
Il falsario di Auschwitz
Autore: Paul Schiernecker
Casa Editrice: Newton Compton
Traduzione di: Micol Cerato e Giulia Zappaterra
data di pubblicazione: 14 gennaio 2025
Genere: storico
pagine: 352
TRAMA
Una toccante storia basata su eventi reali
Georg Gottlieb, sopravvissuto all’Olocausto grazie all’amore per sua moglie e alla speranza di rivederla.
Quando si innamora della bellissima comunista Rose, il giovane tipografo ebreo Georg comincia a falsificare documenti ufficiali per aiutarla. In una Praga occupata dai nazisti e sempre più cupa, il loro amore tiene accesa la speranza di entrambi. Fino a quando la Storia non irrompe, inesorabile, a sconvolgere tutto. Arrestati e separati ad Auschwitz, Georg e Rose si promettono che ogni giorno, alle otto di sera, penseranno l’uno all’altra. Usando la sua abilità di falsario per aiutare gli altri detenuti, Georg ottiene favori e informazioni su Rose. Quando scopre che si trova a Birkenau, riesce nell’impresa impossibile di falsificare il tatuaggio sul suo braccio pur di ricongiungersi a lei. Ma non appena i due sposi si rivedono, Georg viene prelevato dalle guardie: il suo talento non è passato inosservato, e adesso i nazisti vogliono utilizzarlo a proprio vantaggio per un’operazione segreta…
Per rivedere la sua Rose ha falsificato perfino il tatuaggiosul suo braccio. Ma un talento come il suo non passa inosservato, e i nazisti non hanno intenzione di lasciarselo scappare…
RECENSIONE

” E’ facile guardare alla nostra vita insieme come a una storia tutta rose e fiori, perchè così è stata, con il mio fiore, la mia Rose Izelis”
Il romanzo Il falsario di Auschwitz di Paul Schiernecker è un’opera intensa e profondamente toccante, ispirata a una storia vera, che racconta una delle pagine più drammatiche della storia attraverso lo sguardo di un uomo capace di resistere all’orrore grazie all’amore e alla speranza.
Il protagonista, Georg Gottlieb, è un giovane tipografo ebreo che scopre il proprio talento nella falsificazione di documenti per aiutare la donna che ama, Rose, una coraggiosa militante comunista. Nella Praga occupata dai nazisti, il loro legame diventa un rifugio emotivo in un contesto sempre più oscuro. Quando entrambi vengono deportati ad Auschwitz e separati, il loro amore si trasforma in una promessa quotidiana: pensarsi ogni sera, alle otto, come gesto di resistenza interiore.
” Davanti a noi, recinzioni e sentinelle, soldati e prigionieri, poi baracche a non finire. In lontananza, un camino sputava nell’atmosfera un fumo nero, tossico e orribile.”(…)
Eravamo ad Auschwitz. I soldati non lo annunciarono. Non c’ erano cartelli. Lo sapevamo e basta…”
All’interno del campo di concentramento, Georg utilizza la sua abilità per sopravvivere e per aiutare gli altri prigionieri, mettendo continuamente a rischio la propria vita. Uno degli episodi più emblematici del romanzo è la falsificazione del tatuaggio sul proprio braccio, un atto estremo e simbolico che testimonia fino a che punto l’amore possa diventare forza vitale anche nelle condizioni più disumane.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è il modo in cui l’autore racconta la resilienza del protagonista. Nonostante la brutalità del contesto, Georg non perde mai completamente la speranza, riuscendo a conservare uno spazio interiore per i sentimenti, gli affetti e la solidarietà. La narrazione è carica di emozioni forti e situazioni drammatiche, ma evita il rischio di indulgere in un racconto puramente doloroso. Al contrario, lascia emergere piccoli momenti di umanità, gesti di gentilezza e legami che restituiscono dignità ai personaggi.
“Ero passato dal falsificare documenti per la lotta contro i nazisti all’essere loro prigioniero e produrre falsi per il loro sforzo bellico; la mia vita era al di là della parodia. L’ironia della situazione non mi sfuggiva”
Il falsario di Auschwitz è un romanzo che colpisce non solo per la forza della storia, ma anche per il messaggio di coraggio e determinazione che trasmette. È una lettura consigliata a chi ama i racconti basati su eventi reali, ma anche a chi cerca un libro capace di emozionare e far riflettere. Attraverso la vicenda di Georg e Rose, il lettore è invitato a comprendere meglio un periodo storico drammatico e, al tempo stesso, ad apprezzare la straordinaria forza di chi non si è arreso.

Un romanzo da leggere perché riesce a raccontare una delle tragedie più grandi della storia con delicatezza, profondità ed emozione. Non si limita a descrivere l’orrore dei campi di concentramento, ma mette al centro l’essere umano, i suoi sentimenti, le sue paure e soprattutto la sua capacità di resistere anche nelle situazioni più estreme.
Lo consiglio innanzitutto per la forza della storia, ispirata a eventi reali, che rende la lettura ancora più coinvolgente e significativa. La vicenda di Georg e Rose dimostra come l’amore, la speranza e il coraggio possano diventare strumenti di sopravvivenza, capaci di dare senso anche nei momenti più bui.
“Dopo tanto tempo, essere costretto alla sola compagnia di me stesso e ritrovarmi in balìa della mia volontà era strano. Mi ero abituato ad avere intorno i movimenti, i suoni e gli odori di altre persone. Nonostante i cigolii e brontolii della locomotiva, sentivo il bisogno di rumori umani.”
È un libro che emoziona senza essere mai retorico. L’autore riesce a trovare un equilibrio tra il racconto della sofferenza e la valorizzazione dei piccoli gesti di umanità, evitando di trasformare il dolore in spettacolo. Questo rende la narrazione autentica e rispettosa.
È una lettura che lascia domande, invita alla riflessione e aiuta a non dimenticare.
Un romanzo scorrevole e ben scritto, adatto sia a chi ama le storie vere sia a chi cerca un libro capace di toccare il cuore e la mente. Non è solo una testimonianza del passato, ma un messaggio sul valore della vita e sulla forza dell’amore.
Ringrazio la Casa Editrice per la collaborazione
