
Oggi sono stata a Milano. Mia figlia lunedì inizierà l’università e abbiamo voluto accompagnarla a esplorare quello che, da settimana prossima, diventerà il suo quotidiano: le strade, i luoghi, gli spazi in cui trascorrerà le sue giornate e che, poco alla volta, diventeranno familiari.

È una nuova fase della sua vita. Una di quelle che segnano un passaggio, in cui si lascia un po’ andare la mano di chi ci ha accompagnato fino a quel momento e si comincia a camminare con le proprie gambe.
E forse non è un caso che, proprio in una giornata dedicata a scoprire i luoghi del suo futuro, io abbia sentito il bisogno di entrare in una libreria.

Potevo forse esimermi dall’acquistare libri?
Certo che no.
E così sono tornata a casa con quattro nuovi titoli. Perché i libri, in fondo, hanno sempre accompagnato i grandi cambiamenti della vita. Ci aspettano sugli scaffali, pronti a diventare compagni di viaggio, a regalarci domande, risposte, pensieri nei momenti in cui ne abbiamo più bisogno.
Mentre mia figlia si appresta a iniziare un nuovo capitolo, io ho scelto quattro storie da portare con me. Quasi a ricordarmi che, anche quando cambiano le nostre strade, ci sono sempre parole capaci di accompagnarci.
Tra i libri acquistati ce n’è uno, in particolare, che oggi voglio raccontarvi: Possiedo la mia anima di Nadia Fusini, edito da Feltrinelli.

A colpirmi è stata una citazione di Virginia Woolf:
«Solo l’autobiografia è letteratura, i romanzi sono la scorza, e alla fine si arriva al nocciolo: o io o tu.»
E allora mi sono chiesta: cosa avrà voluto dirci la nostra cara Virginia con queste parole?
Forse che dentro ogni storia, anche quella che apparentemente non ci appartiene, c’è sempre qualcosa di profondamente umano.
Un romanzo può raccontare vite lontanissime dalla nostra, personaggi inventati, luoghi che non abbiamo mai visto. Eppure, tra quelle pagine, l’autore lascia inevitabilmente qualcosa di sé: un’emozione, una paura, un desiderio, una ferita, un ricordo.
La storia è la scorza. Il nocciolo, invece, siamo noi.
L’autore che si racconta, anche quando crede di parlare soltanto dei suoi personaggi. E il lettore che, leggendo, finisce per riconoscersi, interrogarsi, magari persino scoprirsi diverso.
Ed è questo che trovo meraviglioso nei libri: arrivano nella nostra vita spesso nel momento giusto. Ci accompagnano quando dobbiamo affrontare qualcosa di nuovo, quando abbiamo bisogno di comprendere, quando una fase si chiude e un’altra sta per cominciare.
Oggi mia figlia si prepara a iniziare il suo nuovo viaggio.
Io, con i miei quattro libri sotto il braccio, penso che forse anche questo è un modo per continuare a viaggiare: attraverso le storie degli altri, dentro le parole degli scrittori e, qualche volta, dentro noi stessi.
Perché forse Virginia Woolf voleva proprio dirci questo: che dietro ogni storia, alla fine, rimaniamo sempre noi. Io o tu.
E voi, quando iniziate una nuova fase della vostra vita, avete un libro che vi accompagna?

ph Ersilia Salimbeni
