingiustizie sociali era un suo dovere.”

Nel fine febbraio del 1896 inizia il suo tirocinio nella clinica psichiatrica, lì si rende conto che i pazienti vengono sottoposti a  cure molto invasive e disumane, un posto dove  ogni paziente aveva perso la propria dignità umana.

Durante la sua perlustrazione   alla clinica Marie viene accompagnata nella stanza dove sono  tenuti i bambini di tutte le età con problemi di apprendimento e comportamentali oppure abbandonati dalle famiglie perché ritenuti un peso, una bocca in più da sfamare; è in quel luogo che Maria Montessori trova la sua strada, il suo obiettivo è quello di aiutare quei poveri bambini ad essere trattati come essere umani e non come bestioline  senza intelligenza e sogni da realizzare.

Maria si butta a capofitto  sullo studio dei metodi di Itard e Sèguin e a mettere in pratica i giochi educativi di Friedrich Frobel , impegnandosi con costanza e fermezza riesce ad avere dei risultati e a far sì che ogni bambino ritrovi la propria identità.

… gli asili e le scuole per i bambini più piccoli non dovrebbero essere soltanto luoghi dove  questi vengono custoditi e sfamati, ma dove possano anche imparare e svilupparsi.(…)
<<L’ educazione non è altro che amore ed esempio>>

Maria Montessori apre la prima “Scuola Ortofrenica” , con passione, amore  e dedizione  è riuscita ad aiutare molti bambini disagiati.
Maria con la sua passione e dedizione ha rivoluzionato il mondo dell’insegnamento e  della medicina,  ha aperto la strada a noi donne facendo sì che iniziassimo a trovare il nostro posto in una società maschilista.
Una donna che ha lottato contro ogni pregiudizio, una donna che ha combattuto  per la libertà di tutte noi, ha sacrificato la sua vita privata per mettersi a disposizioni dei bambini più bisognosi rinunciando  all’amore  per il suo amato e per quello di una creatura messa al mondo e poi abbandonata; perché a quei tempi non si poteva  essere moglie, madri e nel contempo una carriera , bisognava per forza fare una scelta, e lei facendo la sua scelta ha rinunciato  alla veste di moglie ma soprattutto dolorosamente  al ruolo di madre.
Maria Montessori è stata una figura molto importante sia a livello  sociale che politico, ogni successo  lo ha raggiunto  con sacrificio, nulla le è stato reg alato.
Il ruolo di educatrice molto spesso è  sminuito,  oggi non si dà il giusto valore a questo ruolo che se fatto con impegno e passione offre un pilastro fondamentale  per avere una società migliore per i nostri figli.
Oggi, chi insegna con passione?
Secondo me  questa frase  <<L’ educazione non è altro  che amore ed esempio>>  come lo è stato per Maria Montessori  deve essere un mantra che tutte le educatrici e  gli educatori devono ripetersi prima di approcciarsi a un bambino.

Dopo la lettura di questo libro mi è venuto spontaneo pormi questa domanda <<Come si sarebbe comportata Maria Montessori nella società attuale con i bambini affetti da DSA?>>

“La donna che insegnava la libertà” tratta una storia avvincente, coinvolgente , riflessiva e stimolante. Attraverso la storia di Maria ci rendiamo conto di quanti passi avanti abbiano fatto le donne nella società attuale nonostante la strada sia ancora lunga per la parità dei sessi , tuttavia degli esempi dai quali ispirarci ne abbiamo tanti sta a noi coglierli e metterli in pratica con risolutezza, passione e amore come hanno fatto le donne che ci hanno preceduto.
Un libro che consiglio alle educatrici . educatori e alle mamme:  per capire l’importanza di rispettare l’unicità di un bambino, perché ogni bambino ha un’identità, ha i propri sogni , perciò vanno presi per mano e accompagnati alla scoperta della loro  vera essenza   e  a noi genitori il dovere di rispettarla.
Consigliatissimo anche per le appassionate del metodo Montessori.

“Era questo il prezzo che doveva pagare per  la libertà e per il suo futuro professionale. Forse, un giorno, le future generazioni  si sarebbero comportate diversamente nei confronti delle donne. Lei stessa non avrebbe mai smesso di lottare per un mondo giusto e con eguali diritti per entrambi i sessi.”

E’ trascorso un mese dalla lettura di questo libro, ma solo oggi ho trovato le parole per parlarvene.
Mi scuso con la Casa Editrice  per il ritardo ma volevo trovare le parole giuste per condividere con voi la storia di questa donna straordinaria.

Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

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Di Jenny Citino

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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