Recensione “Filosofia dell’ incontro” di Charles Pèpin

Recensione “Filosofia dell’ incontro” di Charles Pèpin

La riscoperta di un gesto dimenticato

“Filosofia dell’incontro”
Autore: Charles Pèpin
Traduzione di: Giuseppe Maugeri
Casa Editrice: Garzanti
data di pubblicazione: 20 Gennaio 2022
pagine: 300
prezzo: 15,20

È impossibile vivere pienamente le nostre esistenze facendo a meno degli altri: che siano essi amici, colleghi, famigliari, siamo infatti mossi naturalmente verso il prossimo con uno slancio e una necessità tali da darci ogni volta l’impressione di poter rinascere. Ma quali sono le caratteristiche di un vero incontro e a quali condizioni possiamo farne tesoro? Come possiamo liberarci dalle catene dei nostri pregiudizi, superare la paura di perdere il controllo e fidarci del prossimo? Passando abilmente da Platone a David Bowie, da Hegel a Picasso, da Voltaire a Mick Jagger e Paul McCartney, il filosofo francese Charles Pépin mobilita le grandi figure del passato facendole dialogare con esempi delle moderne vite iperconnesse, e in un libro profondo e persuasivo ci aiuta a mantenere viva la speranza in sempre nuove possibilità, mostrandoci anche che ogni incontro può rappresentare allo stesso tempo la scoperta di un nuovo mondo e la riscoperta di noi stessi.

‘Come vedremo, non ha solo il potere di farci scoprire l’amore e l’amicizia, o di condurci al successo, ma ci svela a noi stessi e ci apre al mondo. È questa la sua forza, questo il suo mistero: ho bisogno dell’altro, di incontrare l’altro per incontrare me stesso. Devo incontrare ciò che non sono per diventare ciò che sono.’

Un libro che mi ha attirata fin dal primo istante: l’ho trovato molto educativo e mi ha fatto riflettere sui molteplici aspetti “dell’incontro”. Andiamo per gradi: Charles Pépin elabora nei rispettivi capitoli del libro diversi concetti riguardo l’incontro. Per esempio, vi siete mai chiesti come mai siamo turbati quando sappiamo di dover incontrare qualcuno che non conosciamo? O vi è mai capitato di trovare subito una certa sintonia con persone che si incontrano per la prima volta ma sembra di conoscerle da una vita? Avete mai notato che, quando siamo sulla stessa lunghezza d’onda dell’altro, ci si va d’accordo più facilmente? Ma l’incontro con l’altro può essere anche l’incontro con il diverso o con qualcosa che per noi è nuovo e questo ci permette di aprirci ad un mondo che non ci appartiene. Siamo incuriositi di scoprire il “mondo” (per noi nuovo) dell’altro; di conseguenza mettiamo da parte la nostra rigidità mentale e allo stesso tempo si conosce anche noi stessi. Nelle relazioni di coppia non sempre si hanno le stesse idee e, in quei casi, la bellezza e la longevità della relazione sta nel fatto di ascoltare il punto di vista dell’altro e di trovare un compromesso o un accordo che soddisfi entrambi. Questo è il caso di una sana e rispettosa relazione. Un altro aspetto considerato dall’autore è che, una volta conosciuta una persona, non siamo più gli stessi di prima e mi viene in mente la famosa frase “quando un’incontro ti cambia la vita”. 

‘Quando incontriamo la persona giusta, però, è come se le nostre inibizioni cadessero quasi all’istante, come se le nostre paure evaporassero, come se le nostre ansie finissero per dissiparsi. Il segno dell’incontro, allora, diventa questa sensazione di una nuova libertà. Questa voglia di tentare l’avventura. Perché non siamo più soli. Perché abbiamo trovato la persona giusta, e lanciarci è più elettrizzante che spaventoso. Quando l’incontro produce questo effetto, nella grazia di questa ritrovata leggerezza, in questo rinnovamento della nostra capacità di osare, ci rendiamo conto di quanto abbiamo sbagliato a ridurre la nostra esistenza a quella di un individuo solo di fronte al mondo.’

Quando facciamo un incontro siamo inoltre responsabili dell’altro nel senso che, prendendoci cura di chi ci sta davanti, abbiamo una certa responsabilità nei suoi confronti e viceversa.

Nella seconda parte del libro l’autore si concentra sulle condizioni per far avvenire un incontro e tendenzialmente deve partire da una nostra volontà. Per permettere che questo avvenga il concetto base sta semplicemente nell’uscire di casa o accettare un qualsiasi invito ad una festa o evento nuovo per noi, anche se non ne siamo particolarmente attratti (non si può mai sapere a cosa porterà in futuro; magari si incontrano persone con cui ci troviamo bene e con le quali si instaura un bel rapporto oppure al contrario non ci divertiamo come avremmo voluto, ma tutto ciò, nel bene o nel male, ci fa da esperienza). Altro consiglio è quello di non aspettarsi nulla altrimenti al 90% dei casi non si otterrà ciò che ci si è prefissati. Qualsiasi incontro porta ad analizzare se stessi e l’altro e sorge in noi una certa “primavera”: vediamo le cose che ci circondano con occhi diversi, abbiamo uno sguardo più positivo nei confronti della vita e questo non può far altro che darci benessere.

Concludo chiedendovi se anche a voi sono capitati incontri con persone che vi hanno sconvolto la vita (spero in bene 😂) e se vi è mai capitato di aver pensato “Massì, non ho molta voglia di andare in quel posto/a quell’evento/a quella festa” e di aver fatto incontri che vi sono rimasti nel cuore e di cui non vi siete pentiti.

Ps: come potete dedurre a me è piaciuto molto questo libro e moltissime sono le citazioni che ho segnato ma ve ne riporteró soltanto alcune.

‘Più aspettative abbiamo, più guardiamo al futuro, più rischiamo di perdere qualsiasi manifestazione. Viceversa, meno precise sono le nostre aspettative, più siamo attenti a ciò che il momento ha da offrire. Non vi è reale disponibilità senza attenzione al presente.’

Ringrazio la Casa Editrice per la copia del romanzo

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