Nel Calendario dell’Avvento delle Parole, oggi incontriamo una parola che sa di ritorno, di quiete, di appartenenza:

Casa non è solo un luogo fatto di mura e stanze.
È uno spazio emotivo, invisibile, ma profondamente reale. È dove possiamo abbassare le difese, respirare senza spiegazioni, essere ciò che siamo senza paura di non andare bene.
A volte casa è un abbraccio, una voce che riconosciamo anche a distanza, un silenzio che non pesa. Può essere una persona, un ricordo, un angolo del mondo in cui il cuore smette di correre.
La letteratura ci racconta da sempre che il viaggio più importante non è quello che ci porta lontano, ma quello che ci riporta a casa.
In questi giorni che ci avvicinano al Natale, la parola casa assume un significato ancora più profondo. Ci parla di rifugio, di calore, di quel bisogno universale di sentirsi al sicuro.
Perché dove ti senti al sicuro, lì è casa.
Oggi concediti di riconoscere la tua casa.
Forse non è un indirizzo preciso, ma un luogo dell’anima.
E sapere dove tornare, anche solo con il pensiero, è già un dono.
Jenny

