Nel Calendario dell’Avvento delle Parole, la parola del 21 dicembre cade come un silenzio leggero:

La neve non fa rumore quando arriva.
Scende lenta, trasforma il paesaggio, smussa gli angoli, copre ciò che è superfluo. Con la neve tutto rallenta, e proprio per questo diventa più visibile. È come se il mondo, per un momento, decidesse di respirare più piano.
La neve insegna l’attesa e la meraviglia.
Ci invita a fermarci, a osservare, a camminare con passi più leggeri. Anche nella letteratura, la neve è spesso una soglia: un tempo sospeso in cui qualcosa può cambiare, essere compreso, accolto.
In questi giorni che ci portano al cuore dell’inverno e sempre più vicini al Natale, la parola neve diventa un invito gentile:
come la neve, rallenta. E ammira.
Non serve fare di più.
Serve fare con più presenza.
Lascia che lo sguardo si posi sulle piccole cose, che il silenzio ti parli, che la bellezza semplice trovi spazio.
Oggi prova a rallentare.
Anche se fuori non nevica, dentro puoi scegliere la stessa quiete.
E, come accade dopo una nevicata, potresti scoprire che tutto appare diverso.
Jenny

