Dietro le quinte di “Il segreto di Miss Austen” – Intervista all’autrice Giovanna Zucca

Giovanna Zucca
Vive a Treviso e lavora in ospedale. Nel 2011 ha esordito con Mani calde, vincendo il Premio Rhegium Julii Opera Prima 2012. Il suo secondo romanzo, Una carrozza per Winchester, ispirato alla vita di Jane Austen, ha ricevuto una menzione d’onore al Premio Merck Serono 2014. Laureata in filosofia, collabora attivamente con il Centro di studi sull’etica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
IL LIBRO

Il segreto di Miss Austen di Giovanna Zucca, edito da Fazi Editore, è un raffinato romanzo ambientato nell’Inghilterra dei primi anni dell’Ottocento, tra i salotti eleganti e le campagne dell’Hampshire. Al centro della vicenda c’è Jane Austen, giovane donna in procinto di affermarsi come scrittrice, che osserva con occhio acuto e ironico le passioni, le ambizioni e i segreti della buona società.
Accanto a lei si muove un vivace mosaico di personaggi femminili – Cecilia, Louise, Virginia e Olimpia – ciascuna alle prese con i propri desideri e i limiti imposti dal contesto sociale. Tra chiacchiere, amori proibiti e rimpianti nascosti, prende forma un affresco ricco di sentimento e umanità, dove la stessa Jane custodisce un segreto che lega la sua vita alle storie che narra.
Con stile elegante e profonda conoscenza dell’opera austeniana, Giovanna Zucca rende omaggio a una delle più amate autrici di tutti i tempi, regalando ai lettori un romanzo che unisce ironia, introspezione e romanticismo, nel più autentico spirito dei classici inglesi.
“Due chiacchiere con lo scrittore”
Benvenuta, Giovanna.
È un vero piacere averti ospite nella mia rubrica “Due chiacchiere con lo scrittore”.
Oggi parleremo del tuo nuovo romanzo, Il segreto di Miss Austen, pubblicato da Fazi Editore: un’opera che ci conduce nell’Inghilterra del primo Ottocento, tra sentimenti taciuti, destini intrecciati e lo sguardo ironico di una giovane Jane Austen alle soglie del successo.
Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo dedicato a Jane Austen, e perché proprio in occasione del 250° anniversario della sua nascita?
Ho sentito il bisogno di rendere omaggio a Jane Austen, una scrittrice che mi accompagna da sempre e che ha segnato il mio modo di leggere e scrivere. Il 250° anniversario mi è sembrato il momento giusto per celebrarla: da anni organizzo incontri austeniani anche in abiti Regency e ho ideato il Jane Austen Fest, che a Treviso e non solo raccoglie appassionati in raduni con balli e picnic in perfetto stile Regency. Era naturale per me trasformare questa passione in un romanzo, che è il secondo dedicato a Jane Austen. Il primo Una carrozza per Winchester. L’ultimo amore di Jane Austen, Fazi Editore è uscito nel 2014.
“In fondo, non c’è nulla di più serio che divertirsi con grazia”.
Nel tuo libro ritroviamo atmosfere, intrecci e personaggi che sembrano usciti direttamente dalla penna della Austen. Quanto è stato difficile immedesimarti nello “stile austeniano” e allo stesso tempo mantenere la tua voce di autrice?
Una sfida stimolante: ho cercato di immergermi nelle atmosfere austeniane senza imitarle, ma lasciando emergere la mia voce.
“Dopotutto, non si può fingere a lungo senza rischiare di essere smascherati, soprattutto dai lettori”.
Jane Austen, nel tuo romanzo, non è soltanto osservatrice ironica delle vicende altrui, ma custodisce anche un segreto del cuore. Cosa ti interessava esplorare nel lato più intimo e umano di Jane?
Mi interessava soprattutto esplorare il lato più intimo e umano di Jane. Non solo l’osservatrice ironica, ma anche la donna capace di custodire emozioni e fragilità profonde.
“Perfino un cuore ironico, se ben osservato, finisce per tradirsi.”
I pettegolezzi, le convenzioni sociali, i matrimoni combinati… elementi classici dell’universo austeniano che sembrano parlare ancora al lettore contemporaneo. Quale messaggio pensi arrivi oggi da quelle dinamiche ottocentesche?
Penso che il messaggio arrivi forte ancora oggi: al di là delle convenzioni e delle pressioni sociali, i sentimenti autentici e la ricerca della propria libertà restano universali e senza tempo.
“Del resto, le convenzioni passano, ma l’arte di complicarsi la vita rimane eterna.”
Una tua citazione preferita tratta dal romanzo?
“Ho scritto per necessità, per diletto, per verità, ma anche per quella sottile malinconia che accompagna chi vive di parole e sogni.”
“E se qualcuno non approva, potrà sempre trovar conforto nel pettegolezzo.”
Una curiosità finale: se potessi davvero fare due chiacchiere con Jane Austen, cosa le chiederesti?
Le chiederei se, tra tutti i suoi personaggi, ce n’è uno che sente più vicino al suo cuore e alla sua esperienza personale.
“Se proprio dovessi scegliere, temo che il Colonnello Brandon avrebbe la meglio: è raro trovare un uomo tanto sensibile…e tanto paziente con le sciocchezze altrui”.
In realtà, a queste domande non ho risposto da sola: Jane Austen si è divertita a sussurrarmi le repliche più pungenti, ed io ho fatto del mio meglio per non rovinarle.
Grazie per aver accettato il mio invito.

In foto, uno degli incontri austeniani dell’autrice.
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