Chiara Montani, architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo. Il mistero della pittrice ribelle è il suo romanzo d’esordio.

Ciao Chiara , benvenuta  a “Due chiacchiere con lo scrittore” parliamo un po’ di te e del tuo primo romanzo “ Il mistero della pittrice ribelle” edito da Garzanti.

  • Chi è Chiara Montani nella vita di tutti i giorni?

In genere prediligo una vita dai ritmi semplici, mi piace passeggiare nella natura, viaggiare, trascorrere del tempo in buona compagnia. Nell’attesa che tutto ciò sia nuovamente possibile, mi dedico all’altra mia passione che è quella di creare, sia con le parole che con le mani.

  • Prima di parlare del romanzo, mi piacerebbe sapere che percorso hai fatto.
    Da quanto tempo avevi in lavorazione il libro? Quando hai cominciato a scrivere i primi appunti e quando ti sei ritenuta soddisfatta della forma finale?

Ho lasciato che l’idea sedimentasse per qualche settimana prima di cominciare a fissare le idee per la trama che, come faccio abitualmente, ho tracciato su un grande foglio sotto forma di mappa mentale. A quel punto ho cominciato a scrivere, o meglio, a dettare la prima stesura, che ho terminato nel giro di sei mesi circa. Riletture e aggiustamenti mi hanno poi impegnata per altro qualche mese.

  • Da dove nasce l’ispirazione per il tuo romanzo “Il mistero della pittrice ribelle”?

Dalla mia fascinazione per l’arte, per le storie di mistero, per la Firenze del Rinascimento, per le arcane armonie dei dipinti di Piero della Francesca, oltre che dalla volontà di rendere omaggio con un personaggio di invenzione alle primissime pioniere dell’arte, che hanno osato sfidare le regole di un’epoca in cui alle donne non era consentito impugnare un pennello.

  • Quale è stato il personaggio che ha richiesto più sforzo e quale ti è venuto più facile descrivere?

Non ricordo di aver incontrato particolari difficoltà con un personaggio in particolare, neppure fra quelli realmente esistiti, che ho tratteggiato lasciandomi ispirare da dettagli biografici, aneddoti o, nel caso degli artisti, anche dalle loro opere. Quello in cui mi sono più immedesimata è senz’altro Lavinia, la pittrice ribelle del titolo, nonché la voce narrante a cui ho affidato il compito di raccontare l’intera vicenda.

  • Cosa ci puoi raccontare di questo libro? Esperienze ,aneddoti…

Scrivendolo mi sono principalmente divertita ed è stato come compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, in un’epoca e in un luogo che mi affascina forse più di ogni altro. Mi è poi particolarmente piaciuto recarmi sul posto per i sopralluoghi e immergermi per giorni fra le vie e gli edifici della mia storia a caccia di dettagli, sulle tracce della Firenze quattrocentesca.

  • Nel tuo romanzo si parla di Arte: se dovessi scegliere un colore per descriverlo quale useresti?

Una pennellata di rosso cinabro, accanto all’azzurro terso dei cieli di Piero della Francesca.

  • Che rapporto hai con l’Arte in generale?

Per formazione e per passione sono da sempre una frequentatrice dell’arte, sia come creatrice di opere, sia come conduttrice di laboratori arteterapeutici, nel corso dei quali ho potuto toccare con mano quanto un’opera racconti del proprio autore e quanto potere risieda nella creatività.

  • Qual è il genere letterario che preferisci come lettrice?

Mi piacciono i thriller, i romanzi storici, in particolare quelli legati al mondo dell’arte, ma leggo anche molta saggistica.

  • Il punto di forza del tuo romanzo, se dovessi sceglierne uno?

Quasi tutti mi dicono che leggendo il mio libro hanno avuto l’impressione di aver compiuto un viaggio sensoriale nella Firenze del ‘400. La cosa mi fa molto piacere, perché la mia intenzione era proprio quella di ricostruire quell’epoca d’oro attraverso la cura del dettaglio e trasformare il lettore in un garzone di bottega, al centro del fervore creativo del primo rinascimento.

  • “Il mistero della pittrice ribelle” piacerà sicuramente a tutti quei lettori che…

…leggono romanzi storici, sono appassionati d’arte, ma anche che prediligono i thriller, le storie d’avventura, le trame dal ritmo incalzante e le protagoniste femminili forti.

  • Una citazione del tuo libro…

“Il piacere provato nello scoprire che le mie dita erano in grado di dare corpo alla mia immaginazione era stato molto intenso. Troppo per non volerlo assaporare di nuovo.”

  • Cosa provi quando vedi il tuo libro in vendita negli scaffali delle librerie?

In un mercato saturo di proposte come quello attuale, la visibilità che molte librerie dedicano al mio libro è naturalmente fonte di grande soddisfazione.

Grazie per la disponibilità, Jenny

IL libro dell’autrice

Firenze 1458. Lavinia, ferma davanti alla tela, immagina come mescolare i vari pigmenti: il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio. Ma sa che le è proibito. Perché una donna non può dipingere, può solo coltivare di nascosto il sogno dell’arte. Fino al giorno in cui nella bottega dello zio arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca. Lavinia si incanta mentre osserva la sua abile mano lavorare all’ultimo dipinto, La flagellazione di Cristo. L’artista che ha di fronte è tutto quello che lei vorrebbe diventare. E anche l’uomo sembra accorgersene nonostante il contegno taciturno e schivo. Giorno dopo giorno, Lavinia capisce che la visita di Piero nasconde qualcosa. Del resto sulle sponde dell’Arno sono anni incerti: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. E Piero sa più di quello che vuole ammettere. Il sospetto di Lavinia acquista concretezza quando lo zio viene ingiustamente accusato dell’uccisione di un uomo e Piero decide di indagare. Ma Lavinia questa volta non vuole restare in disparte. Grazie alla vicinanza dell’artista, che fa di tutto per proteggerla, per la prima volta comincia a guardare il mondo con i propri occhi. Perché lei e Piero sono entrati in un quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che arriva da molto lontano. Perché la pittura è un’arte magnifica, ma può celare segreti pericolosi.
Chiara Montani trascina il lettore per le vie della Firenze rinascimentale e tra le opere di Piero della Francesca, un artista che ha fatto la storia della pittura. Lo immerge nella vita di una giovane donna che vede le sue ambizioni soffocate dalle leggi non scritte del tempo. Lo cattura in un vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione. Un esordio che rimbomba come un tuono.

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Grazie

Jenny Citino

Di Jenny Citino

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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