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“Due chiacchiere con lo scrittore” con Emma Grilli autrice del libro di poesie “Singhiozzi” edito da Pegasus Edition

L’ Autrice

Emma Grilli, nata a Fano (PU) il 16 gennaio 2002, sto terminando il quarto anno del liceo classico. Amo l’arte in tutte le sue forme e mi dedico, mettendo il massimo della passione e della forza in vari settori artistici:  ho studiato danza classica, suono la chitarra, frequento da 5 anni un corso di recitazione tenendo spettacoli teatrali, e coltivo la poesia con la quale ho partecipato a vari concorsi letterari nazionali e internazionali ottenendo risultati a volte negativi a volte positivi, fino alla vincita del Premio internazionale letterario Montefiore 2019 grazie a cui ho pubblicato il mio primo libro: una raccolta di poesie intitolata “Singhiozzi”, (Pegasus Edition.)

Intervista

Ciao Emma, benvenuta a “Due chiacchiere con lo scrittore”

  • Come è nata la tua passione per l’arte della scrittura? E qual è il tuo proposito , il tuo scopo nello scrivere le tue poesie?

    La mia passione per l’arte della scrittura è nata con me. La scrittura è qualcosa che mi appartiene da sempre, sin da piccola ho sempre scritto: da storie per bambini come me a diari, racconti, frasi, fino poi a poesie. Riguardo queste ultime sono ancora stupita, incredula e felicissima.
  • Cos’è per te la poesia?

Inizialmene, soprattutto, non sapevo come chiamare ciò che scrivevo, come se non mi sentissi all’altezza di scrivere poesie. E non le ho mai chiamate tali, almeno all’inizio, anche se avrei sempre desiderato farlo. Come una speranza dentro ma per la quale avevo paura di risultare presuntuosa. Così, ad un certo punto, iniziarono gli altri, chi mi stava attorno, a definire POESIE i miei scritti, e sono sempre e ancora grata a queste persone che mi hanno aiutata a definire il mio SOGNO.
Hanno iniziato a chiamarmi poeta. E allora vorrei ringraziarle tutte, in particolare mia mamma che, nonostante non si dilunghi quasi mai in complimenti, ha da subito creduto in me. E credo che in parte se non ci avesse creduto lei, per prima, e poi tutte le altre persone che mi circondano, oggi forse sarei meno felici e chissà a cosa fare. Perciò il mio grazie è davvero di cuore ed infinito.
Nello scrivere, il mio scopo è AIUTARE. Probabilmente, anzi credo di sicuro, scrivere mi ha salvata. E senz’altro aiutata tanto. Tantissimo! Perciò vorrei che qualcuno, nella difficoltà, trovasse conforto nelle mie parole, si rispecchiasse. O almeno questa è la mia speranza. Perché credo che già sentirsi compresi da qualcuno sia un enorme avanzamento verso lo stare bene.
Per me la poesia, come un po’ accennavo, è qualcosa di infinito, eterno e meraviglioso. È una salvezza e un dono. È qualcosa che t fa scendere in profondità.  La poesia, per me, è un qualcosa che accostavo , in passato, sempre ai “grandi”, ai personaggi che hanno fatto la storia della letteratura. Ma poi ho capito che, in realtà, ognuno ha la propria bellezza e ha tanto da donare.
Accosto molto la poesia alla musica. Per me entrambe permettono di toccare l’anima.

  • Come definiresti il tuo stile letterario? C’è qualche poeta al quale ti ispiri?

Non ho una vera definizione del mio stile però è spesso coinciso e, mi dicono, ermetico.

Per me è un grande complimento quando quando mi accostano l’aggettivo “ermetico” perché, pur non avendo alcun poeta da cui tratte volontariamente ispirazione, Ungaretti è uno dei miei preferiti. Dico “volontariamente” perché senza dubbio, gli autori che più amo, fra cui c’è anche Alda Merini, sono autori che mi ispirano in qualche modo, anche se razionalmente non mi sembrerebbe in realtà credo che, appunto involontariamente, creino qualcosa in me.

Ad ogni modo non ho uno stile letterario, o autore, o alcuno schema rigido, a cui mi ispiro consapevolmente.

  • Chi è Emma poetessa e chi Emma donna?

Emma poetessa è Emma donna.

Amo l’arte, cerco di seguire sempre e nel modo più completo possibile le mie passioni, studio, scatto foto, disegno e suono. Da anni seguo corsi di recitazione con spettacoli. Insomma amo le mie passioni e cerco di realizzarle in sogni concreti.

Le due persone coincidono praticamente sempre, completamente. Più che altro credo che questo avvenga grazie alla spontaneità. Ciò che scrivo è ciò che provo.

Ecco forse, una differenza c’è. Ma solo in parte. Quando  Emma donna soffre, forse lo fa un po’ più di Emma poetessa, ma poi Emma poetessa compensa sempre.

  • Ci parli della tua raccolta di poesie “ Singhiozzi”?Qual’è il tema principale e quale il messaggio che vuoi dare ai tuoi lettori?

Il tema principale di “Singhiozzi” credo sia la consapevolezza di ciò che si è. Affiancato dal percorso di crescita personale. Spesso però un percorso personale può dar spunti ad altri che hanno un percorso diverso, e dar loro modo di riflettere attorno alle proprie questioni. E così spesso le tematiche, le emozioni e le sensazioni diventano più universali. In “Singhiozzi” c’è la mia personale esperienza, ci sono le mie personali emozioni e sensazioni.
Si trattano vari temi: dalla malattia, alla sofferenza, fino all’amore e al rapporto con la morte.
Morte intesa come fine di qualcosa, ma anche strettamente come morte fisica.

Uno dei messaggi chiave che vorrei lasciare ai lettori è l’aver sempre speranza e fiducia. Non è sempre facile, ma, almeno a me, capita spesso di perdere le speranze ancor prima di iniziare qualcosa. E invece ho scoperto che buttarsi in esperienze fa sempre bene.

  • Per chiudere l’intervista ci regali qualche tuo verso.

Questi versi sono tratti da una delle poesie di “Singhiozzi” relative, in parte, proprio a questa possibilità che ognuno di noi ha: prendere in mano le occasioni e buttarsi.

“Quindi bello è
Non aspettarsi
Niente
Che quando arriva
Poi ti sorprenderai
Che poi alla fine
Basta immaginarsi
Senza vedersi”

Grazie per essere stata con noi.

Grazie a voi.

Il libro dell’autrice

Trama

“Il titolo simboleggia un po’ Una parte di me che crede che ogni cosa che fa sia soltanto una piccolissima parte di qualcosa di molto più grande che ancora non conosce; quella parte di me che crede di non essere mai abbastanza e che cerca di esprimersi con parole che crede non siano mai sufficienti, come se singhioz-zasse delle sillabe che sono solo una parte di tutto ciò che vorrebbe dire. Come ho detto a mia madre: “si passa dalla vita alla morte e quello che c’è in mezzo decide te lo voi.”

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