Due chiacchiere con lo scrittore…

Due chiacchiere con lo scrittore…

Intervista all’autore Federico Ellade Peruzzotti

Federico Ellade Peruzzotti è nato in provincia di Varese nel 989, è stato educato come artista visivo e tutt’ora lo è, benché, come tutti, faccia altro per darsi il permesso di rimanere in società.
Iniziando a scrivere tra i banchi del liceo, lettere d’amore o pezzi filosofici (entrambi per lo stesso scopo), non ha mai smesso di sentire la necessità di esprimersi a lettere, privatamente, sui social ed ora perfino sulla carta.
Le sue ricerche lo hanno portato a vivere in giro per l’europa continentale per quasi dieci anni, senza necessità di casa o lavoro, scoprendo decine di lavori e centinaia di case. Alla fine, l’intesa con la società arriva dopo il soggiorno nelle caverne di Creta, dove, impotente di fronte agli scempi in atto dell’umanità locale, decide di tornare in città, tra la moltitudine e di fare la sua parte. Oggi vive e lavora a Tallinn, in Estonia.

Ciao Federico, benvenuto a “Due chiacchiere con lo scrittore” parliamo un po’ di te e del tuo romanzo

  • Cosa fai oltre a scrivere? Hobby e curiosità, puoi raccontarci qualcosa di te?

Ora vivo stabilmente in Estonia. Lavoro part time per una azienda di Milano online (utile per la mia vita privata) e ho aperto una libreria-bar qui a Tallinn (utile per la mia vita sociale). Il mio hobby preferito del momento è mantere il mio spirito verso la costruzione di una potenza che salvi il mondo, ma spesso vengo distratto dal mio desiderio di imparare l’estone, o peggio, diventare famoso.

  • Qual è il genere che preferisci come autore? E quale invece come lettore?

Come tutto quello che faccio, dall’arte visiva alle lettere d’amore, non riesco ad abbandonare il  “realismo magico”. Credo fortemente nella magia e voglio portarla concretamente e sempre più nella mia vita e mostrarla a chi non la conosce. Come lettore mi sono intrippato con le favole. Grazie alla libreria sto iniziando a collezionarle; di ogni nazione e di ogni epoca.

  • Quando e come è nata l’ispirazione che ti ha portato a scrivere il tuo libro “Il corvo blu”?

Ad un certo punto i post non bastavano più per esprimermi. Poi hanno iniziato a mettere un limite ai caratteri e ciao. Ho iniziato a scrivere storie, o favole, ma questo ha peggiorato le cose: ora volevo sapere di più. Cosi, ad un certo punto ho sentito il forte desiderio di andare a spiare una di queste avventure fantastiche e una delle favole che avevo scritto è diventata un libro, Il Corvo Blu.
Il libro però non centra nulla con quello che volevo. A me, della favola che avevo scritto, interessava principalmente sapere, un pò morbosamente, cosa fosse successo in quelle due settimane di convivenza tra il giovane e la maga rossa. Purtroppo non lo so ancora, ma per lo meno ora so cosa è successo prima e cosa è s
uccesso dopo.

  • Il punto di forza del tuo romanzo?

Una delle prime cose che mi ha obiettato la meravigliosa Alessandra, la editor del libro, è stata: “Non dirmi che mi hai fatto vivere per 15 pagine questi due personaggi qui e poi non tornano nella storia”. Ho risposto: “Scusa ma ieri ti ha tirato su in autostop una commessa di Udine e ci hai parlato per 3 ore; è stato un momento importante del tuo viaggio ma non dirmi che la reincontrerai in vita tua.”.
Spero che il punto di forza del mio libro sia il messaggio, ma verosimilmente è il mix tra realismo e favola. L’insensatezza, la noia, l’inaspettato, l’impreparatezza, l’inadeguatezza dei personaggi… tutto ci ho messo, o più che altro, niente ho tolto alle persone, amici o conoscenti, che ho ricalcato per costruire i personaggi. Siamo tutti un pò inadeguati, se no il pianeta sarebbe più sano; prima lo ammettiamo meglio è.

  • Io scrivo perché…

    … è una forma di espressione ed esprimerci ci aiuta a vivere con più equilibrio. È un bisogno naturale. Forse la domanda successiva è: perché pubblichi?

  • Da cosa è mosso il tuo protagonista? E qual è il suo obiettivo?

    No, non era “perché pubblichi”. Il mio protagonista non c´ha voglia. Non ha voglia di stare dove sta, a fare quello che fa, non ha voglia di fare un cavolo di niente, quindi si inventa una scusa per andarsene continuamente da tutto e lo fa per davvero. Non ha un obiettivo; cioè se ne inventa uno, ma è solo per avere una scusa per andarsene. Arriva alle feste tardi e se ne va via prima di tutti con la stessa scusa. Lo stronzetto è pure bravo perchè alla festa comunque sta simpatico a tutti, ma lui vive cosi, pieno di scuse; non ha voglia di fare niente. D’altronde è giovane, un vent’enne, succedono tante cose dentro di lui e molte energie si consumano senza il suo volere. Non è da biasimare.

  • Una citazione del tuo romanzo…

    La domanda più difficile di tutte. Spaventosa.
    Facciamo cosi, conto le monete che ho nel portafogli… 8 monete che fanno 56 centesimi.
    Frase ottava della pagina cinquantasei (no vabbè, scusate): “Shit di una menosa” disse Georgi

  • Ringrazio tantissimo Jenny per questa bella opportunità e mi scuso per tutte le “i” non accentuate; uso la tastiera estone e questo mi crea presentazioni diversamente abili.

Grazie a te per il tuo tempo e per la simpatia!
Per questa volta sei scusato 😉

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