
“La vagabonda”
Autrice: Colette
Traduzione di: Camilla Diez
Casa Editrice: L’ Orma
data di pubblicazione: 20 giugno 2025
pagine: 232
TRAMA
Parigi, primi del Novecento. Dopo un matrimonio soffocante e un coraggioso divorzio, Renée Néré si ritrova sola, libera e povera. Per sopravvivere, calca le scene dei music-hall, trasformando il palcoscenico nel suo regno e il corpo nello strumento di una nuova, faticosa autonomia. Barcamenandosi tra colleghi ambigui e spasimanti invadenti, Renée si racconta in queste pagine tinte di cipria e inchiostro con una voce orgogliosa, lucida come una lama. Assieme a lei la cagnolina Fossette, unica, inseparabile compagna. Quando Maxime, un ricco ammiratore, le offre sicurezza e amore, Renée si trova di fronte alla prova più difficile: barattare la libertà tanto duramente conquistata per le comodità di una gabbia dorata? Pubblicato a puntate nel 1910 e ispirato alla vita dell’autrice, «La vagabonda» è uno dei capolavori della maturità di Colette. Un romanzo intelligente, di formazione e resistenza, che continua a parlare al cuore di chi non ha paura di scegliere la propria vita.
RECENSIONE

“Eccomi, dunque, così come sono! Stasera non sfuggirò all’incontro con il lungo specchio, al soliloquio evitato centinaia di volte, accettato, fuggito, ripreso e interrotto…(…)
Eccomi dunque, così come sono! Sola, sola e probabilmente per tutta la vita. Già sola! Così presto. Ho varcato la soglia dei trent’anni senza provare alcuna umiliazione; perchè questo volto, il mio, vale soltanto per l’espressione che lo anima, il colore dello sguardo e il sorriso diffidente che vi guizza…”
Con La vagabonda, pubblicato per la prima volta nel 1910 e ora riproposto da L’Orma Editore, Colette ci consegna uno dei suoi romanzi più intensi e moderni, capace di parlare ancora oggi alle lettrici e ai lettori contemporanei.
La protagonista, Renée Néré, è una donna che ha deciso di reinventarsi. Dopo un matrimonio fallito e anni trascorsi accanto a un marito infedele, Renée sceglie il palcoscenico del music-hall per sopravvivere, ma anche per riconquistare sé stessa. Scriveva, un tempo. Ora recita. Si guadagna da vivere come attrice ambulante, portando con sé la propria solitudine, le luci di scena e il trucco che nasconde il dolore. Eppure, dietro ogni gesto quotidiano, si intravede un’unica, grande motivazione: la libertà.
“Quante donne hanno conosciuto lo stesso rifugiarsi in se stesse, lo stesso paziente ripiegamento che segue le lacrime di ribellione? Rendo loro questa giustizia, lusingando me stessa: una donna è capace di superare la mediocrità soltanto nella sofferenza.”
Renée è una donna consapevole, che ha scelto di essere indipendente in un’epoca che negava alle donne questa possibilità. Rifiuta le avances dei corteggiatori , conserva una vita sobria ma autonoma, si affida all’amicizia sincera e alla compagnia della sua cagnolina Fossette, e affronta ogni giorno la precarietà con dignità e determinazione.
Ma cosa succede quando il sentimento bussa alla sua porta? Maxime, un giovane innamorato, sembra poterle offrire un’altra possibilità. E Renée, combattuta, si guarda allo specchio. Gli specchi in questo romanzo non sono mai solo superfici: sono simboli implacabili di ciò che si è, dei limiti del corpo che cambia, delle paure che si fanno sempre più insistenti – solitudine, vecchiaia, insicurezza.

” Ho ceduto, lo ammetto. Permettendo a quell’uomo di tornare domani ho ceduto al desiderio di conservare in lui non tanto un innamorato e neppure un amico, bensì un avido spettatore della mia vita e della mia persona.”
Con una scrittura affilata e dolcemente malinconica, Colette scolpisce una figura femminile rivoluzionaria, capace di dire no al compromesso, persino a quello amoroso, pur di restare fedele a sé stessa.
Leggere La vagabonda di Colette suscita emozioni intense e profonde. È un romanzo che lascia dentro un senso di ammirazione per il coraggio della protagonista, ma anche una malinconia sottile per la solitudine che accompagna le sue scelte.
“Se non fosse per questo dolore, non sarei forse ridiventata quella che ero, ossia libera, terribilmente sola e libera? La grazia passeggere da cui sono stata toccata si ritira da me, poichè ho rifiutato di scomparirci dentro. Invece di dirle <<prendimi!>> le domando: <<Cosa mi dai? Un’altra me?>>.
La scrittura di Colette, intima e tagliente, mi ha trasportato in una Parigi piena di luci e ombre, dove una donna decide di vivere libera, anche a costo di rinunciare all’amore, alla sicurezza e alla comodità. Renée non è una vittima, è una combattente silenziosa. La sua determinazione, la sua dignità e la sua vulnerabilità mi hanno colpito profondamente.
È un libro che fa riflettere sul prezzo della libertà, sull’identità femminile, sulla forza delle donne che non si piegano.
“Fuggo, ma non sono ancora svincolata da te. , lo so. Vagabonda, e libera, mi capiterà di desiderare il riparo dei tuoi muri…”
Aspetto con trepidazione le prossime uscite!
