Recensione del romanzo “La rinnegata” di Valeria Usala edito da GARZANTI

Recensione del romanzo “La rinnegata” di Valeria Usala edito da GARZANTI

“La rinnegata”
Autrice: Valeria Usala
Casa editrice: Garzanti
data di pubblicazione: 26 Aprile 2021
pagine: 160
prezzo: 15,20

Senza un uomo accanto, una donna non è nulla. Teresa ha sempre sentito l’eco di questa frase, come il vento durante la tempesta, ma non ci ha mai creduto. Lei che è quiete e fuoco, rabbia e tenerezza, lotta contro il pregiudizio da quando è nata. Rimasta orfana, non ha avuto nessuno a proteggerla dalla propria intelligenza, oltre che dalla propria bellezza. Un intero paese la rinnega, impaurito di fronte alla sua indipendenza, alle sue parole e alle sue azioni. Perché in fondo sono solo queste a renderla diversa dalle altre donne. Neanche aver creato una famiglia con l’uomo che ama ha messo a tacere le malelingue e i pettegolezzi. Nessuno crede che la sua fortuna, derivante da un emporio e una taverna che ha costruito e gestisce con le sue forze, sia frutto di fatica e tenacia. Ma le voci sono sempre rimaste solo voci, anche quando a rispondere a tono è Maria, la bruja del villaggio, che vaga per le strade senza una meta precisa. Quando tutto cambia, Teresa deve difendere ciò che ha conquistato e dimostrare che può farcela da sola. Che non rinunciare a sé stessa significa essere libera. Vuole dare a quel vento, pieno di parole feroci, un afflato nuovo; ma il pregiudizio è forte e saldo, come una radice ancorata alla terra. Valeria Usala ha scelto di dare voce a una donna dimenticata, una donna che ha deciso di resistere contro tutto e tutti. Una giovane autrice rompe il silenzio che avvolge una storia che ha molto da raccontare. Una storia in cui la Sardegna è protagonista attraverso la sua natura, le sue leggende e le sue contraddizioni. Una storia di coraggio e rinuncia. Una storia di amore e potere. Una storia di rinascita e di speranza.

“Non è ancora nato, chi nella vita non ha mai sbagliato”

Ambientato in un paesino in Sardegna, il libro parla della storia di Teresa che in tutta la sua vita è stata sempre “rinnegata” da qualcuno, perfino da sua madre. Vista male per il suo essere ribelle e non adattarsi mai a quello che in paese era considerato giusto o ben visto: questi sono punti di forza che la contraddistinguono e la mettono in risalto rispetto alle malelingue e all’invidia dei suoi compaesani.

“Teresa era cresciuta tra quelle strade e la gente che ogni giorno le animava senza mai sentirsi parte dello stesso mondo. Avvertiva un fastidioso prurito a stare lì in mezzo ma non riusciva a immaginarsi da nessun’altra parte, e questa ambivalenza la teneva sospesa in un tormento perenne, che col tempo si era dilatato a tal punto da diventare abitudine.”  

L’autrice sa attirare molto bene l’attenzione del lettore coinvolgendolo nella dura vita di Teresa, a partire dalla sua infanzia fino alla fine dei suoi giorni. Una persona ammirevole, al contrario di quello che pensano le altre donne del paese; una donna che trova sempre la forza di affrontare giorno per giorno gli accanimenti che le si avventano addosso costantemente. La sua è una vita vissuta in continua lotta e, per fortuna, è accompagnata da quelle poche persone, vere, che stanno dalla sua parte. Si parla anche della vita della madre di Teresa (molto simile alla sua) e quest’analisi permette di comprendere nel complesso molti aspetti che contornano la vita di Teresa e comportamenti di alcune persone. Un libro che fa riflettere molto sul tema delle ingiustizie, dell’invidia, del rinnego verso ciò che è diverso e della “ristretta e chiusa” mentalità che si può trovare in qualsiasi paesino italiano. Il finale è al contempo crudo e inaspettato ma lascia un bellissimo messaggio che dovremmo tenere come esempio anche per i nostri giorni:

‘Siamo ogni giorno creatori, custodi e complici di ingiustizie.
E con esse, di altrettante meraviglie. 
Perciò, la memoria è l’ultima occasione che abbiamo per evitare estinzioni, ridare dignità e trasformare le nostre vite in storie immortali.
Siamo da sempre imperfetti.
Ma da oggi, saremo migliori.’

Nota personale: nel finale mi ha colpita molto il comportamento di Maddalena, 25 anni dopo la morte di sua madre Teresa. E voi avreste avuto il coraggio di reagire in quel modo con colui che si può considerare un vostro nemico? Condividete anche voi che sia stata una giusta scelta per proseguire la propria vita, tralasciando le ingiustizie del passato? A mio parere, trovo che questo sia un gesto simbolo di rinascita e di miglioramento di se stessi, anche se è stata una scelta dura da prendere.

“Percorriamo tutti strade diverse, ma ognuna di esse racconta chi siamo. La tua ti ha portato qui, e ogni passo non è mai vano.”

Poesia

A passu lèbiu ma chena pasu
ti ses già remonida gioventura, de ammentos bellos mi porris basu
tanto fortza torrat in amargura,
su passad’apico a unu lasu,
s’iset’ in bonu ‘inchet sa tristura.
Como m’istraco e non curro tropu,
Ma dantzo ancora su ballu topu.

Con passo lieve, ma senza sosta
te ne sei già andata, gioventù
coi tuoi bei ricordi mi porgi un bacio che mi restituisce forza nei momenti di amarezza,
il mio passato appendo a un nastro
la speranza di una vita serena vince la tristezza.
Ora mi stanco e non corro troppo,
ma danzo ancora il ballo zoppo.

“<<Se vuoi andartene, Tere’, fallo prima di cambiare idea. Ma ricordati che la libertà non ha terra promessa, è una lotta continua. La gente continuerà a far finta di nulla, non importa quanto è grande l’ingiustizia. Tocca a te rimanere in piedi.>>”

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Copia fornita dalla casa editrice

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