
“Il giardino di Elizabeth”
Autrice: Elizabeth Von Arnim
Traduzione di: Graziella Bianchi Baldizzone
Casa Editrice: Bollati Boringhieri
Genere: autobiografico
pagine: 149
data di pubblicazione: 7 giugno 20218
TRAMA DEL LIBRO
Sposata da cinque anni con il conte von Arnim, ben più anziano di lei e prussiano fino al midollo, Elizabeth abbandona la caotica Berlino per Nassenheide, enorme tenuta in Pomerania. Si innamora della pace, dell’isolamento del luogo: il tetro convento seicentesco viene ripristinato, come pure il vasto e derelitto giardino che lo circonda. Il libro, pubblicato anonimo nel 1898 (e con grande successo, tanto che le opere successive verranno firmate con la dicitura “Fautrice del Giardino di Elizabeth”), nasce in questa oasi, ed è profondamente legato alla vicenda biografica della giovane inglese trapiantata in Germania. Nel giardino (lo ammirerà estasiato E.M. Forster, insegnante privato a Nassenheide nel 1904) Elizabeth legge, sogna, prepara la sua carriera di scrittrice. Nella cura delle piante e dei fiori, nella maternità, nel trascorrere delle stagioni, nella fuga dalla distruttività dei rapporti sociali, Elizabeth sente autentica la determinazione a essere qualcosa di più di una buona moglie tedesca. La natura, come l’uomo, dev’essere libera. E, sotto le mentite e raffinate spoglie di un inno alla intensa bellezza della vegetazione, una donna più avanti del suo tempo ci parla di un modo estremamente moderno di vivere il conflitto tra libertà e oppressione.
RECENSIONE

” 7 maggio, Mi piace il mio giardino. Ci sto scrivendo proprio ora nell’incanto del tardo pomeriggio, con frequenti interruzioni dovute alle zanzare e alla tentazione di alzare gli occhi a contemplare tutto lo splendore delle foglie verdi novelle lavate mezz’ora fa da uno scroscio di pioggia gelida”
Il giardino di Elizabeth (Elizabeth and Her German Garden), pubblicato anonimamente nel 1898 da Elizabeth von Arnim riproposto da Bollati Boringhieri, è un romanzo che mantiene inalterato il suo fascino suggestivo e la sua sorprendente modernità.”. Attraverso una scrittura elegante, ironica e profondamente legata alla natura, il giardino diventa lo spazio in cui si intrecciano il desiderio di libertà, la ricerca di sé e una sottile critica alle convenzioni sociali.
Ispirato all’esperienza dell’autrice nella tenuta di Nassenheide, il libro va ben oltre l’autobiografia. L’autrice trasforma la propria vicenda personale in una riflessione sul rapporto con la natura e sulla conquista di un’indipendenza interiore in una società che assegna alle donne ruoli rigidamente definiti.
” Tutto ciò era qui, pace e felicità, e una vita ragionevole, eppure non mi era mai venuto in mente di venirci a vivere. Ripensadoci me ne stupisco, e non posso in alcun modo giustificare il ritardo con cui ho scoperto che qui, in questo angolo remoto, stava il mio paradiso.”
La protagonista osserva il susseguirsi delle stagioni, coltiva fiori, legge e si rifugia nella solitudine. Apparentemente accade poco, ma proprio questa quiete diventa il cuore del romanzo. Il giardino si trasforma in un luogo di libertà, dove sottrarsi ai doveri imposti e all’autorità del marito, chiamato con pungente ironia “l’Uomo della Collera”. L’umorismo di von Arnim, mai aggressivo ma sempre acuto, smaschera con leggerezza le convenzioni della società borghese.
” E’ il giardino il posto in cui vado a cercare rifugio e riparo, non la casa.”
Colpisce la modernità dello sguardo dell’autrice. Molto prima delle riflessioni di Virginia Woolf sulla necessità di uno spazio tutto per sé, Elizabeth rivendica nel giardino il diritto a pensare, leggere, contemplare e vivere secondo il proprio ritmo. La natura non è evasione, ma il luogo in cui costruire una diversa idea di libertà.
La prosa alterna osservazioni botaniche, pagine diaristiche e riflessioni esistenziali con una naturalezza che rende la lettura piacevole e intensa. Dietro la leggerezza dello stile si cela una critica sottile all’ipocrisia sociale e un invito a riconquistare il valore del tempo, del silenzio e della contemplazione.
La nuova edizione di Bollati Boringhieri restituisce ai lettori un piccolo classico che continua a parlare al presente. Il giardino di Elizabeth è un libro da leggere senza fretta, lasciandosi guidare dal ritmo delle stagioni e da una voce ironica, intelligente e sorprendentemente attuale. Perché, come suggerisce Elizabeth von Arnim, coltivare un giardino significa anche imparare a coltivare se stessi.
” Questo è il mese dei giorni che scorrono quieti, dei rampicanti che si colorano di rosso, e delle more; dei pomeriggi ricchi e dolci nel giardino che raggiunge la pienezza della maturazione; del tè sotto le acacie anzichè sotto i faggi troppo ombrosi ; del fuoco acceso in libreria nelle serate rigide.”
Lo consiglio a chi ama la narrativa classica capace di parlare al presente, agli appassionati di giardini e natura, ma soprattutto ai lettori che cercano romanzi intimi e ricchi di riflessioni. È una lettura ideale per chi ha apprezzato Virginia Woolf, Katherine Mansfield o Vita Sackville-West, e per chi desidera scoprire una voce femminile raffinata, intelligente e sorprendentemente moderna.

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