
Ciao a tutti e benvenuti a una nuova puntata di “Due chiacchiere con lo scrittore”.
Oggi ho il piacere di ospitare Irene Di Liberto, autrice del romanzo “La zolfatara”, una storia intensa che ci porta nella Sicilia di inizio Novecento, tra le miniere di zolfo, il sacrificio dei carusi, i sogni di riscatto e un amore capace di resistere alle difficoltà. Un romanzo nato anche dalla memoria familiare dell’autrice, che rende questa vicenda ancora più autentica e coinvolgente.
Ciao Irene, benvenuta e grazie per essere qui con noi.
COME È NATA L’IDEA DI SCRIVERE LA ZOLFATARA E COSA L’HA SPINTA A RACCONTARE QUESTA STORIA?
Ho preso spunto dai racconti di mio nonno sul lavoro in miniera. Credo fortemente sia necessario tramandarela tradizione orale che, altrimenti, in quest’era digitale, in cui tutto corre, troppo , veloce andrebbe dispersa.
IL LIBRO PRENDE SPUNTO DALLA VICENDA DI SUO NONNO. CHE EMOZIONE È STATA TRASFORMARE UNA MEMORIA FAMILIARE IN UN’OPERA NARRATIVA?
Trasformare la sua storia, che è, poi, quella di molti altri minatori, in romanzo è stata un‘emozione immensa. Mi hanno scritto figli e nipoti di minatori, anche dal Belgio e, persino, dal Cile. Leggere le loro testimonianze e di quanto si sentano vicini alla storia de “La zolfatara” mi ha davvero commosso.
C’È UN PERSONAGGIO DEL ROMANZO A CUI SI SENTE PARTICOLARMENTE LEGATA?
Sono legata a tutti i personaggi, tra loro non faccio differenze, un po’ come per i figli.
NEL LIBRO EMERGONO TEMI COME I SOGNI, LE SCELTE E IL DESIDERIO DI UN FUTURO MIGLIORE. QUALE DI QUESTI TEMI SENTE PIÙ VICINO?
Sono tutti i temi con un’unico denominatore: la voglia di evoluzione. Ne “La zolfatara” a volte i sogni si realizzarano, altre volte no, altre ancora saranno i figli a cercare di portare a termini un progetto iniziato dai genitori, ma, ciò che conta, sempre, è la voglia di provarci.
QUALE EMOZIONE HA PROVATO QUANDO HA VISTO PER LA PRIMA VOLTA IL SUO ROMANZO PUBBLICATO E NELLE MANI DEI LETTORI?
Ci sono lettori che immedesimano, per vissuto personale o familiare, in un personaggio o chi fa il tifo per uno di loro. Leggere i loro feedback, le testimonianze e ricevere messaggi dai lettori, per me, è la soddisfazione più grande.
COSA SPERA CHE IL LETTORE PORTI CON SÉ DOPO AVER TERMINATO LA LETTURA?
Senza ombra di dubbio, mi auguro i lettori portino con loro l’amore, tra madre e figlia, tra marito e moglie, tra amici, tra compagni di lavoro e che questo amore prenda posto stabilmente nelle loro librerie.
DOPO QUESTO ESORDIO NELLA NARRATIVA, STA GIÀ LAVORANDO A UN NUOVO PROGETTO LETTERARIO?
Sto già lavorando a un nuovo progetto che non si allontanerà molto dalla mia terra, la Sicilia.
Ma di questo parleremo nella prossima intervista.
Grazie, non vedo l’ora, aspetterò con trepidazione!
Irene, grazie di cuore per la disponibilità e per averci accompagnato alla scoperta di questo romanzo così intenso e ricco di emozioni.
Grazie anche a tutti voi che mi seguite. Se non avete ancora letto La zolfatara, spero con questa intervista di avervi incuoriositi : è una storia che racconta il nostro passato ma parla anche al presente, attraverso personaggi indimenticabili.
L’appuntamento con “Due chiacchiere con lo scrittore” torna presto con un nuovo autore e una nuova storia da raccontare.
Arrivederci e buona lettura!

