Oggi, nel Calendario dell’Avvento delle Parole, incontriamo una parola semplice e universale, capace di parlare tutte le lingue del mondo:

L’abbraccio è il gesto più antico, quello che non ha bisogno di spiegazioni. È un rifugio, una pausa, un posto sicuro in cui tornare. È un ponte silenzioso tra due cuori che, per un momento, si riconoscono e si ritrovano.
Ma l’abbraccio non è fatto solo di braccia.
Esiste anche quello immaginario, che nasce dal pensiero e ha il potere di arrivare comunque.
Un abbraccio immaginato può scaldare il cuore quanto uno reale: una carezza mandata con la mente, un ricordo che stringe, una presenza che si avverte anche a distanza.
Un abbraccio può sciogliere tensioni, alleggerire pesi, trasformare silenzi in conforto.
In questo dicembre che ci avvicina al Natale, l’abbraccio diventa un invito:
a rallentare, a stringere ciò che conta, a donare calore senza paura.
Perché un abbraccio, anche immaginario, scalda il cuore.
Oggi concediti il lusso di abbracciare — qualcuno, un ricordo, te stesso.
A volte è tutto ciò di cui abbiamo davvero bisogno.
Jenny

