Recensione del romanzo: “La casa di Fripp Island”

Recensione del romanzo: “La casa di Fripp Island”

“La casa di Fripp Island”
Autrice: Rebecca Kauffman
traduzione di: Alice Casarini
Casa editrice: Big Sur
data di pubblicazione: 9 Giugno 2021
pagine: 309
prezzo: 16,62 euro

TRAMA

Fripp Island: un’isoletta esclusiva sulle coste della Carolina del Sud, collegata alla terraferma da un ponte e circondata dalle maree. Qui, in una casa di lusso accanto alla spiaggia, convergono per una breve vacanza i destini di due famiglie: i Daly, altoborghesi e vagamente snob, e i Ford, che appartengono a una working class impoverita quanto orgogliosa. Man mano che si disvelano i piccoli segreti delle due coppie e quelli dei loro figli adolescenti, sospesi tra l’infanzia innocente e le prime trasgressioni della vita, le pulsioni sessuali, la ricerca di un’identità, la vacanza assume però toni sempre più tesi e misteriosi. A complicare le cose c’è la presenza sull’isola di un uomo segnalato come possibile aggressore sessuale. Per uno dei protagonisti, il mare di Fripp Island segnerà il confine tra la vita e la morte. Nella cornice di una insolita murder story in cui bisogna scoprire la vittima oltre che l’assassino, il romanzo di Rebecca Kauffman indaga le dinamiche familiari e i rapporti tra le persone.

“… tutto compreso. Quattro giorni e quattro notti al Filipp Island Resort. Valido per tutto il prossimo anno solare.”

La scrittrice nata in Ohio, Rebecca Kauffman è nota ai lettori italiani per il romanzo di successo “La casa dei Gunners”.  Nel suo ultimo progetto letterario narra di una vacanza improbabile che si trasforma in una situazione molto pericolosa.

Due amiche di infanzia, Lisa e Poppy, decidono di trascorrere sulle spiagge della Carolina del Sud, una vacanza estiva in compagnia delle corrispettive famiglie.
Lisa e suo marito Scott sono ricchi ma infelici, come spesso capita in un certo ambiente. La loro vita è una perenne routine incastrata in un matrimonio ventennale colmo di segreti e di apatia. Per questo motivo, dopo aver vinto una vacanza a Fripp Island, Lisa decide di invitare la sua migliore amica, Poppy, che non avendo potuto beneficiare di un coniuge ricco come il suo, è rimasta nella loro città natale stretta nella classe operaia e nella corta coperta di uno stipendio misero.

“Poppy era impegnativa. Aveva un’opinione forte su qualsiasi cosa in assoluto e a volte era lunatica e imprevedibile.”

Le famiglie di entrambi sono composte da personaggi complessi e da problemi irrisolti. Lisa è sicura che suo marito abbia una relazione extra-coniugale, e che sia, oltretutto, in grado di perpetrarla anche durante le vacanze. Di contro, il marito di Poppy (John) è confuso e dipendente dagli anti dolorifici, utilizzati a sproposito dopo un infortunio alla schiena.
I figli di Poppy, inoltre, destano alcune preoccupazioni: Rae è nel periodo dell’adolescenza in cui regnano il ribollire degli ormoni  e una visibile fragilità,  la piccola Alex, invece, sta terminando l’infanzia per addentrarsi forse troppo tumultuosamente nella adolescenza, mentre Ryan, il primogenito di Poppy appare come un ragazzo molto bello ma goffo nelle relazioni. Sta per iniziare un lungo periodo al college, ma sembra essere immerso in progetti decisamente misteriosi.

Anche la figlia di Kimmy si trova a vivere il classico territorio irto di finte problematiche che contraddistingue la prima adolescenza. Intorno alla famiglia ruotano, inoltre, altri personaggi, come un tuttofare pedofilo, che non può avvicinarsi ai bambini e che desta la preoccupazione della famiglia.

Il romanzo è permeato da un divario tra gli abbienti e i non abbienti. La sottile differenza che sussiste tra avere soldi e poca classe ed essere poveri ma nobili nell’animo.

C’è un forte senso del divario tra ‘abbienti’ e ‘non abbienti’. Si tratta più di accumulare soldi, piuttosto che di migliorare cultura e educazione. La Kauffman è abile nel descrivere gli stati d’animo delle due amiche, le loro problematiche familiari, dando nel contempo un senso di impotenza al lettore riguardo il succedersi degli eventi. Ciò che è comprensibile è che la tragicità che permea in questo racconto familiare molto attuale e moderno, è dettato da malintesi, frasi non dette e comportamenti messi in atto con troppa sufficienza, senza badare alle conseguenze.

Il lampo di genio della scrittrice si nota già dal primo capitolo, in cui, il fantasma di un membro della famiglia, narra il momento del loro omicidio avvenuto proprio durante quella vacanza con un punto di vista che è proiettato di venti anni nel futuro. In questo modo, sin dalle prime righe, il lettore è invogliato a comprendere i suggerimenti e gli indizi che potrebbero portare a comprendere cosa in realtà sia accaduto durante quel periodo che avrebbe dovuto essere di spensieratezza, felicità e riconciliazione. Sino alla fine le carte saranno mischiate, tuttavia il lettore sarà finalmente in grado di comprendere  il mistero di Fripp Island.

“… voleva essere sicura di vivere la vita giusta… Voleva smettere di sentire che in qualche modo si era confusa, era andata fuori rotta e la strada giusta era svanita del tutto. Voleva smettere di sentirsi come se fosse condannata, come se tutto ciò che aveva davanti fossero vite sbagliate diverse, e lei era sul punto di impegnarsi in una di queste vite seriamente sbagliate per il resto dei suoi giorni, senza lasciare possibilità di fuga o un rifare. Lisa non voleva sentirsi sull’orlo…”

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