“Eppure osarono”
Autrice: Maria Rosaria Valentini
Casa editrice: Francesco Brioschi
data di pubblicazione: 29 Aprile 2021
Collana: storie di vita
pagine: 280
prezzo: 18,00 euro

Poche case, qualche pietra sporgente e un curvone da cui si vede il tramonto. È questo il paese dove sono nate Lucietta e Lia, tra i ritmi lenti della Valle di Comino, sul finire dell’Ottocento. Ma è di un altrove più affascinante che sognano ogni giorno, mentre salgono alla fonte a prendere l’acqua. A Roma, si dice, girano dei pittori che cercano proprio loro, delle giovani ciociare da ritrarre, olio su tela. Intanto Lucietta e Lia condividono tutto, si raccontano l’amore, inventano un futuro. E piano piano, l’urgenza di quel viaggio cresce con loro, con la curiosità e l’esuberanza dell’adolescenza. Finché una notte lasciano il mondo che conoscono e si incamminano sul sentiero di una nuova vita.

“Tre teste, tre voli. Le ali nel petto”

“Eppure osarono” di Maria Rosaria Valentini  era una progetto  idealizzato nella sua mente da molto tempo, tuttavia, dopo aver ricevuto una cartolina, trovò la giusta ispirazione per iniziarlo. Si trattava di una raffigurazione  dell’affresco di Ernest Hèbert   intitolato “Les filles d’Alvito”  dove sono  ritratte due giovani donne. Incomincia così a  trascrivere  tutto  su carta.

Un romanzo che nasce da una grande ricerca storica, infatti, l’autrice per poter dare forma al suo libro si è recata anche in Francia.
Maria Rosaria Valentini ci regala un viaggio a ritroso nel tempo, ci catapulta nell’ 800 in un paesino della Ciociaria, la “Valle di Comino” per poi accompagnarci prima  nei pressi di Roma e poi nella splendida Francia: un viaggio nel tempo e nei luoghi.
Una caratteristica che ho apprezzato moltissimo, oltre alla scrittura poetica e ben descrittiva  dell’autrice,  è stata la scelta di scrivere i dialoghi dei personaggi  in dialetto ciociaro. Questa scelta fa sentire il lettore più coinvolto nella lettura.

Lucietta vive con la nonna e la mamma;  in casa ognuno ha il proprio compito e quello della ragazzina è di recarsi alla fonte per fare rifornimento di acqua.

“Aveva cominciato a marciare lungo il viottolo a tredici anni. Ricordava con chiarezza il giorno in cui la madre aveva deciso di lasciarla andare.”

Lucietta quasi tutte le mattine prende la sua  cannata e si incammina lungo un sentiero per poi ritrovarsi alla fonte  ed è proprio in uno dei suoi viaggi che incontra prima Lia e poi Severino.
Con Lia ben presto si crea un legame indissolubile, tra le due ragazze c’è molta armonia, seppur diverse, insieme si completano.
Ogni viaggio alla fonte è accompagnato dalla scoperta più recondita dei sentimenti, desideri che ognuna delle ragazze porta con sé.
Ed ecco che un giorno al duo si aggiunge anche Severino che avendo messo gli occhi su Lucietta,  le aspetta tutti i giorni sulla strada del ritorno per poter  scambiare con loro due parole.
Da quel giorno i tre diventano inseparabili e condividono insieme la voglia di evadere, vogliono scoprire posti nuovi e per questi motivi,  organizzano la loro fuga.

“Con una bastone disegnarono nella terra una specie di mappa, una pista, un incrocio di corridoi in mezzo ai campi e alcune soste e ancora un tragitto fin dove furono in grado  di dare volto a una geografia.
Toccava partire di notte. Ma quando?”

E fu così che una notte misero in atto il loro piano.

I tre ragazzi affrontano con coraggio  il loro viaggio, senza ripensamenti, felici di andare alla scoperta di una nuova vita ma durante il tragitto emerge un segreto che nessuno si sarebbe mai aspettato e che avrebbe cambiato il loro destino.

Lia, Lucietta e Severino dopo un lungo camminare, stanchi  e sfiduciati sostano lungo un sentiero, per fortuna  in loro soccorso arriva  Telesforo  che stava rincasando dopo un lungo viaggio.
Ad aspettarli a casa dell’uomo c’è la moglie Minervina, lieta di vedere il marito. La donna accoglie a braccia aperte i tre ragazzi dando loro un tetto sotto il quale rifocillarsi.
Lia , Lucietta  e Severino  non avevano idea che quella sarebbe stata l’ultima notte che avrebbero trascorso insieme.

“Tornare indietro? No. Muoversi, andare avanti? Sì. L’accomodamento nel quale erano scivolati tutti, e che pareva combaciare con la soddisfazione di Severino e Lia, si allontanava invece dalle sue aspirazioni (…)
Insomma qualcosa le mancava, anche se non sapeva spiegare agli altri il buco che le pareva di avere addosso e che le attraversava stomaco e schiena.
Pensare a quello scavo dentro di sé, in maniera così concreta, limpida e innegabile le causò una sorta di malessere.”

Mentre per Lia e Severino le cose andavano bene, Lucietta si sentiva insoddisfatta,  tuttavia lei non sapeva che il destino aveva in serbo un lungo viaggio. Arrivata a Parigi per  Lucietta iniziò una nuova fase della sua vita e in quel presente non smetteva mai di pensare al suo passato, alle cose che aveva lasciato nella Valle di Comino.

“Subiva una sorta di scioglimento, liquefazione e allora, per consentire alla mente di non svanire, concentrava i ricordi sull’acqua della fonte che sbalzava dalle rocce proiettando voci e forze. E l’acqua, come sempre, si faceva balsamo.”

“Eppure osarono” è un romanzo che racconta la storia di due giovani donne Lia e Lucietta, di un viaggio fatto di speranza e di coraggio, che ci porta in luoghi diversi ma non  solo , è anche un percorso  introspettivo dentro ogni personaggio.
Il personaggio che mi è rimasto di più nel cuore è Lucietta, per la sue fragilità ma anche per il suo coraggio perché con lei il destino non è stato poi così generoso.  Lei ha lasciato la sua terra, tuttavia,  pur essendo partita è come se dalla sua amata terra non se ne fosse mai andata.
Un romanzo scorrevole, commovente ,  molto curato nelle descrizioni sia dei personaggi che dei luoghi, ben strutturato.
Una storia che ci porta indietro nel tempo a quando tanti italiani emigravano per seguire i propri sogni  fiduciosi nella sorte. Ognuno di loro lasciava la loro amata terra co la speranza di trovare un posto migliore… è stato così?
Chissà quanti  di loro lungo la strada hanno trovato un destino avverso  e quanti  sono riusciti a realizzare i propri sogni.
La cosa certa è che non bisogna mai rinnegare le proprie  radici, noi apparteniamo alla nostra terra natale da generazioni passate è come se tutti noi, nel nostro DNA, avessimo una memoria, un’ appartenenza atavica ai luoghi che un tempo furono dei nostri avi.

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Copia offerta dalla casa editrice e dall’autrice

Jenny Citino

Di Jenny Citino

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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