
Autrice: Alessia Castellini
Casa Editrice: Piemme
data di pubblicazione: 17 marzo 2026
pagine: 302
TRAMA
Sicilia, 1894. Rossella osserva sua madre immergersi nell’azzurro per raggiungere sul fondale la Pinna nobilis, il mollusco che produce la seta del mare. Le donne della sua vita raccolgono il bisso da generazioni. Lei è la più piccola, la più amata, e le sue giornate sono scandite dalla musica delle onde che scivolano sulla sabbia. Un giorno, però, accade qualcosa di irraccontabile. Rossella osserva, dalla riva, una vita che si spezza. La gola si chiude per lo spavento e la sua voce scompare. Anni dopo, in una città dell’entroterra, la ragazza trascorre il tempo che le resta tra le mura dell’Opera pia, una struttura per “donne traviate” gestita da suore severe e austere. Lì ha trovato una casa fredda e inospitale, dopo essere stata scambiata per un’adultera in fuga. Ha imparato ad amare la sua prigione, che è un mondo in miniatura, più appartato delle vie della città. Priva della voce, spaventata dall’ambiente esterno, nasconde nei recessi della sua memoria il ricordo del giorno in cui la sua famiglia si è sgretolata per sempre. Ma sa che verrà il tempo di rivedere il mare, l’azzurro che le riempiva gli occhi e l’anima, e affrontare il passato che le ha tolto la parola. Dopo aver raccontato l’antica storia delle formichelle della Costiera amalfitana, Alessia Castellini approda nella sua isola, la Sicilia, e riprende l’affascinante tradizione delle raccoglitrici di bisso. La malarema è un romanzo che fonde storia, poesia e denuncia sociale con un tono autentico e una lingua che parla di paesi lontani e del mare del Sud.
RECENSIONE

” E per quanto sia irrazionale, questo pensiero di fuga, lei credeva che non lo avrebbe mai avuto. Lo teme più di ogni altra cosa. Perchè là fuori c’è il mare, con tutta la sua oscurità”
La Malarema di Alessia Castellini, edito da Piemme, è un romanzo ambientato nella Sicilia dell’Ottocento che racconta una storia intensa di donne, dei loro destini e delle scelte che, inevitabilmente, portano con sé profonde conseguenze.
Le protagoniste sono donne forti e resilienti, capaci di affrontare la vita nonostante le difficoltà e le imposizioni di una società che limita la loro libertà. Attraverso le loro storie, l’autrice ci conduce alla scoperta di una tradizione affascinante e poco conosciuta: la raccolta del bisso, la cosiddetta “seta del mare”, tramandata di generazione in generazione dalle mastre locali, in un legame profondo che unisce passato e futuro.
Il mare, per queste donne, è molto più di un elemento naturale: è sacro, è vita, è insegnamento, rifugio e conforto. È una presenza imprescindibile, una distesa azzurra che si fonde con il cielo e che rappresenta pace e appartenenza. Ma non per tutte è così.
” I raggi di sole galleggiano dorati e , come gocce d’olio, non osano mescolarsi con l’acqua. Farlo significherebbe disperdersi, ma nel suo mare la luce non si smarrisce mai, conosce bene la strada di casa. E a Mimì non resta che insegnarla anche a Rossella”
Per Rossella, il mare è trauma, paura e rivelazione. Le ha mostrato qualcosa che ha sconvolto la sua esistenza, cambiandola per sempre e spingendola ad abbandonare tutto ciò che ama. In fuga da San Giorgio, trova rifugio nella “Casa di protezione e redenzione”, gestita dalle Madri della Speranza: un luogo destinato alle donne considerate “traviate”, emarginate dalle loro famiglie e giudicate indegne dalla società.
In questo ambiente duro e severo, fatto di lavori estenuanti e punizioni che segnano corpo e spirito, Rossella incontra altre donne con cui crea legami profondi. Ognuna di loro porta con sé un passato doloroso e una storia di costrizione, di scelte negate e di libertà sottratta. Rossella, però, è diversa: è lì per sua volontà. E questo suscita domande, curiosità, sospetti. Nessuna immagina che stia fuggendo da un segreto così devastante da averle tolto perfino la voce.
Nonostante la durezza della vita nel convento, tra queste donne nasce una forte sorellanza, una solidarietà che diventa forza e sostegno reciproco.
“La Malarema” è una storia di amore, sacrificio, denuncia e resistenza. Riporta alla luce un passato in cui il destino delle donne era spesso nelle mani degli altri, quando essere libere e seguire la propria natura era un privilegio negato.
Ho amato profondamente questo romanzo: ogni figura femminile è un esempio di coraggio, resilienza e cura.

Consiglio La Malarema perché è una storia capace di unire emozione, riflessione e scoperta.
Un romanzo che mette al centro le donne: donne vere, imperfette, ma incredibilmente forti e resilienti. Attraverso le loro storie si entra in contatto con un passato in cui la libertà femminile era limitata, ma anche con una forza interiore che riesce a emergere nonostante tutto. È facile empatizzare con loro e ritrovarsi nelle loro paure, nei loro sogni e nelle loro scelte.
Un altro motivo per leggerlo è l’ambientazione: la Sicilia dell’Ottocento è descritta in modo vivido e affascinante, e la tradizione della raccolta del bisso la “seta del mare” aggiunge un elemento unico e suggestivo, che arricchisce la narrazione e la rende ancora più speciale.
“…lavorare il bisso non era come filare il lino o come ricamare conil cotone, non era un gesto, ma un rito, e come tuttini riti seguiva una liturgia, che prevedeva la comunicazione con l’aqua e con i venti.”
La storia di Rossella, poi, è particolarmente intensa: il suo rapporto con il mare, visto non come rifugio ma come trauma, rompe gli schemi e incuriosisce, spingendo il lettore a voler scoprire cosa si nasconde dietro il suo silenzio e la sua fuga.
Lo consiglio anche perché affronta temi importanti come la libertà, il giudizio sociale, la sorellanza e il diritto di scegliere la propria vita. È una lettura che emoziona, ma allo stesso tempo fa riflettere su quanto sia stato difficile, per le donne, conquistare ciò che oggi spesso diamo per scontato.
“… prendi una dose dell’amore che provi per le persone pi importanti della tua vita e mettila da parte, non usarla, dimenticala se necessario, ma non sciuparla. Deve rimanere senza crepe, come una goccia di rugiada.
E a che serve una dose d’amore accussì?
<<A lasciarle sbagliare. E a rimanere accanto a loro mentre lo fanno.>>
Una storia da leggere perché coinvolge, commuove e insegna ,e proprio per questo lo consiglio a chi ama le storie profonde, ricche di significato e di umanità.
Ringrazio la Casa Editrice per l’opportunità di lettura.
” Le ha insegnato che la luce non rrimasta tutta in fondo al mare, ma che vive anche dentro le persone.”

