Recensione “L’ uccello blu di Erzerum” di Ian Manook

Recensione “L’ uccello blu di Erzerum” di Ian Manook

“L’uccello blu di Erzerum”
Autore: Ian Manook
Traduzione di: Maurizio Ferrara
Casa Editrice: Fazi
data di pubblicazione: 21 Aprile 2022
pagine: 500
prezzo: 19.00 euro

Ian Manook, autore della trilogia di Yeruldelgger, racconta la storia della sua famiglia scampata al genocidio armeno in un’indimenticabile saga carica di umanità e dal grande afflato epico, sulla quale soffia, furioso, il vento della Storia.

1915, non lontano da Erzerum, nell’Armenia turca: Araxie ha dieci anni quando, sotto ai suoi occhi, tre predoni curdi uccidono la madre e feriscono la sorellina Haïganouch, che perde la vista. Salvate dai miliziani armeni, le due piccole vengono ospitate dai loro parenti, ma per breve tempo: comincia infatti la deportazione degli armeni che, a Erzerum come altrove, sono costretti a rinunciare ai loro beni e ad abbandonare la loro terra. Deportate nel deserto di Deir ez-Zor e condannate a una morte atroce, le bambine riescono a salvarsi grazie a una vecchia insegnante che le prende sotto la sua ala. Quando poi un medico le compra come schiave per la figlia, le priva della libertà ma permette loro di sfuggire a una fine ineluttabile. Ma la Storia le getta ancora una volta nel caos: separate e spinte verso due capi del mondo opposti, Araxie e Haïganouch sopravvivranno alle guerre e ai tradimenti di un secolo crudele? Troveranno finalmente la pace?

Muovendo dal racconto dell’infanzia della nonna, Manook tratteggia la tragica e appassionante odissea di due sorelle in fuga: uno struggente ritratto dei bambini della diaspora armena al quale fa da contorno una galleria di personaggi desiderosi di sottrarsi alla follia degli uomini.

«Una storia avventurosa e travolgente di sangue, di lacrime – di tante lacrime… – e di riscossa, terribile e dolcissima». Antonia Arslan

«Ricco di colpi di scena, questo romanzo mozzafiato ti riporta indietro nel tempo… Ian Manook dipinge un ritratto vivido e toccante della diaspora armena». «Le Courrier»

«Ian Manook firma il romanzo terribile e magnifico sui sopravvissuti al genocidio armeno. Da leggere assolutamente». «Valeurs actuelles»

«Un grande romanzo d’avventura che si unisce a una storia commovente». «Paris Match»

«Un romanzo affascinante dedicato al destino di due ragazze orfane». «La Croix»

<<I bambini non capiscono nulla della guerra. Preferiscono stuzzicare gli scarabei dorati, all’ombra azzurra degli eucalipti.>>


Nessuno dovrebbe comprendere l’orrore della guerra.
Un testo straziante, angosciante e agghiacciante che racconta la vera storia della guerra in Armenia e di tutti gli orrori che ha portato.
Scene di massacri terribili, nessuna pietà per nessun essere umano.


<<Quanto ha visto vostra figlia ha provocato qualcosa di più forte di uno spavento. In casi come il suo, si parla di “siderazione”.>>

In questo scenario di terrore sbucano due bambine, due sorelle, Araxie e Haiganouch che purtroppo rimarrà cieca. Vengono accolte da una famiglia ma anche lì non avranno più fortuna perché presto l’esercito priverà di ogni bene tutte le famiglie rendendo ancora più tragica la situazione. Vorrebbero lasciare l’Armenia ma come fanno senza soldi?!
Tutti gli armeni vengono presi e portati in un deserto, dove uno dopo l’altro li lasciano o morire di fame e stenti o effettuano delle esecuzioni di massa. Araxie e Haiganouch verrano salvate da questo massacro, ma diventeranno schiave.. cosa succederà poi alle due ragazze? La storia di queste due ragazze sarà un continuo susseguirsi di disavventure alternate a fortune, continui incontri di persone orribili e persone amorevoli. Araxie e Haiganouch verranno separate ma rimarranno sempre uniti da un tatuaggio sulla mano, l’uccello blu di Erzerum.

Un libro davvero intenso e carico di emozioni forti che ti logorano dentro, leggendolo ho provato rabbia, odio, paura e orrore e questo porta a una sofferenza ad ogni riga che si legge.
Un testo forte, dalle tematiche importanti e purtroppo tutto vero. Tutta il libro è basato su fatti realmente avvenuti e questo lo rende ancora più emozionante e forte.
Proprio per tutti questi motivi è stato davvero straziante leggerlo, ho fatto davvero fatica, forse anche perché non sono abituata a leggere temi del genere, comunque dopo poche pagine sentivo proprio la necessità di staccarmi, non per lo stile di scrittura estremamente fluido, ma proprio per la sofferenza e le difficoltà che hanno dovuto affrontare queste due bambine ad ogni pagina, anzi ad ogni riga.
È sicuramente un testo che consiglio a chi ha voglia di leggere qualcosa che tratti temi più profondi e intensi.

“Nonostante il sole
Ogni cosa è nera
Il giorno è uguale
Al buio della sera.”



E’ un genere a cui non mi ero ancora approcciata, mi è piaciuto e mi ha emozionata davvero tanto.
Francesca

Ringrazio la Casa Editrice per la collaborazione

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