Recensione “Il mistero del lago dei cigni” di Erin Kelly

Recensione “Il mistero del lago dei cigni” di Erin Kelly

“Il mistero del lago dei cigni”
Autrice: Erin Kelly
Traduzione di: Sofia Buccaro
Genere: Thriller
Casa editrice: Newton Compton
data di pubblicazione: 27 Gennaio 2022
pagine: 416
prezzo: 9,40

Ava ha raggiunto il successo. Ma qualcuno ucciderebbe per portarglielo via. Dopo anni di sacrifici e duro lavoro nel London Russian Ballet, Ava Kirilova è finalmente sul punto di realizzare il suo sogno: danzerà come prima ballerina nel Lago dei cigni, diretto da suo padre Nicky Kirilov. Tuttavia, la serata della prima sta per cambiare la sua vita ben più di quanto Ava possa immaginare. Durante lo spettacolo, la ballerina che interpreta il secondo cigno, spinta proprio da Ava a ballare nonostante un infortunio, si rompe il menisco; Ava, completamente presa dal ruolo, cambia alcuni passi, provocando la rabbia e il conseguente infarto di suo padre; infine, a causa di una piroetta mal calibrata, ha un incidente che stronca per sempre la sua carriera. In una sola sera, quella che doveva sancire il suo trionfo, Ava ha perso tutto, ma la sciagura che l’ha colpita potrebbe non essere dovuta esclusivamente a una serie di sfortunate coincidenze. Dietro le quinte infatti si nasconde qualcuno che desidera ardentemente prendere il suo posto. E lo desidera al punto da essere disposto a uccidere pur di ottenere ciò che vuole.

“Più in alto voli, più è lunga la caduta.”

Il Mistero del Lago dei Cigni è un thriller che ti trascina a passo di danza in una coreografia dove i principali ballerini sono colpi di scena che ballano in una sala degli specchi, perché nessun personaggio è quello che sembra. 

Non nego che, anche se attirata dalla trama, ero un po’ scettica per via della scelta di ambientarlo nel mondo della danza classica – al quale non mi sono mai particolarmente interessata, anche se ammiro molto il lavoro dei ballerini e mi affascina il modo in cui danzano – ma alla fine si è rivelata una scelta più che vincente perché ha fatto da sfondo a una storia che, grazie ai suoi particolari, ti attira nelle sue spire per non lasciarti più andare. 

“Le luci della ribalta ti tenevano in una gabbia dorata in cui potevi sentirti al sicuro o isolata, a seconda di come sceglievi di vederla.”

Ava Kirilova è una prima ballerina, nonché erede del genio russo Nikolaj Kirilov – ex ballerino, padre, fondatore della compagnia e proprietario del London Russian Ballet Theatre – la quale interpreterà l’ambito doppio ruolo di Odette e Odile nel celebre balletto del Lago dei Cigni. La sua vita sembra perfetta, si trova all’apice della sua carriera… ma non sa che tutto questo sta per cambiare radicalmente. Ava si ritrova senza certezze e, presto, dovrà fare i conti con la sua nuova realtà. 

Anche il sogno di Juliet Plunkett finisce prima ancora di iniziare: come venire a patti con la sua nuova vita, o meglio non vita, visto che è costretta a rimanere intrappolata in una gabbia più soffocante della precedente? Perché, anche se a detta sua ‘chi non è un ballerino non può certo capire cosa significhi’, la rigidità e le regole che regnano sovrane all’interno della compagnia rendono quasi impossibile un’esistenza indipendente da essa, ritrovandosi ad annaspare in cerca d’aria e di qualcosa a cui appigliarsi. 

Un mondo irraggiungibile, sogni infranti, passione sfrenata, dedizione e ambizione, sangue e sacrificio, bellezza e devastazione: sono elementi portanti in questo romanzo, e nelle storie di Ava e Juliet. 

“È il tipico tocco dei Kirilov: una cosa che ti sfugge e ti sfugge fino a quando, all’improvviso, ci arrivi, e ti sembra bellissima.”

La cosa che mi ha colpito più di questo romanzo è, poi, quello che all’inizio mi turbava di più: la psicologia e la complessità del mondo della danza e dei suoi ballerini. Un universo a me completamente sconosciuto che ha finito per affascinarmi, sia in senso positivo che negativo. Sicuramente non potrò mai capire fino in fondo cosa voglia dire il duro lavoro e l’indissolubile abnegazione che c’è dietro, ma mi sono ritrovata a storcere il naso per alcune cose e a sorridere per altre.

Per quanto riguarda la scrittura di Erin Kelly posso dire che è una delle migliori ed è stata semplicemente perfetta per raccontare questa storia intricata: un modo di scrivere per niente banale, né troppo semplice né troppo artefatto, ma di una speciale musicalità che accompagna il lettore con colpi da maestro negli atti di questo brillante balletto.

I colpi di scena mi hanno lasciata a bocca aperta, senza riuscire a metabolizzarne uno prima che arrivasse l’altro, che mi lasciava ancora più senza fiato. Un libro che è una scoperta continua e di una tensione che va crescendo per inchinarsi sfinito ma con entusiasmo davanti al pubblico nel finale. 

“Mi hanno amata in modo diverso, ciascuno in maniera imperfetta, perché non esiste altro modo di amare.”

E sì, c’è anche spazio per l’amore, perché ormai sappiamo che l’amore è da sempre la forza che fa ruotare il mondo. Amore in varie forme che, in vari modi, riesce a salvare la situazione. 

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