RECENSIONE del romanzo “La lunga notte di Parigi” di Ruth Druart edito da Garzanti

RECENSIONE del romanzo “La lunga notte di Parigi” di Ruth Druart edito da Garzanti

“La lunga notte di Parigi”
Titolo originale: While Paris Slept
Autrice: Ruth Druart
Traduzione di: Paola Bertante
genere: romanzo storico
Casa editrice: Garzanti
data di pubblicazione: 6 Maggio 2021
pagine: 480
prezzo: 17,00 euro

Nulla può spezzare l’amore di una madre. È una lunga notte a Parigi. La città dorme quando si ode un sussurro gridato. Un sussurro che dice: addio . Potrebbe sembrare la fine di una storia, invece è solo l’inizio. Jean-Luc stringe tra le braccia il piccolo Sam, che la madre, con il dolore nel cuore, gli affida ancora neonato per salvarlo da un infausto destino. Siamo nel 1944 e Jean-Luc, che lavora per le ferrovie francesi, sa che i treni in partenza da Parigi hanno come unica destinazione i campi di sterminio tedeschi. Ha anche provato a sabotare alcuni convogli, ma senza successo. Per questo accetta di prendere con sé Sam: non ha potuto salvare altri bambini, salverà lui. Ma Jean-Luc sa che restare in città è troppo pericoloso. Il nemico è ovunque. Deve scappare dove esiste ancora una possibilità di essere liberi, quindi decide di partire con la moglie e il piccolo per l’America. Insieme costruiranno una famiglia. Perché così si sentono anno dopo anno. Fino a quando, un giorno, qualcuno bussa alla loro porta. I genitori di Sam sono sopravvissuti, lo hanno cercato senza sosta per anni e ora vogliono riabbracciarlo. Una madre e l’uomo che ha salvato suo figlio si trovano uno di fronte all’altra. Ma il confine tra giusto e sbagliato, tra legami di sangue e legami di affetto è labile come l’ultima luce che indora la Senna sul far della sera. Un esordio venduto in 25 paesi che dalla stampa è stato definito un libro essenziale. Un romanzo che invita a non dimenticare gli orrori del nazismo, le scelte sofferte, le famiglie distrutte dalla guerra e dalla violenza degli uomini. Un romanzo che, all’ombra di una delle città più affascinanti al mondo, racconta un’atroce pagina della storia mondiale. Un romanzo che, dietro la magia di un affetto sincero, dà voce a una verità che cambia ogni cosa. Perché quando il mondo è capovolto, anche un gesto d’amore può avere conseguenze imprevedibili.

‘L’idea che sia possibile realizzare i propri desideri mi esalta e mi stupisce al tempo stesso; basta volerlo con tutte le proprie forze ed essere pronti a sacrificare tutto il resto.

Jean-Luc è un operaio delle ferrovie di Parigi; una città che negli anni della seconda guerra mondiale viene gestita e dominata dai tedeschi. Anni difficili durante i quali lui percepiva dei cambiamenti in atto e sentiva voci suo destino di tutti quei deportati ammassati sui treni; gli stessi treni, binari e stazioni in cui lui prestava la sua opera di manutentore. Jean-Luc voleva ribellarsi a questo sistema ma non sapeva come. Ha provato a manomettere un binario per fare deragliare un treno finendo in ospedale, dove incontra e s’innamora dell’infermiera Charlotte. Quello in cui lavorava lei era un ospedale tedesco e, come Jean-Luc, si sentiva una persona che con il suo lavoro collaborava al funzionamento di un sistema dominato dai tedeschi; un sistema imposto senza la loro volontà e mai accettato. Un giorno arrivò finalmente l’occasione che cambiò per sempre la loro vita: una donna ebrea affida suo figlio neonato a Jean-Luc. Questo gesto inaspettato lo coglie di sorpresa e istintivamente lo porta da Charlotte. Parlando con la madre di Charlotte trovano una soluzione per salvarsi e soprattutto per mantenere in vita il neonato: raggiungere prima la Spagna e poi l’America con l’aiuto dello zio Albert.

I tre, Jean-Luc, Charlotte e il piccolo Sam, si avviano in un percorso tortuoso e faticoso ma riescono per fortuna ad arrivare in America, dove iniziano una nuova vita formando una nuova e felice famiglia.

‘Rabbrividisce, cercando di allontanare i ricordi che si è sforzata in tutti i modi di rimuovere, e ricordando a sé stessa che quel carcere è tutt’altra cosa rispetto ad Auschwitz. Ed è vero, solo che quella stanza spoglia, quel silenzio innaturale e quell’odore di sudore acido e stantio che emana dai muri comunicano la stessa perdita di libertà e di controllo sul proprio destino.’

Finita la guerra, Jean-Luc aveva sentito che solo pochi erano sopravvissuti e non gli è mai passato per la mente l’idea che tra quelli ci fossero i genitori di Sam. Questo fu il motivo per cui Jean-Luc non si mise alla loro ricerca per restituirgli il loro figlio ma purtroppo questa scelta gli costò caro. Dopo 9 anni, venne arrestato per sequestro di minori e dovette rimanere in carcere in Francia per 2 anni. I veri genitori di Sam, i signori Laffitte, subito dopo la guerra avviarono le ricerche del loro figlio e, una volta trovato, lo rivollero con loro in Francia. Il bambino non accettava la realtà della situazione. Non è stato per niente facile l’approccio con i suoi veri genitori a tal punto che questi ultimi furono costretti a prendere una scelta difficile per porre fine alle sue sofferenze: riportarlo dai loro genitori adottivi. Tutti gli ripetevano che ‘Solo il tempo aggiusterà le cose’ e in quel momento era troppo presto far capire a Samuel la cruda realtà che non accettava. Nel corso degli anni i Laffitte riuscirono a crearsi una famiglia ed ebbero altri 2 figli e Samuel continuò la sua vita in America. Una volta cresciuto e diventato padre, Samuel capì che le sue reazioni a 9 anni con i suoi veri genitori furono sbagliate e tornò in Francia per scusarsi e per presentargli la sua famiglia composta dalla compagna (mezza francese) e sua figlia neonata Sarah.  

Una storia che fa immergere il lettore in quegli orribili anni di guerra, entrando nel dettaglio tramite ricordi ed esperienze vissute dagli ebrei deportati e della forte speranza che ha permesso ad alcuni di sopravvivere. Un esempio è il caso dei Laffitte che quando erano ad Auschwitz e allo stremo delle forze, hanno resistito tenendo a mente un pensiero fisso: dovevano sopravvivere per tornare a vivere insieme al loro figlio, salvo grazie a Jean-Luc. Un romanzo commovente che vale la pena leggere per gli svariati temi sui quali fa riflettere. Alcuni di questi sono il valore dell’amore di una madre e di una famiglia e dei sacrifici che si è disposti a fare per la felicità ed il benessere dei propri figli.

Copia offerta gentilmente dalla Casa Editrice Garzanti che ringrazio

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