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In libreria: “L’aroma inconfondibile del tè”

Nella prima metà dell’Ottocento
il progetto del Canale di Suez
è oggetto delle mire espansionistiche delle grandi potenze europee.
Ciarli dalla Puglia parte per l’Africa
alla ricerca della madre
che l’ha abbandonata alla nascita.
Nei panni di una spia inglese,
tra Tunisia, Egitto, Grecia e Turchia,
incontrerà se stessa in una realtà dolorosa tutt’altro che scontata.  
Un romanzo di formazione
tra storia e suspence.

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“Prima che sia tardi” di Alessia Sacchetti

Questa è la storia di una corsa contro il tempo che dura sei settimane, un embrione che cresce e la necessità di fare l’intervento prima che sia troppo tardi. Oltre al rapporto con Rossana, Marco si ritrova a scavare nel rapporto con suo padre – uomo di successo, mai veramente presente in famiglia – e nel suo ruolo di figlio. Perché, in fondo, questa è una storia che parla di figli mai voluti. Alcuni nati, altri no.

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Sylvia Plath Le api sono tutte donne di Antonella Grandicelli

Una favola perfetta? All’alba dell’11 febbraio 1963, a trent’anni, Sylvia Plath si toglie la vita. Dietro di sé lascia incredibili poesie e un triste interrogativo su questa drammatica scelta. Attraverso la sua voce, ascoltiamo la storia di una delle più grandi poetesse del Novecento, la dolorosa lotta tra le sue luci e le sue ombre, l’ascesa e la caduta. La divina fragilità di un’anima.

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“Colette” Un sogno audace di Nicoletta Sipos

Inseguì tra contraddizioni e ambiguità il sogno più audace per una donna del suo tempo: essere padrona di sé. Il primo marito la chiudeva a chiave per costringerla a scrivere, ma finì apprezzata da Proust, Cocteau, Gide. Diede scandalo danzando nuda al music-hall e per i suoi amori, ma si puliva del fango con un sorriso. Era raffinata, ma bazzicava i bassifondi. Creò cosmetici su consiglio di André Maginot – lo stratega che progettò la linea difensiva francese sfondata dai tedeschi nel 1940 – e dall’impresa fallita imparò a scrivere testi pubblicitari per le sigarette Lucky Strike e le automobili Ford. Voleva far frustare a sangue le femministe e chiuderle in un harem, ma rifiutò di entrare nell’Académie Française perché era preclusa alle scrittrici. Ebbe compagni che potevano essere suoi figli, ma ignorò la sua unica figlia dicendo che generazioni diverse non dovevano vivere insieme. Eppure la figlia, lei pure di nome Colette, si dedicò al culto della madre e volle essere sepolta accanto a lei. Ed è alla figlia che ho affidato il racconto per scavare nei fatti, della biografia della donna.

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