Con Il sole nelle pozzanghere, Matteo Bussola torna in libreria con una storia delicata e profondamente umana, pubblicata da Einaudi il 23 giugno 2026. Al centro del racconto c’è il signor Pi, un rigattiere che non si limita a recuperare cose dimenticate, ma riesce ad ascoltare le vite che esse custodiscono. Tra ricordi, perdite e seconde possibilità, il romanzo diventa una riflessione poetica sul valore dei legami e sulla memoria che ci rende ciò che siamo. Una storia capace di emozionare con discrezione, ricordandoci che, a volte, sono proprio le cose rotte a insegnarci come ricominciare.

TRAMA DEL LIBRO
Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangere, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c’è un signore capace di ascoltarli. Di sentire, nella loro voce, il concerto del mondo. È lui il protagonista di questo romanzo.
Delicato e struggente, Il sole nelle pozzanghere racconta il nostro bisogno di legami, il bisogno che ognuno di noi ha degli altri per restare vivo.
«Il signor Pi, in effetti, non aggiusta quasi nulla. Dice che sistemare tutto è un modo elegante per far tacere il passato. Al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta alla luce. Come si fa con i ricordi quando smettono di far male. La gente del quartiere lo chiama “il vecchio delle cose rotte”. Ma sanno che lui, in realtà, ripara persone».
Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull’insegna c’è scritto solo «Rigattiere». Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo «la storia abbandonata di qualcun altro». Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco eppure pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi.
CONOSCI L’ AUTORE
Matteo Bussola (Verona, 1971) è scrittore, illustratore e fumettista. Ha disegnato per tutte le principali case editrici italiane ed estere di fumetti. Per Einaudi ha pubblicato Notti in bianco, baci a colazione (2016 e 2018), Sono puri i loro sogni (2017), La vita fino a te (2018 e 2019), L’invenzione di noi due (2020 e 2022), Il tempo di tornare a casa (2021 e 2023), Il rosmarino non capisce l’inverno (2022 e 2026), Un buon posto in cui fermarsi (2023 e 2025), La neve in fondo al mare (2024), La luce degli incendi a dicembre (2025) e Il sole nelle pozzanghere (2026). É anche autore, con Emilio Pilliu, dei tre Manga Stile Libero Zeroventi. Nadine e Davide (2023), Zeroventi. Giulia e Athos (2024) e Zeroventi. Antonio e Marcel (2025). Per Salani ha pubblicato i libri per ragazzi Viola e il Blu (2021), Mezzamela (2023) e Il talento della rondine (2025). Conduce una trasmissione radiofonica su Radio 24 con Federico Taddia, Non mi capisci, sul mondo dell’adolescenza.

