“La Porta della mia Vita” è la storia di un ragazzo che afferma: “Vorrei morire con la gioia di aver vissuto”, che ha lottato sempre per restare a galla tra la gente, urlando con il cuore ma restando sempre in silenzio. Nella prima parte del libro si trovano pezzi della malinconica infanzia e soffocante adolescenza dell’amico del protagonista, Diego, il quale dice: “Ho lasciato il mondo dei vivi”. Un mondo dove Diego non ha nulla da vedere, nessun albero, niente luce, nessuna collina né montagna, nessun fiore, né mari né animali, nessun cielo né stelle. Nessun luogo che si possa riconoscere come tale. Nulla, tranne il riflesso di ciò che vive dentro di lui. In questo libro sono racchiuse anche delle poesie che rispecchiano la vita dell’autore ed esternano ciò che egli prova.

Dedico questo libro ai miei amati figli.
Figli miei, per voi provo un amore immenso, che non ha nessun cancello, né chiavi, né lontananze. Abbiate una felicità delirante; non conta chi siamo, ma chi siamo stati. Tutto ciò di cui avete bisogno nella vita è dignità, onore, amore, onestà, lealtà, correttezza, disciplina, rispetto. Non dovete mai beffare una persona neanche per una religione diversa dalla vostra, abbiate sempre rispetto per ciò in cui crede, se in cambio volete che vi rispetti. Fate un buon pensiero, date una buona parola e fate una buona azione.
È un lavoro a tempo pieno essere un buon genitore, con voi perdo il senso del tempo e dello spazio, sento con voi un’unica energia. Niente è promesso, un giorno me ne andrò, e il dirvi cosa provo per voi per me è importante. Voi siete la terra ferma in tutto questo mare, sarà un amore diverso, grande come l’universo che il tempo non potrà toccare.
Dite sempre la verità, la sera prima di andare a dormire e la mattina quando vi alzate, fate una preghiera, ogni giorno in ogni modo andrà.
Non amate mai senza amore, non vivete mai senza vita, amate la vita sempre.
In un battito d’ali incido il vostro nome nella mia anima.

A voi, fratelli miei, perché abbiamo visto il fondo, ma non siamo mai arrivati a terra.
Lo dedico a me stesso e a tutte le persone che si sono sentite e che si sentono come me, che mi sono state e che mi stanno vicine. A ogni volta che ho desiderato il cambiamento, ogni volta che nei brutti momenti ho avuto paura di me stesso. Ai miei sogni da bambino che non ho realizzato.
Lo dedico al mio cuore che è stato ricoverato per molto tempo, ma che oggi, ha ri-iniziato a battere.
Lo dedico a tutte le persone che non devono dimenticare le cose che resero tristi, però ricordate le cose che vi resero felici. Ricordatevi delle persone che vi sono accanto ogni istante. Non dimenticate mai di benedire ogni giorno.
Dedico questo libro al mio RE. Il mio Signore Dio Nostro, che non mi hai mai abbandonato. Mi hai accudito nel palmo della tua mano e non l’hai mai così chiusa da stringermi.
Lo dedico al mio lieto fine.

“Io non voglio cancellare il mio passato, perché bene o male mi ha reso quello che sono oggi. Anzi, ringrazio chi mi ha fatto scoprire l’amore e il dolore, chi mi ha amato e usato, chi mi ha detto ti voglio bene credendoci e chi invece l’ha fatto solo per i suoi sporchi comodi. Io ringrazio me stesso per aver trovato sempre la forza di rialzarmi e andare avanti, sempre.”
O. Wilde

“Le cicatrici sono il segno che è stata dura. Il sorriso è il segno che ce l’hai fatta.”
Madre Teresa di Calcutta

“Ho fede nelle buche dove sono inciampato, nelle miei ginocchia rotte e nei giorni che ho sbagliato, perché oggi non mi spezzo e non abbasso mai lo sguardo e se sono così forte lo devo solo al mio passato.”
Fabrizio Moro

“Giocattoli, li guardo e ci rivedo ogni passo che ho compiuto fra le ali di un robot e un alieno mai cresciuto, i giocattoli hanno un’anima e ti aspettano per sempre. Hanno vinto coi cattivi e ogni paura della mente. Li ho portati nel mio letto per combattere le streghe e hanno ucciso l’uomo nero che ogni notte mi teneva il piede. […] I giocattoli conoscono chi sei ma fanno finta di esser ciechi, sotto la plastica hanno un cuore e una vita che non vedi. Qualcuno muore, qualcuno invecchierà per sempre e non lo troverai mai più dentro a una scatola dove l’avevi messo tu. …

Marco Iori, è nato il 22 Luglio 1989 ad Assisi, attualmente vive con la sua compagna Angela e i suoi due bambini, in un paesino della provincia di Perugia.  E’ stato sempre appassionato dalla scrittura e soprattutto dalla Poesia, “La Porta della mia Vita” è il primo libro che ha pubblicato.

Jenny Citino

Di Jenny Citino

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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