
"La mia paura immagina così la cecità. Verrebbe da pensare che i sogni sarebbero un vuoto nero, come ritengo che sarà in effetti, quantunque se sognassi un vuoto nero immagino... che non sognerei affatto. Dormirei, nient'altro, ma, a questo punto della vita, non mi pare di dormire senza sognare, la mente è troppo satura. Sono troppi gli spettri."
Ho scelto di leggere “Tutte le mattine di Sybil” di Virginia Evans perché mi aveva incuriosito la sua trama e, soprattutto, la scelta di raccontare la vita della protagonista attraverso le lettere.
Sybil Van Antwerp ha settantatré anni ed è una donna che ha sempre amato scrivere. Lo fa da quando era bambina e, anche oggi, non ha rinunciato a questa abitudine. Lunedì, mercoledì e venerdì si siede alla sua scrivania e dedica parte della sua giornata alla corrispondenza.
Scrive a persone molto diverse tra loro: amici, familiari, conoscenti, scrittori e anche persone che fanno parte della sua vita quasi per caso. Alcune lettere ricevono risposta, altre no, alcune raccontano episodi apparentemente quotidiani, altre diventano invece il modo per affrontare ricordi e sentimenti che Sybil custodisce dentro di sé.
... le lettere pe me sono assai più significative di qualsiasi cosa io abbia mai fatto in campo giuridico. Sono il pilastro della mia vita, mentre la professione legale è durata solo una trentina d' anni. Quello di cancelliera era un lavoro; le lettere esprimono la persona che sono."
Ed è proprio attraverso queste lettere che iniziamo a conoscere questa donna.
All’inizio ho trovato molto interessante il modo in cui Virginia Evans ci presenta la protagonista senza raccontarcela direttamente. Sono le sue parole a farci capire chi è, come guarda il mondo, cosa pensa delle persone e quali sono le sue fragilità.
Più si va avanti con la lettura, più si ha la sensazione di conoscere davvero Sybil.
È una donna intelligente, ironica, curiosa, a tratti anche un po’ particolare, che preferisce la tranquillità della propria casa e del suo giardino alla vita frenetica che si svolge fuori. Eppure, attraverso le sue lettere, mantiene un legame continuo con il mondo.
Mi è piaciuto molto questo contrasto: Sybil ama la solitudine, ma non vuole essere sola.
La scrittura è infatti il suo modo per rimanere in contatto con gli altri, per condividere pensieri, opinioni, ricordi e, forse, anche per cercare quella vicinanza che nella vita reale non sempre è riuscita a trovare.
Quello che più mi ha colpita, però, è quanto lentamente il romanzo riesca a far emergere la parte più profonda della sua storia.
"Da giovane, scrivendo lettere, ho trovato una disciplina che mi facilitava la vita e questo non è mai cambiato. Tuttavia, mi chiedo se, portando avanti per corrispondenza i rapporti più intimi dlla mia vita, sin da bambina non abbia messo una distanza tra me e gli altri. Penso sia vero che le lettere mi hanno solato, che sono state uno scudo, come la professione legale mi ha isolatada un rapporto diretto con l'umanità, e non cambierei una virgola, ma mi trovo in vecchiaia, a volere vicinanza. Voglio vicinanza."
Dietro le lettere, i piccoli episodi della quotidianità e i rapporti con le persone che fanno parte della sua vita, c’è infatti qualcosa che Sybil porta dentro da molto tempo. Un dolore che non è facile da raccontare e che il lettore scopre poco alla volta.
È proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente: l’ autrice non ci consegna subito tutte le risposte, ma ci invita a conoscere Sybil attraverso piccoli frammenti della sua vita.
Lettera dopo lettera, il personaggio acquista spessore e quello che inizialmente potrebbe sembrare semplicemente un romanzo sulla vita di una donna anziana diventa una storia molto più intensa, fatta di rapporti familiari, amicizie, ricordi, perdite e seconde possibilità.
E poi ci sono le lettere stesse.
In un’epoca in cui siamo abituati a messaggi velocissimi, email e comunicazioni che spesso durano pochi secondi, leggere di una donna che continua a scrivere lettere a mano ha qualcosa di affascinante. La corrispondenza diventa quasi un piccolo rito, un momento per fermarsi e scegliere con attenzione le parole.
Ed è forse anche per questo che il romanzo riesce a trasmettere una sensazione particolare di calma, pur affrontando temi molto profondi.

“Tutte le mattine di Sybil” è un romanzo pieno di umanità.
Mi ha fatto sorridere in alcuni momenti, riflettere in altri e, soprattutto, mi ha emozionata. Più andavo avanti nella lettura, più sentivo di essere entrata nella vita di Sybil e di voler conoscere la sua storia fino in fondo.
È uno di quei libri che non hanno bisogno di grandi colpi di scena per tenere il lettore incollato alle pagine: sono i personaggi, le loro parole e ciò che si nasconde dietro quello che dicono a creare il desiderio di continuare a leggere.
E quando sono arrivata alla fine, mi sono resa conto che Sybil mi aveva lasciato qualcosa.
Devo dire che è uno dei libri più emozionanti che ho letto di recente.
Una storia delicata e profondamente umana, che parla del tempo che passa, dei legami che cambiano, del dolore che a volte rimane nascosto per anni e della possibilità di trovare, anche quando pensiamo che sia troppo tardi, un nuovo modo per stare al mondo.
Una lettura che consiglio davvero, soprattutto a chi ama i romanzi che entrano lentamente nel cuore e lasciano qualcosa anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.
Perché leggerlo
Perché è una storia che riesce a emozionare attraverso la semplicità della vita quotidiana e delle relazioni umane. Perché Sybil è un personaggio che, pagina dopo pagina, si fa conoscere e finisce per diventare una presenza familiare. E perché, dietro le sue lettere, si nasconde una storia che parla di solitudine, affetti, ricordi, dolore e della possibilità di ricominciare.
Un romanzo delicato, intenso e pieno di umanità, che mi ha conquistata lentamente e che considero uno dei libri più emozionanti che ho letto di recente.

Autrice: Virginia Evans
traduzione di: Giuseppina Oneto
Casa Editrice: Rizzoli
data di pubblicazione: 23 giugno 2026
pagine: 365
TRAMA
Tutte le mattine di Sybil ha vinto il Women’s Prize for Fiction 2026.
Il romanzo fenomeno del passaparola e New York Times bestseller che ha conquistato oltre un milione di lettori.
Sybil Van Antwerp ha settantatré anni, cura il giardino della sua bella casa che le regala splendide fioriture primaverili e non ama vivere fuori, nel mondo. Nella vita di prima è stata un’avvocatessa stimata, una moglie e una madre, ma ora predilige un’attività su tutte: scrivere lettere. Ha iniziato all’età di nove anni e non ha mai smesso, nemmeno nell’era digitale, nemmeno ora che la vista vacilla. Scrivere missive è una meravigliosa attività umana, su questo non ha dubbi. I suoi destinatari sono molteplici, dalle amiche al vicino signor Lübeck, al gentile assistente di un’agenzia che si occupa di test del dna. E poi tiene la corrispondenza con scrittrici e scrittori, con cui condivide il proprio giudizio sui loro romanzi e certe visioni della vita. E con Harry, un giovane con difficoltà a integrarsi. Quando si scrive, sostiene, bisogna andare piano; perché “la fretta può farci mettere su carta cose che non intendevamo e ci si svuota”. Tra i chiaroscuri della vita di una donna che si avvicina alla vecchiaia, c’è anche un destinatario non identificabile a cui Sybil confessa il suo dolore più grande, senza però inviare alcuna lettera. E solo quando questa sofferenza implacabile, un mistero che sembra inafferrabile, troverà la sua piena voce sul foglio, Sybil potrà finalmente cercare, di nuovo, il suo posto nel mondo.
Tutte le mattine di Sybil è un romanzo irresistibile che trascina il lettore in un universo ricchissimo di sfumature, sentimenti mai rivelati, e testimonia un amore incrollabile per la vita.

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