
“La bellezza è il dono supremo che la natura ha profuso su di noi”
Louis Comfort Tiffany
Il mio primo incontro con una lampada Tiffany avvenne circa otto anni fa.
Passeggiavo e passando davanti a un negozio di antiquariato, la vidi: una lampada dai piccoli vetri colorati, capace di catturare lo sguardo con le sue mille sfumature. Come spesso accade a noi donne davanti a qualcosa che ci conquista al primo sguardo, me ne innamorai immediatamente.
La guardai, la riguardai… ma uscii dal negozio senza comprarla.
Cammina cammina, però, quella lampada continuava a tornarmi in mente. Avevo già deciso dove l’avrei messa, in quale angolo della casa avrebbe trovato il suo posto e, soprattutto, continuavo a vederla davanti ai miei occhi.
Alla fine tornai indietro e la acquistai.
E quella che doveva essere una sola lampada, con il passare degli anni, è diventata cinque.
E chissà che non ne arrivino altre!
Per questo, quando una mattina mio marito mi ha proposto il nostro solito giretto in libreria, non avrei mai immaginato che sarei tornata a casa con un libro che sembrava aspettare proprio me.
Di libri ne ho tantissimi ancora da leggere, ma ogni volta che entro in libreria succede qualcosa: c’è sempre quel titolo che riesce a conquistarmi e che, inevitabilmente, finisce tra le mie mani.
Questa volta è successo con Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland, pubblicato in Italia da Neri Pozza nel 2010.
E allora mi sono posta una domanda: avrei davvero potuto lasciare lì un’unica copia di un libro che parlava delle lampade Tiffany, avendone già cinque a casa?
Assolutamente no.
Dovevo saperne di più.
Dovevo scoprire cosa ci fosse dietro quelle lampade che da anni amo tanto, quei piccoli frammenti di vetro colorato che, una volta illuminati, sembrano trasformare la luce in qualcosa di vivo.
Ed è così che ho incontrato Clara Driscoll.

foto presa dal web
“<< Abituatevi a riconoscere la bellezza in ogni momento in ogni giorno della vostra vita>> ci esortò << Che i vostri occhi siano sempre pronti a cogliere la grazia di una forma, l’ eccitazione di un colore>>
Susan Vreeland ci porta nella New York di fine Ottocento e inizio Novecento, all’interno della Tiffany Glass & Decorating Company, il mondo creato da Louis Comfort Tiffany, artista, designer e uomo profondamente affascinato dal vetro e dalle arti decorative.
Tiffany non era soltanto legato alla celebre gioielleria. Il suo universo artistico comprendeva infatti vetrate, oggetti decorativi, vasi, candelabri e, naturalmente, le famosissime lampade dai paralumi composti da innumerevoli pezzi di vetro colorato.
Ma dietro quelle opere meravigliose c’erano anche tante donne.

foto presa dal web
Erano le Tiffany Girls, le ragazze che lavoravano nel laboratorio, impegnate a selezionare e assemblare i vetri, a seguire i disegni e a trasformare le idee artistiche in oggetti reali.
Tra loro c’è Clara Wolcott Driscoll, la protagonista del romanzo.
Clara è una giovane donna intelligente, determinata e dotata di un talento artistico che non vuole rimanere nell’ombra. Il romanzo segue la sua vita, il suo lavoro e le sue relazioni, ma soprattutto racconta la sua ricerca di indipendenza in un’epoca in cui per una donna affermarsi professionalmente non era affatto semplice.
La storia di Clara è particolarmente interessante anche perché, nella realtà, le sono stati attribuiti i disegni di alcune delle lampade Tiffany più celebri.
L’ autrice parte da questa figura realmente esistita e costruisce intorno a lei un romanzo storico che intreccia arte, lavoro, amore e emancipazione femminile.
La parte che ho amato maggiormente è stata proprio quella legata alla nascita delle lampade.
Leggendo il romanzo ho iniziato a guardare le mie cinque lampade con occhi diversi.
Prima vedevo la bellezza del risultato finale: i colori, le forme, la luce che attraversa il vetro.
Ora penso anche al lavoro che c’è dietro.
Ogni piccolo pezzo di vetro deve trovare il proprio posto, ogni colore deve dialogare con quello accanto e ogni forma deve contribuire a creare l’immagine complessiva.
Quello che sembra semplicemente un bellissimo oggetto decorativo diventa così il risultato di creatività, precisione, pazienza e tantissimo lavoro.
<< La riuscita di una vetrata è nelle mani di chi sceglie il vetro>> (…)
<< Può bastare un solo pezzo sbagliato, nel colore o nella grana, oppure che non possieda il giusto grado di opacità o trasparenza, a rovinare una vetrata. Tenetelo a mente: la disarmonia salta subito all’occhio.>>”
Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del romanzo: Susan Vreeland ci permette di guardare le lampade Tiffany non più soltanto come oggetti preziosi, ma come opere d’arte e, soprattutto, come il frutto del talento di persone che per molto tempo sono rimaste nell’ombra.

” Per la prima volta mi veniva affidata la creazione di un oggetto. Finalmente avrei potuto lavorare a qualcosa che avevo concepito io: Era il coronamento di un sogno!”
Clara non è sola.
Accanto a lei ci sono le altre Tiffany Girls, donne molto diverse tra loro, con personalità, sogni e aspirazioni differenti. Nel laboratorio condividono il lavoro, la creatività e anche le difficoltà di essere donne che cercano di costruirsi una propria identità professionale.
Ed è qui che il romanzo diventa qualcosa di più della storia di una lampada.
È la storia di una donna che vuole essere riconosciuta per il proprio talento.
Una donna che ama il proprio lavoro e che, nello stesso tempo, deve fare i conti con le convenzioni sociali, con l’amore, con il matrimonio e con le scelte che una donna dell’epoca era costretta a compiere.
L’ autrice riesce così a raccontare, attraverso Clara, un periodo di grandi trasformazioni: una New York in fermento, l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro e le prime battaglie per una maggiore indipendenza.
Una ragazza da Tiffany non è soltanto un romanzo sull’arte.
È anche un romanzo sulle scelte.
Clara si trova spesso davanti alla necessità di scegliere tra ciò che desidera e ciò che la società si aspetta da lei. Il suo lavoro rappresenta molto più di un semplice impiego: è il luogo in cui può esprimere se stessa, il proprio talento e la propria creatività.
E proprio per questo il rapporto con Louis Comfort Tiffany è interessante e complesso.
Da una parte c’è l’artista affermato, l’uomo che ha creato un mondo straordinario; dall’altra ci sono le donne che, con il loro lavoro e la loro creatività, contribuiscono concretamente a trasformare quelle idee in opere d’arte.
Vreeland sceglie di spostare quindi lo sguardo dall’uomo famoso alle donne che lavoravano al suo fianco. Una scelta che permette di riportare alla luce una figura femminile che rischiava di essere dimenticata.
Ho trovato molto bello il modo in cui l’autrice riesce a unire la storia dell’arte con quella delle persone.
È un romanzo che richiede un po’ di pazienza: non è una lettura tutta azione e colpi di scena, perché l’autrice dedica molto spazio alla vita quotidiana, al lavoro nel laboratorio, alle relazioni tra i personaggi e all’atmosfera della New York dell’epoca.
Ma proprio questa lentezza permette di entrare gradualmente nel mondo di Clara e delle Tiffany Girls.
E, nel mio caso, c’è stato anche qualcosa di molto particolare.
Dopo aver letto questo libro, quando accendo una delle mie lampade Tiffany, non vedo più soltanto una bella lampada.
Penso alle mani che hanno lavorato quei vetri, alle donne che hanno trasformato piccoli frammenti colorati in fiori, libellule, farfalle e motivi ispirati alla natura.
E penso a Clara.
Forse è questo il regalo più bello che può fare un romanzo storico: prendere qualcosa che conosciamo già e insegnarci a guardarlo con occhi nuovi.
Perché adesso, oltre alla loro luce, conosco anche una parte della storia che si nasconde dietro quei vetri colorati.
Una storia di arte, talento, donne e libertà.

“L’ amore sfrenato che nutrivo per i fiori era intenso quanto la gioia che provavo nel creare una nuova lampada.”
Perché leggerlo?
Perché dietro una lampada Tiffany, così bella e riconoscibile, si nasconde una storia fatta di creatività, passione e talento, ma soprattutto di donne.
Perché Susan Vreeland ci porta dentro il mondo di Clara Driscoll e delle Tiffany Girls, facendoci conoscere il lavoro e le aspirazioni di donne che hanno contribuito a creare vere e proprie opere d’arte in vetro.
È una lettura consigliata a chi ama i romanzi storici, le storie al femminile e il mondo dell’arte, ma anche a chi, come me, si è lasciato conquistare almeno una volta dalla magia di una lampada Tiffany.
Dopo aver letto questo libro, forse anche voi, guardando una di quelle meravigliose lampade illuminate, vi chiederete: chi ha creato tutta questa bellezza?
Buona lettura!


“Una ragazza da Tiffany”
Autrice: Susan Vreeland
Traduzione di: Massimo Ortelio
Casa Editrice: Neri Pozza
data di pubblicazione: 11 novembre 2010
genere: romanzo storico
pagine: 504
TRAMA DEL LIBRO
Nel 1892, a Manhattan, un’elaborata insegna in bronzo fa bella mostra di sé. Tiffany Glass & Decorating Company declama la scritta che campeggia sopra una solida porta di vetro molato. Oltre quella porta, si schiude un grande salone con enormi vetrate appese al soffitto e imponenti mosaici poggiati alle pareti. E poi vasi dalle linee morbide, pendole, candelabri Art Nouveau, lampade con paralumi di vetro soffiato in mille splendidi colori. È il regno di Louis Comfort Tiffany, pittore di quadri orientalisti raffiguranti minareti, moschee e beduini, secondo il gusto del tempo. La Tiffany Glass & Decorating Company è, tuttavia, anche il regno delle Tiffany girls, le ragazze di Tiffany, come sono chiamate a Manhattan le donne che l’artista ha riunito attorno a sé. Vi è Wilhelmina, impertinente diciassettenne dall’alta statura, Mary diciottenne dai capelli rossi, Cornelia, riservata e taciturna, Agnes, l’altera, la prima donna cui Tiffany ha accordato l’onore di dipingere i soggetti delle sue vetrate. E, infine, Clara Wolcott Driscoll. Giovane vedova in un laboratorio dove vige la regola, imposta dal padre di Louis, di impiegare solo fanciulle non maritate, Clara è l’artefice autentica delle creazioni Tiffany. “Una ragazza da Tiffany” è, soprattutto, la sua storia. Una storia in cui l’autrice non celebra soltanto un talento misconosciuto, ma illumina anche gli slanci, i desideri e le ambizioni di una giovane donna nella città americana pronta a tuffarsi nella grande avventura del Novecento.

