
Da Turgenev ad Ali Smith, i romanzi perfetti per accompagnare le prime serate d’autunno.
C’è qualcosa di innegabile: quando le giornate si accorciano, l’aria rinfresca e riaccendiamo le prime luci in casa, la voglia di tuffarsi in un bel libro si fa quasi irresistibile. Non è solo per via del clima da “coperta e tazza di tè”, ma perché l’autunno possiede un ritmo naturale che sembra fatto apposta per la lettura.
Se i libri estivi tendono alla leggerezza e all’evasione, quelli autunnali ci invitano a rallentare, a fare un bilancio e a cercare storie più intime, avvolgenti e profonde. I grandi scrittori di ogni epoca lo sapevano bene e hanno trasformato questa stagione nel motore ideale dei loro romanzi.
Ecco una guida ai libri imperdibili per sintonizzarsi con la stagione delle foglie che cadono.
Per chi ama le atmosfere d’epoca e i grandi spazi, l’autunno dei classici offre scenari indimenticabili:

Henry David Thoreau : Colori d’autunno: Un gioiello di osservazione e filosofia naturale. Thoreau ci guida tra le foreste del Massachusetts per celebrare il foliage non come una decadenza, ma come il momento di massimo splendore della natura. Una lettura illuminante che insegna a guardare il mondo con occhi nuovi.
TRAMA
Che Thoreau riconoscesse nella Natura la dispensatrice di ogni bene e il vero e imprescindibile contesto di riferimento per l’esistenza umana, è noto soprattutto attraverso Walden (1854). Ma in quella, che è la sua opera più nota, come anche in Caminare e in Mirtilli o L’importanza delle piccole cose, il rapporto con l’ambiente naturale è importante per la vita dell’uomo in generale. A emergere invece in questo breve saggio dedicato ai colori autunnali apparso per la prima volta sull’«Atlantic Monthly» nell’ottobre 1862 – è la sua ricaduta puramente estetica. La Natura ogni anno mette a disposizione un raccolto immenso che non si riduce affatto a quello che mangiamo. C’è «un’altra sagra dei frutti, e su scala infinitamente più grande» che nutre in modo specifico il nostro gusto per il bello. Di questo tesoro perlopiù ignorato fanno parte i colori di cui si rivestono le campagne del New England dalla tarda estate in poi, nei mille toni di verde, giallo, rosso e viola di erbe, cespugli e alberi. Sono questi che entrano nell’erbario puramente descrittivo di Thoreau, nell’ordine in cui si offrono alla vista a partire dalla fine di agosto. Un vero splendore di cui quasi non ci accorgiamo, interessati soltanto a quanto risulta concretamente utile, mentre ogni pianta, anche la malerba, ha la sua ragion d’essere nella capacità «di conferire forma visibile a qualche nostro pensiero o emozione». La Natura mantiene infatti utilità e bellezza ben distinte, ma organicamente assortite, per rispondere a tutte le esigenze umane. Basta solo alzare lo sguardo per accorgersene. E capire di essere già in paradiso.
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- Ivan Turgenev : Memorie di un cacciatore: Le sue passeggiate tra i boschi di betulle, il fruscio secco del sottobosco e la luce dorata della campagna russa sono un inno alla bellezza della natura prima del grande gelo.
TRAMA
Pubblicati quando la servitù della gleba era in Russia ancora una realtà, i racconti che compongono “Memorie di un cacciatore” suscitarono grande impressione nel pubblico per la loro insita carica di denuncia e di condanna sociale, messa in risalto da uno stile esente da sfumature propagandistiche o idealizzatrici, fondato su un realismo non retorico e su un linguaggio scevro da coinvolgimenti emotivi. Da questa “asciuttezza” narrativa prende vita l’anima di una terra in cui il popolo vive la tragedia della propria servitù, fatta di rassegnazione e di miseria ma non di disperazione, che è respinta da una fede autentica e radicata nell’uomo e nella giustizia.
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Ugo Foscolo : Le ultime lettere di Jacopo Ortis: L’autunno sui Colli Euganei diventa lo specchio dell’anima del protagonista. Un grande classico italiano in cui il cambio di stagione e la malinconia si fondono in pagine d’altissima poesia.
TRAMA
Quando Ugo Foscolo è a Bologna, nel 1798, compie la prima parziale stesura del romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis, che viene poi pubblicato in quello stesso anno. L’opera, profondamente riveduta, viene ripubblicata a Milano nel 1802; ispiratore di questa seconda redazione è l’amore del poeta per Isabella Roncioni, conosciuta in Toscana. Ma le Lettere hanno un destino movimentato perché subiranno ulteriori aggiunte e correzioni a Zurigo (1816) e a Londra (1817). Il travaglio “compositivo” dell’opera rispecchia la crisi, non solo politica, ma soprattutto filosofica ed esistenziale dell’autore, scaturita dal contrasto tra leggi meccanicistiche della natura e ansia di vita, tra razionalismo e nuove aspirazioni romantiche.
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Se cercate storie legate al nostro territorio, il Novecento ci regala due modi stupendi e opposti di raccontare l’autunno:
Cesare Pavese : La casa in collina: L’autunno delle Langhe è fatto di nebbia che sale dai fossi, odore di mosto e vigne spogliate. È la stagione del rifugio e dell’isolamento, dove la collina si trasforma nel luogo in cui cercare risposte di fronte agli stravolgimenti della Storia.
TRAMA
Corrado è un professore che ogni sera lascia una Torino buia e bombardata per rifugiarsi sulle colline circostanti. Ma quando la guerra lo raggiunge fin lì, decide di ritirarsi su altre colline, più lontane ancora, quelle in cui è cresciuto. Lungo la strada incontra sparatorie, morti, sangue umano misto alla benzina fuoriuscita dagli autocarri. L’innocenza è perduta per sempre e il conforto non può arrivare neppure dalla terra delle origini, perché niente è più come prima. Il momento più alto della maturità dello scrittore Cesare Pavese, la storia di una solitudine individuale di fronte all’impegno civile e storico; il superamento dell’egoismo attraverso la scoperta che ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione. Il romanzo simbolo dell’impegno politico e del disagio esistenziale di un’intera generazione.
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Mario Rigoni Stern : Le stagioni di Giacomo: Sull’Altopiano dei Sette Comuni, l’autunno è invece vivo, profumato di legna e operoso. È il tempo dei boschi di larici che diventano dorati, delle migrazioni degli uccelli e del rientro del bestiame dalle malghe. Un racconto corale che celebra l’armonia tra uomo e montagna.
TRAMA
«Le stagioni del bosco, le stagioni della comunità, le stagioni di Mario… per confrontarci con la carne viva dell’esistenza». Laura Pariani. Una piccola comunità dell’Altipiano di Asiago è uscita stremata dalla Grande Guerra: ovunque macerie, povertà, disoccupazione. Chi non emigra all’estero ha davanti a sé come unico lavoro possibile quello del «recuperante»: battere la montagna alla ricerca dei residui bellici da rivendere per pochi centesimi. Giacomo, il protagonista del romanzo, apprende il mestiere fin da bambino: quando una giornata di recupero significava un concreto aiuto al magro bilancio familiare, o un piccolo svago domenicale. Al seguito del padre e nel silenzio dei monti, impara a dialogare con i soldati scomparsi, ma anche a conoscere la natura, ad amarla, a decifrarne il linguaggio segreto. Quello che Rigoni Stern racconta è un mondo ancora integro, dominato da un forte senso della comunità, sapiente nella sua conoscenza e nel rispetto della natura e dei suoi ritmi: una civiltà armoniosa che oggi appare travolta da un degrado irreversibile. L’autore ce la restituisce con poetica semplicità in un libro che è testimonianza appassionata, narrazione di memoria e «foto di gruppo» di profonda verità umana. Cronologia della vita e delle opere a cura di Giuseppe Mendicino.
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Il contemporaneo: L’autunno come rinascita e cambiamento
Ali Smith : L’autunno: Il romanzo perfetto per capire il nostro presente. Attraverso una straordinaria amicizia tra una giovane docente e un anziano centenario, l’autrice scozzese usa la stagione delle foglie morte per dirci che ogni caduta nasconde la possibilità di un nuovo inizio.
TRAMA
Elisabeth, ricercatrice trentenne presso l’università di Londra, torna nella cittadina di provincia dove abita la madre per stare accanto a un vecchio vicino di casa, Daniel, centouno anni, che trascorre in uno stato di sonno profondo quelli che sono forse i suoi ultimi giorni di vita; malgrado la differenza di età i due sono stati a lungo legati da un’amicizia strettissima, che si è bruscamente interrotta anni prima e di cui Elisabeth, al capezzale di Daniel, cerca di riannodare i fili. Fuori da quella stanza c’è poi un paese traumatizzato dal voto sulla Brexit, percorso dalla paura e dall’intolleranza; ma anche una donna di mezza età, la madre di Elisabeth, che grazie a una comparsata in un reality show trova l’amore dove non avrebbe mai immaginato di cercarlo. Primo romanzo di una tetralogia ispirata alle quattro stagioni, Autunno è costruito come un caleidoscopio di aneddoti, visioni, ricordi che ci fanno entrare in maniera sempre più intensa nella vita dei suoi personaggi. Lucidissimo nel ritrarre una società in crisi, e al tempo stesso carico di compassione e di speranza, è una meditazione sull’incontro con il diverso e sul potere trasformativo della creatività umana; un romanzo dalla voce ricca di echi letterari ma anche capace di parlare in maniera diretta alla nostra inquieta contemporaneità.
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"Come se la natura, sapendo che l'inverno sta arrivando, mettesse insieme i suoi colori più caldi per riscaldare il mondo."
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