
“Le bambine di Roma”
Autrice: Emanula Fontana
Casa Editrice: Mondadori
Genere: romanzo storico
data di pubblicazione: 5 maggio 2025
pagine:451
TRAMA
La saga di Giulia e Selene: la storia di un’amicizia capace di sfidare il potere. Appassionante come L’amica geniale, ma ambientata nella Roma di Augusto.
Giulia e Selene non sono due bambine qualunque, nella Roma del I secolo avanti Cristo. La prima è l’unica figlia di Ottaviano Augusto, l’uomo che il popolo romano considera un Dio; la seconda è figlia dell’amore scandaloso tra Marco Antonio e Cleopatra. Quando la coppia, sconfitta da Ottaviano ad Azio, si toglie la vita, Selene e il suo fratello gemello vengono condotti a Roma e fatti sfilare come bottino di guerra nel corteo trionfale. È lì che Giulia vede Selene per la prima volta, e ne rimane profondamente colpita: i lunghi capelli scuri sciolti sulle spalle e il portamento fiero, nonostante a soli dieci anni abbia già perso tutto. Ottaviano, in un atto di clemenza, decide di accogliere i gemelli nella sua domus. E in quella dimora, già affollata di fratellastri e cugini di tutte le età, Giulia riesce a fare breccia nei silenzi di Selene, conquistando lentamente la sua fiducia. All’ombra dell’antico odio tra i padri, nasce un’amicizia inattesa e tenace, che cresce, cambia, si incrina e si ricuce continuamente. Sono diversissime in tutto: Selene ha ereditato il fascino della madre e ha un’indole malinconica e riflessiva; Giulia è impetuosa, capace di rivaleggiare coi maschi e di sfidare le regole. Intorno a loro, una vera e propria famiglia allargata percorsa da tensioni sotterranee, amori che non si possono dire – come quello tra Giulia e Iullo, l’unico figlio maschio di Antonio risparmiato da Ottaviano – e unioni dettate da logiche di potere, come il matrimonio a cui lei stessa verrà destinata per dare un erede a suo padre, l’Augusto. Fuori dalla domus, una Roma splendida che attraversa la sua “età dell’oro”, celebrata dai poeti e dalla propaganda, apparentemente in pace ma in realtà minacciata da intrighi e congiure. Alternando il racconto principale con il silenzio e la solitudine dell’esilio di Giulia a Ventotene, Le bambine di Roma segue le protagoniste fino alla soglia dell’età adulta, accompagnandole nei primi grandi mutamenti che sconvolgono e dividono le loro vite e i mondi – Occidente e Oriente – di cui sono figlie. Dopo la fortunata accoglienza ricevuta dal suo romanzo La correttrice, Emanuela Fontana ci sorprende con una narrazione dal respiro ampio, che attinge alle fonti classiche per raccontare una grande amicizia femminile legata a doppio filo con la Storia e insieme senza tempo, universale.
RECENSIONE

“Non possiamo fare altro che vivere con il cuore allargato, altrimenti la felicità non ha dimore, nè pianta i semi. Non si espande.
Bisogna allargare il cuore anche per contenere il dolore.
Solo da un cuore che lascia spazio può germinare la vita. Quando è piccolo, e chiuso, ogni fantasia muore di freddo.
E allora lo dilato, come un porto che accoglie navi e tempeste, grembo che sostiene il perso di bambini infiniti.”
Dopo il successo de La correttrice, Emanuela Fontana torna a raccontare la Storia con Le bambine di Roma, un romanzo che conduce il lettore nella Roma di Augusto attraverso una narrazione capace di coniugare rigore storico e intensità emotiva.
Protagoniste del romanzo sono Giulia, figlia dell’imperatore Ottaviano Augusto, e Selene, figlia di Cleopatra e Marco Antonio, sopravvissuta alla disfatta dei genitori dopo la battaglia di Azio. Due bambine che la Storia ha posto su fronti opposti, ma che il destino costringe a condividere lo stesso mondo. Da questo incontro prende forma una storia di formazione in cui l’amicizia diventa un rifugio, una possibilità di riscatto e uno spazio di libertà all’interno di un sistema dominato dalla politica e dal potere.
“<<Quando sei sola, e la solitudine ti soffoca, alza lo sguardo al cielo stellato. Solo così possiamo sentirci parte di un mondo più grande del nostro piccolo cuore afflitto>>”
Il rapporto tra Giulia e Selene rappresenta il cuore del romanzo. L’ autrice lo racconta con sensibilità, senza indulgere nella retorica, lasciandone emergere le inevitabili tensioni, le incomprensioni e la forza di un legame che cresce insieme alle protagoniste.
Tra le due figure, Giulia conquista immediatamente la scena. È impulsiva, curiosa, insofferente alle convenzioni, animata da un desiderio di libertà che la porta spesso a scontrarsi con il ruolo imposto dalla sua nascita. Attraverso di lei il romanzo riflette sul peso delle aspettative e sulla difficoltà di costruire una propria identità quando il futuro sembra già scritto.
Selene rappresenta invece la memoria della sconfitta e dell’esilio. Porta con sé il dolore della perdita, ma affronta il proprio destino con una compostezza che non rinuncia mai alla dignità. Il confronto continuo con Giulia mette in luce due modi diversi di reagire alla Storia, trasformando il loro legame in un dialogo profondo tra caratteri, esperienze e visioni del mondo.
“<< Mi prometti che noi non ci faremo mai la guerra come i nostri padri e come mio padre e tua madre?>>”
La ricostruzione storica è accurata, ma non appesantisce mai la lettura: al contrario, si integra con naturalezza nella vicenda, dando vita a una narrazione coinvolgente e ricca di sfumature. Dietro l’immagine luminosa della cosiddetta età dell’oro augustea emergono così le sue contraddizioni, soprattutto attraverso lo sguardo delle donne, spesso sacrificate alle esigenze del potere e della ragion di Stato.
Il romanzo è una riflessione sull’amicizia, sull’identità femminile e sulla ricerca di libertà in un mondo che tende a negarla. L’ autrice conferma ancora una volta la sua capacità di restituire la grande Storia attraverso le vicende di personaggi profondamente umani, offrendo un racconto intenso, ricco di emozioni e capace di lasciare il segno anche dopo l’ultima pagina.

” <<Sembra sempre che mi vuoi restituire qualcosa>> sussurra Selene. << Non puoi cancellare le colpe di tuo padre. Non sono le tue>>”
La figura di Giulia è la più riuscita e incisiva del romanzo e, tra tutti i personaggi, è quella che mi ha conquistata e coinvolta maggiormente. Fin dalle prime pagine colpisce per la sua indole ribelle e per il bisogno costante di libertà, che attraversa tutta la sua storia e la rende profondamente umana e credibile.
Figlia segnata da affetti complessi, dal distacco paterno, dall’esperienza dell’esilio e da numerose perdite, Giulia porta con sé un percorso di crescita lungo e tormentato, che si sviluppa dall’adolescenza fino all’età adulta. Anche il suo modo di vivere l’amore, sospeso tra slanci giovanili e consapevolezze sempre più mature, contribuisce a definirne la profondità e le contraddizioni.
Ne emerge una protagonista che, pur dentro i vincoli imposti dal suo ruolo e dal contesto storico, non smette mai di lottare per affermare la propria identità e la propria libertà, ed è proprio per questo che rimane il personaggio che più mi ha colpita e che ho sentito più vicino.
” << Ho cercato di proteggerti da quando ti ho conosciuta>>”
Le bambine di Roma è un romanzo che consiglio a chi ama la narrativa storica ben documentata ma al tempo stesso capace di dare spazio alla dimensione emotiva dei personaggi. È particolarmente adatto a chi è affascinato dalla Roma antica e dalle dinamiche del potere nell’età augustea, ma anche a chi cerca una storia che metta al centro l’universo femminile, l’amicizia e la costruzione dell’identità. È un libro che può coinvolgere sia il lettore appassionato di storia sia chi desidera una narrazione intensa e ricca di sfumature psicologiche, capace di intrecciare vicende personali e grande Storia.
Il romanzo conquista soprattutto per la sua capacità di dare voce a figure femminili complesse e profonde, rendendolo una lettura coinvolgente, emotivamente ricca e difficile da abbandonare una volta iniziata.
Ringrazio la Casa Editrice per l’opportunità di lettura
“Segui la tua via. Non tradire il cuore. Strappa l’attimo senza chiedergli di durare.
Anche se può portarti alla morte”

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