“Nel bene e nel male” di Samantha Downing

“Nel bene e nel male” di Samantha Downing

Disponibile dal 3 Marzo 2022

Alla Belmond Academy, una prestigiosa scuola privata dove ogni anno si diplomano studenti eccellenti, si nascondono dei segreti. Durante un ricevimento per celebrare un anniversario accademico, una donna si accascia a terra in preda a terribili convulsioni. A nulla valgono le numerose chiamate ai soccorsi: la morte è fulminea e proietta un’ombra inquietante sul rinomato istituto. Possibile che sia stata avvelenata? E perché? Le indagini della polizia si dimostrano fin da subito inefficaci: la Belmond Academy non è solo una fucina che plasma le menti dei futuri leader di domani: le famiglie che scelgono di iscrivere qui i propri figli sono tra le più ricche e influenti del Paese. E le pressioni sul corpo docenti per tutelare il rendimento accademico degli studenti sono all’ordine del giorno… Teddy Crutcher ha vinto il titolo di “professore dell’anno” e intende mantenerlo. Non importa se a volte i suoi metodi vengono ritenuti troppo rigidi. Per lui è essenziale tenere alta la reputazione della scuola, non c’è tempo per occuparsi di un omicidio, per di più ancora da dimostrare. Tutto quello che non riguarda il rendimento scolastico può aspettare. Perché per raggiungere l’eccellenza nessun prezzo è troppo alto.

Prima parte

1

L’arroganza ha un odore particolare. Pungente, amaro. Quasi brutale.

Teddy lo sente arrivare.

Si insinua attraverso la porta insieme a James Ward. Esala dai suoi pori, infettando il completo che indossa, le scarpe tirate a lucido e i denti ridicolmente bianchi.

«Mi scuso per il ritardo», dice James porgendogli la mano.

«Non c’è problema», risponde Teddy. «Non tutti possono essere puntuali».

Il sorriso di James svanisce. «A volte è inevitabile».

«Certo».

James si siede a uno dei banchi degli studenti. Normalmente Teddy prenderebbe posto accanto al genitore, ma oggi si siede alla cattedra, di fronte alla classe. Alle sue spalle, James scorge il premio appeso alla parete: la targa di “insegnante dell’anno” che gli è stata assegnata la settimana scorsa.

«Ha detto che voleva parlarmi di Zach», dice Teddy.

«Volevo discutere con lei la sua tesina di metà trimestre».

Il saggio di Zach è sulla scrivania di Teddy – Daisy Buchanan del Grande Gatsby: lei ne valeva la pena? – insieme alle annotazioni di Teddy, che alza gli occhi su James. «Un argomento interessante».

«Gli ha dato B più».

«Sì, esatto».

James fa un sorrisino. «Teddy». Non professor Crutcher, come lo chiamano tutti gli altri, e nemmeno Theodore. Soltanto Teddy, come se fossero amici. «Sa bene quanto sono importanti per il college i voti del terzo anno delle superiori».

«Certo».

«E Zach è uno studente da A».

«Lo capisco».

«Ho letto il suo saggio», dice James, appoggiandosi allo schienale della sedia e preparandosi a una lunga discussione. «È scritto molto bene e rivela una grande creatività. Zach si è impegnato a fondo per affrontare un argomento che non era mai stato trattato prima. Voleva trovare un approccio diverso a un libro su cui si è scritto ad infinitum».

Ad infinitum. Le parole rimangono sospese nell’aria, oscillando come un pendolo.

«È vero», annuisce Teddy.

«Eppure lei gli ha dato soltanto B più».

«Zach ha scritto un buon saggio, e i buoni saggi sono valutati B. La A è riservata alle tesine eccezionali». Teddy prende le sue annotazioni e le porge a James. «Guardi pure le mie valutazioni.

Grammatica, struttura, argomentazioni… qui c’è tutto».

James deve alzarsi per prendere i fogli e Teddy lo fissa sorridendo tra sé. Poi incrocia le mani e continua a guardarlo.

Appena James comincia a leggere, il suo telefono si mette a squillare. Lo tira fuori dalla tasca, solleva un dito dicendo a Teddy di aspettare, poi si alza ed esce dall’aula per rispondere alla chiamata.

Teddy rimane solo e pensa al tempo che sta sprecando.

Era stato James a chiedergli quell’incontro, specificando che doveva essere la sera, dopo il suo orario di lavoro. Con i genitori è spesso così.

Teddy fissa il cellulare contando i minuti che passano e chiedendosi cosa farebbe James se lui si alzasse e se ne andasse passandogli davanti.

È davvero un peccato che non possa andarsene.

Se lo facesse, James chiamerebbe il preside, il quale a sua volta chiamerebbe Teddy per ricordargli che è grazie alle rette pagate dai genitori che lui può avere lo stipendio. La Belmont non è una scuola pubblica.

Non che potrebbero licenziarlo, visto che è stato nominato insegnante dell’anno appena sei mesi fa, ma sarebbe comunque un fastidio che preferirebbe evitare, al momento.

Così rimane seduto e conta i minuti fissando il muro.

L’aula è spoglia e ordinata. Sulla scrivania di Teddy ci sono soltanto il saggio di Zach, una penna e un laptop. Alle pareti nessun poster, nessun calendario, soltanto il recente premio vinto da lui.

La Belmont Academy è una vecchia scuola, con pannelli scuri, solide porte e i pavimenti originali in legno. L’unica aggiunta moderna sono gli armadietti vicino alla porta dove gli studenti lasciano i cellulari prima delle lezioni. Un’idea per la quale Teddy si era battuto finché il consiglio non l’aveva approvata, e adesso gli altri insegnanti gliene sono grati.

Prima che fossero installati quegli armadietti, gli studenti armeggiavano instancabilmente con i cellulari in classe. E una volta, parecchi anni prima, lui l’aveva strappato di mano a un ragazzo e il telefono si era rotto. Era stata una lezione molto costosa.

Sono passati cinque minuti da quando James è uscito. Teddy comincia a strapparsi le cuticole. Un’abitudine che aveva preso alle superiori e della quale nel corso degli anni era riuscito a liberarsi finché, l’estate scorsa, non ha ricominciato. È una cosa che detesta, ma non riesce a farne a meno.

Il tempo continua a passare.

Se avesse un dollaro per ogni minuto che James e gli altri genitori l’hanno fatto aspettare, a questo punto non avrebbe più bisogno di insegnare. Non dovrebbe più fare nulla.

Trascorrono undici minuti prima che James rientri nella stanza.

«Chiedo scusa. Stavo aspettando quella chiamata».

«Va bene», dice Teddy. «Ci sono persone che non riescono proprio a sconnettersi»

«A volte non è possibile».

«Certo».

James si siede alla scrivania e dice: «Lasci che glielo chieda esplicitamente, c’è qualcosa che possiamo fare per il saggio di Zach?»

«Mi sta chiedendo di cambiare la mia valutazione?»

«Be’, penso che meritasse una A. A meno, magari, ma pur sempre una A».

«Capisco cosa intende dire. E capisco anche la sua preoccupazione per Zach e per il suo futuro», risponde Teddy. «Ma si rende conto di cosa succederebbe se modificassi la mia valutazione? Si rende conto di quanto sarebbe ingiusto, non solo per gli altri studenti, ma anche per la scuola? Se ci mettessimo a valutare i compiti secondo le opinioni dei genitori anziché quelle degli insegnanti, che senso avrebbe il nostro lavoro? Non ci sarebbe modo di sapere se i nostri studenti stanno facendo progressi e mettendo a frutto quello che gli stiamo insegnando. E questo, signor Ward, è il fondamento stesso della nostra scuola». Teddy fa una pausa, godendosi l’espressione sgomenta di James, che ora non è più così arrogante. «Quindi non modificherò il voto del compito di suo figlio mettendo a repentaglio l’integrità di questa scuola».

Il silenzio nell’aula è spezzato soltanto dalla lancetta dell’orologio che avanza di un minuto con un sonoro ticchettio.

James si schiarisce la gola. «Le chiedo scusa. Non intendevo suggerirle questo».

«Accetto le sue scuse».

Ma James non ha ancora finito. È sempre così, con i genitori.

«Magari Zach potrebbe compensare leggendo un secondo libro e scrivendo un altro saggio?».

Teddy si guarda le mani riflettendo sulla proposta. La cuticola dell’indice è già frastagliata, e siamo soltanto a metà trimestre.

«Forse», dice alla fine. «Mi lasci un po’ di tempo per pensarci».

«È l’unica cosa che le chiedo. Apprezzo molto il suo interessamento. Anche a nome di Zach».

Zach è un piccolo bastardo autocompiaciuto che non apprezza nulla e nessuno tranne sé stesso. È per questo che non ha avuto una A.

Il suo saggio era buono. Dannatamente buono, in realtà. E se Zach fosse una persona migliore, anche il suo voto sarebbe migliore.

foto presa dal web

Samantha Downing vive a New Orleans, dove si dedica alla scrittura a tempo pieno. La Newton Compton ha pubblicato Il matrimonio dei segreti, il suo straordinario esordio che diventerà presto un film, Non uccidere domani Nel bene e nel male. I suoi libri sono pubblicati in 31 Paesi. Per saperne di più: www.samanthadowning.com

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