Benvenuti sulle pagine di librichepassione.it. Oggi ho il piacere di incontrare Sonia Milan, che torna in libreria con il nuovo romanzo La sorella prediletta, pubblicato da Garzanti.

Il libro intreccia storia, memoria e destino, seguendo le vicende di due sorelle, Estelle e Olympia, tra Parigi degli anni Venti, la guerra civile spagnola e una misteriosa vicenda letteraria che riemerge decenni dopo a Roma. Un romanzo che parla di legami familiari, segreti e amore assoluto, capace di attraversare il tempo.
Ciao Sonia, grazie per aver accettato il mio invito e benvenuta a “Due chiacchiere con lo scrittore”, parliamo del tuo nuovo romanzo “La sorella prediletta”
Da dove nasce l’idea di La sorella prediletta?
L’ispirazione iniziale me l’ha data la misteriosa malattia del sonno, l’encefalite letargica degli anni Venti. Durante la lettura dei testi di Oliver Sacks, hanno preso vita i primi personaggi: Paul Baker e Anthony Cardosi, a cui si sono aggiunti via via tutti gli altri. Nella mia testa ho immaginato quest’uomo americano, che si risveglia da un sonno lungo più di quarant’anni e inizia a scrivere con frenesia un romanzo d’amore struggente, ambientato nella Parigi di Sylvia Beach, di Hemingway, Joyce e tanti altri.
Le due sorelle, Estelle e Olympia, sono profondamente diverse. Quanto è stato importante costruire questa opposizione?
È stato importante per delineare l’introspezione psicologica dei personaggi. Se da un lato nasciamo con una nostra indole ben precisa, dall’altro le influenze esterne e le aspettative familiari giocano un ruolo determinante nello sviluppo emotivo di un individuo. Olympia, pur essendo la figlia maggiore per soli pochi anni di differenza, ha dovuto sostenere fin da bambina un ruolo materno nei confronti di Estelle, che invece ha potuto concedersi il lusso dell’impulsività e della leggerezza giovanile. Olympia è la ragazza assennata, studiosa e responsabile che ha sempre dovuto soffocare la sua fragilità e i suoi sentimenti e porterà con sé nell’età adulta questo fardello, che sarà la sua caratterizzazione.
Nel romanzo si intrecciano anche eventi storici molto forti, come la Parigi degli anni Venti e la guerra civile spagnola. Perché questa scelta?
La Parigi degli anni Venti e della Lost Generation ha un fascino e un potenziale narrativo incredibile, inoltre, mi forniva un buon collegamento con gli Stati Uniti per il discorso dell’encefalite letargica e per arrivare all’ospedale a lunga degenza di New York dove operava Oliver Sacks.
Ho inserito Olympia come corrispondente di guerra nella guerra civile spagnola per raccontare qualcosa di quel periodo e soprattutto per ricordare le figure di alcune donne eccezionali come Martha Gellhorn e Dolores Ibàrruri. Qui entra poi in scena Miguel Pascual, che è uno dei personaggi che ho amato di più.
Il tema del “romanzo misterioso” e del possibile plagio è molto intrigante. Da dove nasce?
È stato il fulcro attorno a cui si è strutturata la narrazione: un uomo americano si risveglia dall’oblio e comincia a scrivere un romanzo già scritto in Francia. Il romanzo ruota su questi elementi: scoprire come sia potuto accadere questo plagio e nel contempo ricostruire le vicende di queste due sorelle, attraversare le epoche, raccontare fatti e persone realmente esistite.
Al centro del libro c’è il concetto di amore tra sorelle, ma anche di sacrificio. Qual è il messaggio che spera arrivi ai lettori?
Ci sono tante possibili chiavi di lettura per interpretare questo rapporto tra sorelle, che si protrarrà nel tempo, nonostante la separazione fisica, perché Olympia dentro di sé rimarrà per sempre la custode di Estelle. Parlerei di devozione, di senso del dovere unito al senso di colpa, più che di sacrificio. Olympia, come accade a molte donne, si sente responsabile del benessere dei propri cari e vorrebbe tenere tutto sotto controllo per proteggerli da qualsiasi dolore, ma ciò non è possibile.
La sorella prediletta arriva dopo il successo de La primogenita. Ha sentito pressione nel secondo romanzo?
Avevo iniziato a scrivere questo romanzo già prima che fosse pubblicato La Primogenita, per cui durante la stesura non ho sentito la pressione, la storia era già ben avviata e la ritenevo perfino migliore della precedente. Adesso che La Sorella Prediletta è stato pubblicato, invece, sono molto più in fibrillazione, perché mi rendo conto che il secondo romanzo è una prova di rinnovata fiducia con il lettore, di cui non vorresti mai deludere le aspettative.
Se dovesse descrivere il libro in tre parole?
Amore – Ricerca – Mistero
Grazie per la disponibilità e per averci accompagnato dentro il mondo intenso e stratificato di La sorella prediletta

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