
Gita al faro (To the Lighthouse), pubblicato nel 1927, è uno dei romanzi più intensi e raffinati di Virginia Woolf, considerato una pietra miliare della narrativa del Novecento. Ma dietro la sua prosa poetica e la trama apparentemente semplice, si nascondono strati di significato e dettagli sorprendenti. Se lo hai già letto, queste curiosità ti faranno guardare il romanzo con occhi nuovi. Se invece non lo conosci, potresti scoprire che è il momento giusto per iniziare questo viaggio.
La casa sul mare, il faro, i silenzi tra i personaggi: tutto nasce dai ricordi d’infanzia di Virginia Woolf. La famiglia Ramsay è ispirata alla sua, e il faro è quello di Godrevy, in Cornovaglia, che vedeva da bambina durante le vacanze estive. Con questo libro, Woolf ha voluto rendere omaggio alla madre, morta quando lei aveva solo tredici anni.
Il romanzo è diviso in tre parti: nella seconda, intitolata Il tempo passa, dieci anni scorrono in poche pagine. È un vero e proprio salto temporale in cui la guerra, la morte e il cambiamento vengono raccontati con delicatezza, come se la casa stessa – vuota e silenziosa – fosse l’unica a osservare tutto.
Non ci sono grandi colpi di scena, ma piuttosto pensieri, percezioni, emozioni che scorrono. È il flusso di coscienza dei personaggi a guidare la narrazione.
Gita al faro non è un romanzo “facile”. È una lettura da affrontare senza fretta, lasciandosi trasportare dalle parole, dai silenzi, dalle immagini. Un libro che non racconta una storia, ma una vita interiore.
Acquista il libro
Le recensioni presenti in questo sito web esprimono le opinioni personali del recensore. Ti suggeriamo di leggere i libri che ti proponiamo, a prescindere dal giudizio da noi espresso. Qualora volessi esprimere la tua opinione, invia o commenti o recensioni tramite il seguente modulo: https://www.librichepassione.it/contatti/
