
” La dèpendance è il nostro posto speciale. Un angolo isolato del giardino, lontano dall’ edificio principale; un luogo pieno di segreti. Solo nostri. Nessuno scoprirà mai cosa succede davvero all’interno di questa graziosa casetta di legno bianco con il soffitto a volta e la porta a riquadri.”
Leggo di rado thriller, perché non è un genere che amo particolarmente. In estate, però, mi concedo volentieri il piacere di uscire un po’ dalla mia comfort zone e lasciarmi trasportare da una storia capace di tenermi compagnia nelle giornate più calde. Quest’anno niente ombrellone, niente montagne e nessun viaggio, per vari motivi, ma ho scoperto ancora una volta che esiste un modo meraviglioso per viaggiare senza preparare una valigia: aprire un libro.
E con La casa dell’estate ho viaggiato fino al North Norfolk, a Mead House, una grande casa di famiglia che custodisce ricordi, segreti e una tragedia che nessuno sembra essere riuscito davvero a lasciarsi alle spalle.
“Il primo fremito di paura mi stringe lo stomaco. Questo gioco è più oscuro di quelli che abbiamo fatto finora. Vorrei parlare, dirti che la corda mi fa male, che mi sta scavando nella carne, ma mi trattengo perchè temo di farti arrabbiare.”
Lana torna a Mead House dopo molti anni, costretta dalla morte della nonna Kitty a occuparsi della casa prima che venga venduta. Ma tornare significa anche fare i conti con un passato doloroso: diciassette anni prima, proprio nella dépendance della proprietà, sua sorella Camille era stata brutalmente assassinata. Per quell’omicidio un uomo è stato condannato e da allora la famiglia ha cercato, in qualche modo, di andare avanti.
Poi, però, Lana trova qualcosa che rischia di rimettere tutto in discussione: un diario segreto appartenuto a Camille.
Quelle pagine raccontano una parte della vita della ragazza che Lana non conosceva, fatta di segreti, incontri notturni e una relazione misteriosa. E improvvisamente anche un ricordo che Lana porta con sé da quasi vent’anni comincia a vacillare. Quella notte aveva davvero visto la persona che credeva di aver riconosciuto? E se si fosse sbagliata, chi sta pagando per un delitto che non ha commesso? Ma proprio quando il diario potrebbe aiutare a fare luce sulla verità, scompare.
Da quel momento Keri Beevis costruisce una storia fatta di dubbi, sospetti e continue domande, accompagnando il lettore dentro una vicenda in cui nulla sembra essere davvero come appare.

” Tornare in quella casa, passae tutto quel tempo nella stanza di sua sorella, non era stato facile.C’ erano moltissimi ricordi, belli e brutti.Forse stava perdendo il contatto con la realtà.”
Ho letteralmente divorato questo libro.
La storia mi ha tenuta incollata alle pagine al punto che continuavo a dirmi ancora un capitolo e, quando me ne accorgevo, ne avevo già letti diversi. La suspense cresce gradualmente e l’autrice è molto brava a disseminare indizi, dubbi e rivelazioni, facendo vacillare continuamente le certezze del lettore. Anche la memoria diventa quasi un personaggio della storia: possiamo davvero fidarci di ciò che ricordiamo? E quanto possono essere condizionati i nostri ricordi dal dolore, dalla paura e dal senso di colpa?
Ho apprezzato moltissimo anche l’ambientazione.
Il Norfolk, con Mead House e la sua atmosfera apparentemente tranquilla, è lo scenario perfetto per questa storia. E forse questo è uno degli aspetti che ho amato maggiormente: ritrovarmi ancora una volta in quell’Inghilterra che tanto amo, tra grandi case, giardini, paesaggi inglesi e luoghi che sembrano nascondere una storia dietro ogni porta. L’ambientazione non fa semplicemente da sfondo alla vicenda, ma contribuisce a creare quell’atmosfera di inquietudine che accompagna tutta la lettura.
Mi sono piaciuti anche i personaggi, soprattutto Lana, una protagonista che si ritrova costretta a mettere in discussione una convinzione che ha condizionato la sua vita per quasi vent’anni. Il suo ritorno a Mead House diventa così non soltanto un ritorno fisico, ma un viaggio doloroso dentro il proprio passato.
E poi c’è lo stile di Keri Beevis: scorrevole, diretto e capace di mantenere alta l’attenzione. È proprio questa fluidità, insieme ai continui interrogativi, a rendere il romanzo una lettura estremamente coinvolgente. Alcune recensioni internazionali hanno sottolineato proprio la capacità del libro di sorprendere e mantenere il lettore nel dubbio fino alla soluzione finale.
Personalmente, sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa lettura. Forse perché, non essendo una grande lettrice di thriller, non mi aspettavo che La casa dell’estate riuscisse a coinvolgermi così tanto.
E invece mi ha travolta.
Quest’estate non ho viaggiato fisicamente, ma ho attraversato luoghi, storie e vite diverse attraverso i libri che ho scelto di leggere. E La casa dell’estate è stato uno dei viaggi più veloci e coinvolgenti: sono arrivata nel Norfolk e, prima ancora di rendermene conto, ero già arrivata all’ultima pagina.
Se amate i thriller psicologici, le storie familiari piene di segreti, le atmosfere inglesi e quei romanzi che vi fanno continuare a leggere perché avete assolutamente bisogno di sapere come andrà a finire, questo libro non dovete assolutamente farvelo sfuggire.
RINGRAZIO LA CASA EDITRICE PER L’ OPPORTUNITA’ DI LETTURA
” Mead House aveva significato tanto per lei, ma era arrivato il momento di chiudere quel capitolo della sua vita. I ricordi delle persone che aveva amato sarebbero rimasti pe sempre con lei, ma voleva iniziare a vivere il presente e a costruire un futuro…”

“La casa dell’estate”
Autrice: Keri Beevis
Traduzione di: Roberta Zuppet
Casa Editrice: Piemme
Genere: Thriller
data di pubblicazione: 7 luglio 2026
pagine: 336
TRAMA
Lana non è tornata per scelta alla casa dell’estate, dopo tanti anni. È tornata perché nonna Kitty è morta cadendo dalle scale, e qualcuno deve svuotare la grande villa del Norfolk prima di metterla in vendita. Diciassette anni prima, in quella stessa casa, sua sorella Camille è stata trovata assassinata nella dépendance in giardino: legata a una sedia, il corpo martoriato. L’assassino, il fratello del suo primo amore, è in prigione. La famiglia si è dissolta. La storia è finita. Almeno, così credeva Lana. Poi, nascosto nell’armadio di Camille, spunta un secondo diario segreto. E le parole di sua sorella – una relazione segreta, un amante misterioso, incontri notturni proprio nella dépendance – cominciano a incrinare una certezza che Lana porta dentro di sé da quasi vent’anni: il fatto di aver visto proprio quella persona, la notte dell’omicidio, nel giardino buio. Se si è sbagliata, un innocente sta pagando per una colpa non sua. Se si è sbagliata, il vero assassino è ancora fuori. Ma il diario scompare prima che Lana possa portarlo alla polizia. La casa dell’estate è un thriller che gioca con la memoria e il senso di colpa, con i segreti che le famiglie seppelliscono e il modo in cui il passato torna sempre a reclamare ciò che gli spetta. Un capolavoro di suspense che tiene con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

