«La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.»
Fernando Pessoa
In questa frase è racchiusa l’origine stessa dello scrivere. La letteratura nasce da un’eccedenza e da una mancanza insieme: eccedenza di sensibilità, mancanza di realtà. Vivere non è sufficiente; occorre comprendere, nominare, trasformare ciò che si vive.
Scriviamo perché una sola esistenza non ci contiene. Leggiamo perché una sola prospettiva non ci basta. La pagina diventa allora uno spazio ulteriore, dove l’esperienza si dilata e trova una forma più intensa.
La letteratura non sostituisce la vita: la amplia. E in questa tensione — tra ciò che è e ciò che potrebbe essere — riconosciamo la nostra più autentica inquietudine.

