Esistono luoghi al limite del mondo dove la natura è insieme madre generosa e custode severa. Posti in cui l’infanzia si misura con il peso del lavoro e dove crescere significa imparare a guardare oltre l’orizzonte. È in uno di questi scorci che ci conduce Marta Lamalfa con il suo romanzo “Malopasso”, edito da Neri Pozza: una storia intensa, poetica e profonda che racconta il passaggio dall’infanzia all’età adulta in un’Italia che cambia.
TRAMA
C è uno spicchio di terra stretto tra la montagna e il mare: è tutto ciò che hanno gli abitanti della Tonnara. Gli scogli sospesi sul vuoto, l’ulivo piegato dal vento e l’immenso orizzonte azzurro da cui emergono i vulcani delle Eolie nascondono a stento la miseria delle case addossate, il legno che si sfalda e il sangue di pesce che non si lava mai via dalle mani.
In questa dimensione sospesa, lontana dal benessere che sta trasformando l’Italia del secondo dopoguerra, cresce Meluzzo. Ha dieci anni, l’età in cui i maschi della Tonnara lasciano le madri per andare per mare con gli uomini. Ma Meluzzo ha mani piccole, un passo leggero e un padre disperso; il nonno non lo vuole a bordo. A riempire le sue giornate c’è una fervida immaginazione che gli fa scorgere tesori nei dettagli sputati dalle onde: una bambola rotta, un frammento di carta stagnola, messaggi di un “altrove” vicino eppure inaccessibile.
Per raggiungere quel mondo esterno esiste un solo passaggio: il Malopasso, un sentiero impervio e a filo sullo strapiombo che valica il monte, proibito ai bambini. Meluzzo l’ha sempre percorso sulle spalle di sua madre e ora vorrebbe affrontarlo con le sue sole forze. Ma mentre sulla spiaggia compare un forestiero e si rincorrono le voci di una nuova strada in costruzione, il ragazzo capirà che crescere significa immaginarsi oltre l’unico mondo conosciuto e guardare il futuro con la stessa viscerale fame di vita.
Marta Lamalfa firma un romanzo di grande forza espressiva. Ecco i punti chiave che rendono questa lettura così affascinante:
- Un’ambientazione viscerale e poetica: Il contrasto cromatico e materiale tra la bellezza mozzafiato dei paesaggi marini e la dura realtà della vita dei pescatori.
- Il tema della soglia e della crescita: Il Malopasso non è solo un sentiero fisico, ma una potente metafora del confine tra l’infanzia e il futuro, tra chi sceglie di restare e chi trova il coraggio di andare.
- Lo sguardo di Meluzzo: Il ritratto sensibile di un bambino dotato di un’immaginazione fervida, capace di trovare la magia e il riscatto anche dentro la miseria quotidiana.
- L’Italia che cambia: Lo spaccato storico di un paese in trasformazione, dove la modernità si affaccia con forza anche nelle comunità più isolate.
CONOSCI L’ AUTRICE
Marta Lamalfa è nata a Palmi, in Calabria, nel 1990. Vive a Roma, dove lavora per un’organizzazione umanitaria. È laureata in Lingue mediorientali, si è specializzata in Editoria e scrittura e ha studiato pianoforte a livello accademico. Ha frequentato il laboratorio annuale della Bottega di Narrazione, scuola di scrittura creativa diretta da Giulio Mozzi e Giorgia Tribuiani.
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