Ci sono autrici che il tempo non dovrebbe mai permettersi di dimenticare. Colette è una di queste. Acuta, moderna, profondamente femminile eppure universale: oggi L’Orma Editore ci offre l’occasione preziosa di riscoprirla, attraverso un progetto editoriale che merita attenzione .
Due capolavori come La vagabonda e Gigi tornano sugli scaffali in nuove, raffinate traduzioni, accompagnate da introduzioni illuminanti che contestualizzano e valorizzano il talento inconfondibile della scrittrice francese. Si tratta di un «cantiere» letterario vero e proprio: l’intento dell’editore è quello di restituire Colette al suo pubblico — o meglio, di presentarla a una nuova generazione di lettrici e lettori che forse non l’hanno mai incontrata.
La vagabonda racconta il percorso di un’emancipazione femminile autentica e coraggiosa, mentre Gigi, con il suo sguardo ironico e tenero, ci conduce tra i riti sociali di un’epoca che sembra lontana ma parla ancora a noi. Due opere diverse, entrambe vitali, dense di umanità, intelligenza e desiderio di libertà.
Questa è più di una semplice ripubblicazione: è l’invito a scoprire (o riscoprire) una voce che ha sfidato convenzioni, narrato la sensualità con grazia e raccontato le donne con una profondità rara.
Leggere Colette oggi, in queste nuove edizioni, significa rimettere al centro una scrittura viva, brillante, in grado di parlare con verità — ieri come oggi.
I LIBRI

Parigi, primi del Novecento. Dopo un matrimonio soffocante e un coraggioso divorzio, Renée Néré si ritrova sola, libera e povera. Per sopravvivere, calca le scene dei music-hall, trasformando il palcoscenico nel suo regno e il corpo nello strumento di una nuova, faticosa autonomia. Barcamenandosi tra colleghi ambigui e spasimanti invadenti, Renée si racconta in queste pagine tinte di cipria e inchiostro con una voce orgogliosa, lucida come una lama. Assieme a lei la cagnolina Fossette, unica, inseparabile compagna. Quando Maxime, un ricco ammiratore, le offre sicurezza e amore, Renée si trova di fronte alla prova più difficile: barattare la libertà tanto duramente conquistata per le comodità di una gabbia dorata? Pubblicato a puntate nel 1910 e ispirato alla vita dell’autrice, «La vagabonda» è uno dei capolavori della maturità di Colette. Un romanzo intelligente, di formazione e resistenza, che continua a parlare al cuore di chi non ha paura di scegliere la propria vita.

In piena Belle Époque, la quindicenne Gilberte (detta Gigi) vive in una Parigi scintillante e cinica, divisa tra gli affetti semplici della nonna e le ambizioni di zia Alicia, ex cortigiana decisa a farne una cocotte di successo. Le sue lezioni? Eleganti colazioni a base di champagne, l’arte di indossare una pelliccia, il calcolo spietato dietro un sorriso. Ma Gigi, con la sua risata contagiosa e i gesti scomposti, rifiuta di diventare un gioiello in vetrina: preferisce giocare a picchetto piuttosto che sedurre nei salotti. Almeno fino all’arrivo di Gaston Lachaille, un ricchissimo amico di famiglia, stanco di una vita troppo fatua. Un vestito nuovo e Gaston scopre ciò che nessuno aveva visto: sotto i riccioli ribelli di Gigi si nasconde una creatura rara, capace di cambiargli il destino. Tra le pagine di questo romanzo ironico e romantico, composto da Colette nel 1942, si combatte una silenziosa rivoluzione: quella di una ragazza che trasforma un’esistenza in vendita in una storia d’amore e libertà. Perché Gigi, l’eroina più amata della letteratura francese del Novecento, non chiede il permesso per essere felice.
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