sabato, Ottobre 24, 2020
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“Due chiacchiere con lo scrittore” con Marco Arcangeli autore emergente, ha scritto: “Isolato” edito da Pav Edizioni

Marco Arcangeli, classe 1988, nato e cresciuto a Torino, lavora a Reggio Emilia e vive a Parma. Laureato in ingegneria, scrive da sempre – spesso in metafora – traendo le vicende dalla propria vita privata. Questo primo romanzo breve ne è un esempio, nato dalla necessità di mettere nero su bianco una storia scritta nel modo più onesto possibile. Perché tutti abbiamo una storia da raccontare, anche se, in prima battuta, non ce ne rendiamo conto.

Ciao Marco, benvenuto a “Due chiacchiere con lo scrittore”

  • Perché hai cominciato a scrivere?

Penso, un po’ come tutti, per dare sfogo a qualcosa che sentivo dentro e non sapevo tirare fuori in altro modo. Nella vita privata sono una persona riservata, quindi il modo più diretto è stato scrivere, cosa che faccio sin da bambino.

  • Quali autori ti hanno formato maggiormente?

Più che autori io mi concentravo sulle storie – leggendo le sinossi che più mi ispiravano – anche brevi ma con del significato. Come “Il vecchio e il mare” di Hemingway, “La fattoria degli animali” di Orwell, “La metamorfosi” di Kafka e “Lo straniero” di Camus, per citarne alcuni. Ma se dovessi scegliere un autore specifico sceglierei London, il “Richiamo della foresta” e “Zanna Bianca” sono i suoi due libri che mi hanno accompagnato sin dall’adolescenza e che ho amato di più.

  • Raccontaci qualcosa del tuo romanzo “Isolato”, com’è nata l’idea?

È un’idea complicata, nata per ricordare mio nonno materno. Nasce da un senso di disagio e sconforto in un momento non troppo felice di quando ero più giovane. Ovviamente la storia è a sé stante, quindi può essere letta e compresa da chiunque. L’ho pensata principalmente come storia adatta sia agli adulti, ma anche ai ragazzi, dalle medie in poi.

  • Hai un personaggio preferito?

Nel libro, il mulo ovviamente.

  • Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo romanzo, cosa diresti?

Ognuno, nel corso della sua vita ha attraversato un periodo difficile. Il mulo è il simbolo della nostra tenacia che non ha mollato, nonostante le avversità.

  • Come mai hai scelto come protagonista un mulo? Che messaggio vuoi trasmettere al lettore con il tuo libro?

Il mulo è per ricordare, come detto, mio nonno materno. Lui era nel corpo degli alpini e il suo mulo avevo appunto il nome di Isolato. Questa è l’unica parte reale della storia, il resto è inventato, a parte il contesto storico. È un simbolo stoico, della caparbietà nel proseguire di testa propria, in un proprio ideale a cui daresti la vita per raggiungerlo.

  • Perché i lettori dovrebbero leggere il tuo romanzo?

Per riconoscersi forse, e dire: “Anche io con le mie forze mi batto in questo Mondo”, oppure per i più piccoli a imparare il valore della fiducia, dell’affetto e capire che solo sforzandosi e lottando si può perseguire un ideale, qualunque esso sia. Isolato, in fondo, almeno una volta nella vita, lo siamo stati tutti.
Isolato, in fondo, almeno una volta nella vita, lo siamo stati tutti.

  • E’ stato difficile arrivare alla pubblicazione?

Devo dire di no, cercavo una casa editrice da mesi ma nessuna mi convinceva, poi ho incontrato la sorella di un mio collega, autrice anche lei alla PAV Edizioni. Pertanto, ho poi mandato lo scritto e, fortunatamente è piaciuto.

  • Io scrivo perché…

Mi sta fare bene e mi piace farlo, facendomi sentire più vivo. Penso che tutto questo sia più che sufficiente per continuare e non smettere più.

  • Una citazione del tuo libro…

Ce ne sono tante che vorrei segnalare. Ma scelgo questa, penso che possa far capire bene il sentimento provato dal mulo nei confronti della solitudine e della fiducia, tanto difficile da ottenere, quanto facile da perdere:

“Fu in questo modo che riaffiorò in me il piacere di poter contare su qualcuno e, questa volta, provai io un sentimento di vergogna per quanto ci fosse voluto ai miei occhi per trafiggere la spessa nebbia che le esperienze passate avevano interposto tra me e la buona fede del ragazzo. Riscoprii la mia anima più leggera, capace di volteggiare alta e fiera nel cielo e, di conseguenza, mi sentii più libero e sollevato”.

Grazie Marco e in bocca al lupo!

Il libro dell’autore

Sinossi

Isolato è un mulo testardo. Come tutti i muli, del resto. Orfano dalla nascita, la solitudine è l’unica figura che l’accompagna fino a quando non conosce il padrone, un uomo dal “buffo cappello in testa da cui spiccava una piuma marrone bella dritta”. Assieme, affiorano in lui tutti quei sentimenti negati dal fato e, in breve tempo, diventa l’unica vera persona su cui poter contare.

Scoprendo il calore della fiducia, però, si rende conto anche di quanto sia facile perderla. E in quel momento, di nuovo solo, decide di reagire.

Durante il suo percorso, tra alti e bassi, si imbatte in un ragazzino, a prima vista molto diverso dal padrone. Ma sarà poi davvero così?

Un racconto personale di un mulo, della sua solitudine e della sua battaglia; tra sofferenze, ricordi e piccoli momenti di felicità, questo cammino tra le montagne alpine in tempo di guerra lo porterà a farsi delle domande e a capire che l’aiuto è qualcosa di spontaneo, perché, con la persona giusta al nostro fianco, l’esserci non dev’essere neanche chiesto. Qualunque sia il cammino, nessuno potrà mai farcela da solo.

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