C’è un piccolo libro che racchiude tutta la magia del Natale vittoriano, una storia breve ma intensa.
Natale a Kirkby Cottage di Anthony Trollope è una di quelle letture perfette per accompagnare l’attesa delle feste: poche pagine, un’atmosfera squisitamente rétro e un amore che nasce… da una frase sbagliata.
Pur dichiarando di non amare i racconti natalizi, Trollope qui dimostra tutta la sua maestria: tra vischio, pudding e il calore di una canonica vittoriana, ci regala una piccola gemma intrisa di romanticismo e malinconica dolcezza.
” Natale a Kirkby Cottage” è il libro giusto da mettere sul comodino.

TRAMA
«Dopotutto, il Natale è proprio una noia!» Prende spunto da questa innocente ammissione la romantica storia d’amore natalizia che Trollope mette in scena in questo racconto, pubblicato nel 1870. Pronunciata con leggerezza da Maurice Archer, che per Natale è ospite nella canonica del reverendo Lownd, l’infelice battuta lascia interdetta Isabel, la figlia del pastore, che del giovane è segretamente innamorata e tuttavia delusa da tanta insensibilità nei confronti della tradizione. Ma nel giorno più magico dell’anno le storie non possono che avere un lieto fine e, una volta chiarito l’equivoco, l’amore trionferà. Trollope confessava nella sua Autobiografia di non amare i racconti di Natale, che era costretto a scrivere per arrotondare i suoi modesti introiti di romanziere. Eppure in questa novella si conferma un vero maestro del genere, capace di immergere il lettore nell’atmosfera di un tipico Natale vittoriano, in pagine dal sapore rétro che profumano di vischio e di pudding.
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