Recensione “L’ equilibrio delle lucciole” di Valeria Tron

“L’ equilibrio delle lucciole”
Autrice: Valeria Tron
Casa Editrice: Salani
Data di pubblicazione: 1 Giugno 2022
pagine: 394
prezzo: 17,10 euro

Ogni punto di partenza ha bisogno di un ritorno. Per riconciliarsi con il mondo, dopo una storia d’amore finita, Adelaide torna nel paese in cui è nata, un pugno di case in pietra tra le montagne aspre della Val Germanasca: una terra resistente dove si parla una lingua antica e poetica. È lì per rifugiarsi nel respiro lungo della sua infanzia, negli odori familiari di bosco e legna che arde, dipanare le matasse dei giorni e ricucirsi alla sua terra: ‘fare la muta al cuore’, come scrive nelle lettere al figlio. Ad aspettarla – insieme a una bufera di neve – c’è Nanà, ultima custode di casa, novant’anni portati con tenacia. Levì, l’altro anziano che ancora vive lassù, è stato ricoverato in clinica dopo una brutta caduta. Isolate dal mondo per quattordici giorni, nel solo spazio di quel piccolo orizzonte, le due donne si prendono cura l’una dell’altra. Mentre Adelaide si adopera per essere utile a Nanà e riportare a casa Levì, l’anziana si confida senza riserva, permettendole di entrare nelle case vuote da tempo, e consegnandole la chiave di una stanza intima e segreta che trabocca di scatole, libri ricuciti, contenitori e valigie, in cui la donna ha stipato i ricordi di molte vite, tra uomini, fiori, alberi e animali, acqua e tempo. Una biblioteca di esistenze, di linguaggi, gesti e voci, dove ogni personaggio è sentimento, un modo di amare. Fotografie, lettere, oggetti che sanno raccontare e cantare il tempo: di guerra e povertà, amori coltivati in silenzio, regole e speranza, fatica e fantasia. Un testamento corale che illumina le ombre e le rimette in equilibrio. La bellezza intensa che respira oltre la vita e rimane in attesa di parole. Tuffarsi nella memoria significa avere il coraggio di inventare un altro finale e vivere oltre il tempo che ci è stato concesso, per ritrovare il luogo intimo di ognuno. La casa.

“Ci sarà sempre chi riceverà muri vuoti e chi terrà il cuore di una casa…”

Appena ho visto questo libro mi ha incuriosita, tuttavia avendone tanti da leggere ho desistito dall’acquistarlo…
Poi un bel giorno mi arriva una e-mail da Libraio , la apro  e c’ è uno di quei quiz dal titolo “Qual è il tuo libro ideale?” Mi sono detta ma si provo a farlo, sono curiosa di scoprire  quale libro mi appartiene o a quale storia io appartenga…
Finito il quiz scopro che il mio libro  del cuore è proprio “L’equilibrio delle lucciole” …cosa dire? E’ proprio vero che non siamo noi a scegliere le storie ma sono loro a farlo, ogni storia porta con sé un dono, un messaggio, una riflessione , a volte hanno anche il compito di disfare nodi interiori  che ti porti dentro da lungo tempo, a volte trovi le risposte che cercavi chissà dove,  oppure ti portano a capire alcune vicissitudini della vita…
E per me è stato così, questo libro sa di casa, di rapporti, di disamore , di amore e di legami eterni.

Valeria Tron è una cantautrice, illustratrice e mediatrice culturale e artigiana del legno ; è nata in Val Germanasca  ed è proprio  in questo il luogo che è ambientata la sua storia…
“L’equilibrio delle lucciole” è il suo romanzo d’esordio”

Adelaide dopo una delusione d’amore  ha bisogno di  riflettere sulla sua vita , decide  di rifugiarsi in montagna, nei luoghi dove ha trascorso la sua infanzia accanto alle persone più care, e dove il passare del tempo inoperoso  permette di ritrovare se stessi e capire di ciò di cui si ha bisogno.
Ad attenderla in un paesino di poche case, ormai, la maggior parte vuote ci sono Nanà, una dolce nonnina  ormai novantenne e il vecchio Levì che per un incidente è stato costretto ad allontanarsi dalla Val Germanasca.

“Ognuno è un  germoglio sparso da venti e possibilità.
Potevo cadere altrove e invece mi rendo conto d’essere mossa dagli stessi destini di questi alberi, con impasto uguale a quello dei fiori che mi circondano  e nei quali riconosco la mia essenza. (…)
“Due sono gli equilibri che occorrono: quello naturale e quello intuitivo.”

Adelaide trascorre le sue giornate in compagnia di Nanà, prendendosi cura di lei e delle piccole case ormai vuote  ma con dentro i ricordi vividi delle  persone che le hanno abitate.
Ogni sasso di quelle mura   ha una storia  e Nanà ne è la custode.
Giorno dopo giorno, Nanà regala ad Adelaide  i ricordi,  piccoli scampoli di frammenti di una vita  che sta tramontando ,  la donna attraverso scatole, valigie piene di lettere  che riportano al passato , che testimoniano amori rimasti  in sospeso e di promesse mancate inconsapevolmente la sta rendendo erede di tutte le anime che hanno abitato quel luogo.

“D’improvviso siamo ovunque nella storia: dietro il covone di fieno da Gianin, nell’armonica di bar Tricot, tra i ferri del Re di Stagno, nel semitoun di Peire, nei ricami di Memè e nei biscotti alla lavanda di dando Lena. Siamo nei piccoli acquerelli di Levì e sul lungo mare di Marsiglia , come i guanti di Nanà che salutano la nave.

“L’equilibrio delle lucciole” è una storia  che parla di equilibri, equilibri tra passato e futuro, tra giovinezza e  vecchiaia, tra bene e male, tra vita e morte  e tra rapporti umani.
Ho amato ogni parola di questa storia, la storia di ogni personaggio,  tuttavia la figura che più mi è rimasta nel cuore è quella di Nanà: delicata, saggia, gracile, da prendersene cura, ma nello stesso tempo si dimostra una donna  con un temperamento  forte e  molto coraggiosa.
Ho amato la cura, la cura di Adelaide nei confronti di Nanà, la cura dei luoghi, dei ricordi, delle parole, della memoria.
L’importanza del significato della parola casa che in patois di dice “meizoun”
Il patois è il dialetto che si parla in Val Germanasca nel libro è molto presente, mi è piaciuta l’idea  dei dialoghi tradotti in questa lingua,  perché anche l’idioma dei luoghi e del passato è molto importante tramandarla alle nuove generazioni…
Questa storia fa riflettere sull’importanza dei luoghi, di quanto sia fondamentale  custodire le nostre radici e le memorie dei nostri cari o delle persone di una certa età.
L’autrice ci accompagna in un periodo della vita che accomuna tutti gli esseri umani e del quale tutti abbiamo un po’ paura “la vecchiaia” un momento delicato  perché si è consapevoli di essere quasi arrivati al traguardo della nostra esistenza, soffermiamoci  a riflettere  su questo periodo di transizione se così si può chiamare, in modo da aiutare le persone anziane,  riuscendo a capire  la loro fragilità sia fisica che mentale,  standogli vicino, da loro abbiamo tanto da imparare son una fonte inesauribile di saggezza.
Avere ancora i nonni e i bisnonni vivi è una grande ricchezza, i miei purtroppo sono morti giovani, io sono andata via troppo presto e non ho potuto vivermeli come avrei voluto, ciò che mi rimane  sono i ricordi dei momenti trascorsi insieme che rimangono vivi nel mio cuore.

“Sono le parole a custodirci: le parole custodi. Tocca averne cura e possono riportare in vita l’essenza di chi le ha pronunciate: è un travaso importante la memoria delle parole.”

Alla fine il libro l’ho comprato… e  sono stata felice  di averlo letto!

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Author: Jenny Citino
Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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