
“La casa dimenticata”
Autrice: Pegah Moshir Pour
Casa Editrice: Garzanti
data di pubblicazione: 12 maggio 2026
pagine: 176
C’è un luogo a Teheran dove le donne rivoluzionano la loro vita
Sua madre vuole che Farah vada via da Teheran. Per lei questo è l’unico modo per costruire un futuro. Farah, invece, immagina un Iran diverso, libero, e vuole restare. Non scappare all’estero come ha fatto suo nonno. Non le è chiaro il motivo per il quale sia partito: sua madre non ne vuole parlare. Lo scopre soltanto quando la nonna le dice dove trovare una chiave misteriosa. La chiave di una casa dimenticata, piena di polvere: quella in cui abitava il marito. Lì, un baule custodisce un tesoro: un vecchio diario, libri, riviste e documenti che raccontano le azioni di un gruppo di donne e di uomini che credeva nella libertà di pensiero. Quella che in Iran oggi manca. Farah decide di essere coraggiosa. Non solo inizia a scavare nel passato disobbedendo alla madre, ma apre la porta della casa a due donne e ai loro bambini. Donne con storie differenti, ma accomunate dallo stesso desiderio di libertà. Donne che vogliono qualcosa di diverso, che non hanno paura della parola resistenza. Farah sente finalmente di avere uno scopo. Eppure, c’è un segreto più pericoloso della violenza della polizia e delle esplosioni che fanno sgretolare l’intonaco del soffitto. Un segreto che riguarda il nonno e sua madre. La sfida, per Farah, è accettare che le rivoluzioni più difficili da scatenare sono quelle che cambiano noi stessi.
Pegah Moshir Pour ha riscosso un grande successo di critica e pubblico con La notte sopra Teheran, più volte ristampato. Da anni attivista per i diritti umani, è spesso ospite di giornali e tv e si è fatta portavoce di chi si batte per un futuro diverso in Iran e in altri paesi. In questa nuova storia, ci racconta di una ragazza di oggi che vuole scoprire le sue radici. E ci mostra che la vera ricchezza di un paese sono le persone che lottano per il futuro.
RECENSIONE

“Il tempo qui non è mai trascorso, si è fermato, ristagna. Il passato una palude, e io ci sto affogando dentro.”
Con La casa dimenticata, Pegah Moshir Pour intreccia vicende personali e contesto storico-politico , costruendo un racconto che si sviluppa attorno ai temi della memoria, dell’identità e della libertà di scelta. L’autrice, da sempre attenta alle questioni legate ai diritti umani e alla condizione femminile in Iran, dà forma a una storia che nasce da una sfera intima ma che si apre progressivamente a riflessioni più ampie sul presente.
La protagonista è Farah, una giovane donna che decide di restare a Teheran in un momento di forti cambiamenti sociali. La scoperta di una casa appartenuta al nonno diventa l’occasione per riaprire pagine dimenticate della sua storia familiare. Attraverso quel luogo emergono silenzi, segreti e tracce di un passato che continua a influenzare il presente. La casa, più che uno spazio reale, diventa il punto in cui si concentrano ricordi e verità mai del tutto chiarite.
” Ho una missione ben precisa: sono tornata nella mia città perchè ho la prova che tutto quello che mi è stato raccontato su mio nonno è una bugia. E voglio scoprire la verità”
Nel romanzo, il ricordo non ha un valore puramente nostalgico, ma diventa qualcosa di attivo, che mette in discussione e costringe a prendere posizione. In un contesto in cui dimenticare può essere imposto o richiesto, scegliere di ricordare significa anche opporsi e mantenere viva la propria storia.

“Un legame pi profondo con questo luogo. Una storia che deve avere avuto una svolta drammatica. E’ l’unico modo in cui si può spiegare il fatto che nessuno nella mia famiglia me ne abbia mai parlato, che Nanà abbia aspettato fino all’ultimo per consegnarmi la chiave”
La scrittura dell’autrice è lineare e scorrevole, attenta a non appesantire la narrazione ma capace comunque di dare profondità ai personaggi e alle situazioni. Il racconto alterna momenti più introspettivi ad altri legati alla ricostruzione del passato, mantenendo sempre un buon equilibrio narrativo.
Molto ben descritte le figure femminili, che non restano sullo sfondo ma hanno un ruolo attivo nel percorso della storia. Sono donne che custodiscono, scelgono, reagiscono, e che attraverso esperienze diverse contribuiscono a tenere viva una memoria condivisa che attraversa le generazioni.
Il romanzo racconta una storia di coraggio e di legame con le proprie radici, mostrando quanto sia importante conoscere ciò che è accaduto prima di noi. Prendere coscienza del passato significa anche riconoscere che il mondo in cui viviamo oggi è il risultato delle scelte, dei sacrifici e dei valori di chi ci ha preceduti. Da questa consapevolezza nasce la responsabilità di custodire ciò che abbiamo ricevuto e, allo stesso tempo, di avere la forza di migliorarlo, per noi stessi e per le generazioni future.
” La casa dimenticata – non solo le pareti, il tetto e le finestre, anche la piccola comunità che avevamo costruito – per loro due era stata una salvezza perchè non avevano nessun’ altra scelta, perchè senza quel luogo le loro storie si sarebbero concluse con un finale molto triste.”
Consiglio La casa dimenticata ai lettori interessati alle storie che intrecciano vicende personali e grandi temi storici e sociali. È un romanzo particolarmente adatto a chi desidera approfondire la realtà dell’Iran contemporaneo e il ruolo delle donne nella società, ma anche a chi apprezza le narrazioni incentrate sulla memoria familiare, sulla ricerca delle proprie radici e sul percorso di crescita interiore.
Grazie alla sua scrittura scorrevole e coinvolgente, il libro può conquistare sia i lettori abituali sia chi si avvicina per la prima volta alla narrativa che affronta temi di impegno civile.
Ringrazio la Casa Editrice per l’opportunità di lettura
” Io voglio restare. Perchè questo paese non è solo un posto: è l’unica cosa che abbiamo. E una casa non la si abbandona quando brucia. E se dobbiamo camminare verso la libertà, io non voglio arrivarci da sola.
Voglio arrivarci con voi, mano nella mano, sorelle mie.”

